
Il fallimento dei nuovi tentativi diplomatici sul nucleare fanno salire le tensioni tra Teheran e Casa Bianca. Donald Trump ha descritto il cessate il fuoco come “attaccato alle macchine”, sostenendo che abbia ormai pochissime possibilità di resistere dopo la risposta iraniana al piano americano. Secondo la Cnn, il Presidente americano starebbe "valutando con crescente attenzione" nuove opzioni militari. Sull'altro fronte, l’Iran non arretra col presidente Masoud Pezeshkian che ha ribadito che i colloqui restano possibili solo da una posizione di “dignità, saggezza e opportunità”. E ancora, il portavoce Rezaei: "Se gli USA ci attaccano di nuovo, arricchiremo uranio al 90%".
Zuppi: "Le cose che dice il Papa Trump non vuole sentirle"
"Le cose che dice il Papa non sono quelle che Trump vorrebbe sentire. Il Papa fa il Papa e continuerà a dire che la guerra non deve essere usata come modo per risolvere i conflitti e che non c'è alcuna giustificazione in assoluto per la guerra, tantomeno spirituale o religiosa. Dire ‘Non vuole il disarmo dell'Iran' sono attribuzioni che niente hanno a che vedere con la chiarezza di Papa Leone che, con mitezza ma anche molta forza, continua a dire che bisogna risolvere i conflitti col dialogo". Così il presidente della CEI cardinal Matteo Maria Zuppi a Otto e mezzo su La7.
"Dispiacciono gli attacchi. Speriamo che anche gli incontri avvenuti chiariscano e riportino un legame evidente e storico con gli Usa. Non scalfiscono la scelta del Papa che continua a indicare la via della pace e del disarmo, i luoghi del dialogo" sottolinea Zuppi. Il presidente della Cei sottolinea anche: "Su Trump, non metterei in mezzo Gesù. E' un'attribuzione indebita che rischia la blasfemia. Può il Signore giustificare la guerra? E' qualcosa del tutto contrario all'essenza del cristianesimo e dei vangeli. Blasfemia è chiedere a Gesù, che dice di amare il nemico, di uccidere".
Iran, Trump: "Quando parlo di guerra non penso all'impatto economico sui cittadini"
"Quando parlo con l’Iran, l’unica cosa che conta è che non possa avere un’arma nucleare". Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, rispondendo ai giornalisti alla Casa Bianca prima della partenza per la Cina. Interpellato sull’impatto economico della guerra con l’Iran sui cittadini americani e su quanto le difficoltà finanziarie delle famiglie influenzassero i negoziati con Teheran, Trump ha risposto: "Nemmeno un po'. Non penso alla situazione economica degli americani, non penso a nessun altro. Penso a una sola cosa: non possiamo permettere che l’Iran abbia un’arma nucleare. Tutto qui". A una successiva domanda sull’impatto economico del conflitto, il presidente ha aggiunto che "la cosa di gran lunga più importante, anche più dell’andamento della Borsa – che peraltro è ai massimi storici – è che l’Iran non possa avere un’arma nucleare. Ogni americano lo capisce".
Iran, Zuppi: "Trump non vuole sentire le cose che dice il Papa"
"Le cose che dice il Papa non sono quelle che Trump vorrebbe sentire. Il Papa fa il Papa e continuerà a dire che la guerra non deve essere usata come modo per risolvere i conflitti e che non c'é alcuna giustificazione in assoluto per la guerra, tantomeno spirituale o religiosa".
Il presidente della Cei, il cardinale Matteo Maria Zuppi, intervenendo a "Otto e mezzo" su La7, ha difeso con decisione la linea di Papa Leone XIV ed ha parlato delle tensioni e delle interpretazioni politiche attribuite alle parole del Pontefice in materia internazionale.
Il cardinale ha respinto alcune letture sulle posizioni della Santa Sede riguardo all'Iran e al tema del disarmo. "Dire: ‘Non vuole il disarmo dell'Iran', sono attribuzioni che niente hanno a che vedere con la chiarezza di Papa Leone che, con mitezza ma anche molta forza, continua a dire che bisogna risolvere i conflitti col dialogo".
Infine, Zuppi ha espresso rammarico per gli attacchi rivolti al Pontefice, auspicando che i recenti incontri diplomatici possano rafforzare i rapporti con gli Stati Uniti.
"Dispiacciono gli attacchi. Speriamo che anche gli incontri avvenuti chiariscano e riportino un legame evidente e storico con gli Usa", ha concluso, ribadendo che la scelta del Papa resta quella di "indicare la via della pace e del disarmo, i luoghi del dialogo".
Trump: "Non abbiamo bisogno dell'aiuto della Nato"
Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha assicurato che non ha bisogno dell'aiuto della NATO per trattare con l'Iran perche' Washington ha gia' sconfitto militarmente la Repubblica islamica e ha ribadito le sue critiche per la mancanza di sostegno degli alleati nella guerra. "Sono rimasto profondamente deluso dalla NATO, che non e' stata presente quando ne avevamo bisogno. Non abbiamo bisogno della NATO, ma se ne avessimo bisogno, semplicemente non c'erano", ha detto ai giornalisti alla Casa Bianca prima di recarsi a Pechino per incontrare il suo omologo cinese, Xi Jinping.
Teheran conferma: "No negoziati senza fine guerra ovunque"
L'Iran ha confermato che non intende tornare al tavolo dei negoziati con gli Stati Uniti finché non saranno soddisfatte le cinque condizioni già poste. "Sono garanzie minime per creare fiducia per l'inizio di qualsiasi trattativa", ha detto una fonte del regime all'agenzia Fars. Dunque Teheran chiede "la fine della guerra in tutti i fronti, in particolare in Libano, la rimozione delle sanzioni, lo sblocco dei fondi congelati, il risarcimento dei danni di guerra e il riconoscimento del diritto di sovranità dell'Iran sullo Stretto di Hormuz", si ribadisce
Anche l'Arabia Saudita ha lanciato attacchi contro l'Iran durante la guerra
L'Arabia Saudita ha lanciato numerosi attacchi non pubblicizzati contro l'Iran in rappresaglia per gli attacchi perpetrati nel regno durante la guerra in Medio Oriente. Lo scrive la Reuters sul suo sito citando due funzionari occidentali informati sulla questione e due funzionari iraniani. Gli attacchi sauditi, finora non resi noti, segnano la prima volta che il regno ha condotto direttamente azioni militari sul suolo iraniano. Secondo le stime dei due funzionari occidentali, gli attacchi, lanciati dall'aeronautica saudita, sarebbero avvenuti alla fine di marzo. Uno di loro si è limitato a dire che si trattava di "attacchi di rappresaglia in risposta agli attacchi subiti". Ieri sera il Wall Street Journal aveva riportato che gli Emirati avevano compiuto ad aprile diversi attacchi contro l'Iran.
Il viceministro degli esteri iraniano: "La vera pace non si costruisce con una retorica di umiliazioni"
"La vera pace non si costruisce con una retorica di umiliazioni, minacce e rese dei conti coercitive. Quando la parte che ha avuto un ruolo diretto nella guerra, nell'assedio, nelle sanzioni e nelle minacce, attraverso la forza bruta, respinge la risposta dell'Iran solo perché non si tratta di una lettera di resa, diventa chiaro che il problema principale non è la pace, ma l'imposizione della volontà politica attraverso minacce e pressioni". Lo scrive su X Kazem Gharibabadi, viceministro degli esteri iraniano. "Non si può parlare di cessate il fuoco continuando l'assedio; non si può parlare di diplomazia intensificando le sanzioni; né si può discutere di stabilità regionale fornendo supporto politico e militare a un regime che è la fonte di aggressione e instabilità. Un simile approccio non è negoziazione; è la continuazione di una politica di coercizione mascherata da retorica diplomatica".
Trump: "Sempre andati d'accordo con Xi Jinping. È grande amico"
Donal Trump ha negato che vi siano mai state difficolta' tra Stati Uniti e Cina. "Non abbiamo mai avuto problemi con la Cina", ha detto il presidente americano ai cronisti prima di partire per Pechino. Il presidente Xi Jinping "è sempre stato un mio amico, siamo sempre andati d'accordo", ha insistito. Nell'agenda dei colloqui con Xi, ha confermato, anche l'Iran. Ma, ha chiarito, "non abbiamo bisogno di aiuto della Cina".
Iran, Hegseth: "Controlliamo Hormuz e Teheran è preoccupata"
Il capo del Pentagono Pete Hegseth ha dichiarato a una sottocommissione della Camera che gli "iraniani sono preoccupati" del fatto che gli "Stati Uniti controllano lo Stretto di Hormuz". Teheran, ha aggiunto, "non lascia passare niente" dallo stretto.
Iran, Hegseth non rivela i costi per riparare le basi Usa danneggiate in Medio Oriente
Durante l'audizione davanti a una sottocommissione della Camera del Congresso degli Stati Uniti, il capo del Pentagono Pete Hegseth non ha voluto indicare quanti soldi ci vorranno per riparare più di una decina di basi americane in Medio Oriente danneggiate dai missili e droni iraniani. Il revisore dei conti del Pentagono, Jules Hurst, aveva spiegato poco prima che nel bilancio provvisorio di 29 miliardi di dollari – il costo finora sostenuto per il conflitto con l'Iran – non sono inclusi i lavori per ristrutturare le basi militari danneggiate.
Dl Carburanti, via libera definitivo Camera: è legge
Via libera definitivo dell'Aula della Camera al decreto Carburanti. I voti a favore sono 147, i contrari 79. Già approvato dal Senato e non modificato alla Camera, il decreto viene convertito in legge. Il provvedimento contiene anche la nuova proroga del taglio delle accise.
Hegseth: "Gli Usa controllano lo stretto di Hormuz e l'Iran lo sa"
Pete Hegseth ha sostenuto che gli Stati Uniti controllino lo stretto di Hormuz, nonostante il fatto che il passaggio delle navi è rimasto praticamente interdetto per oltre due mesi di guerra. Durante un'audizione al senato il segretario alla Difesa ha detto: "Siamo noi a controllare lo stretto, poiché nulla vi entra senza il nostro permesso. L'Iran sa che non può infrangere questo controllo. E la cosa è per loro motivo di grande preoccupazione".
Il prezzo del gas conclude in lieve rialzo a 46,5 euro
Il prezzo del gas conclude in lieve aumento. Ad Amsterdam il Tff ha guadagnato lo 0,56%, a 46,49 euro al megawattora.
Moody's: Pil Italia +0,4%, con escalation Hormuz -0,3%
L'economia italiana crescerebbe dello 0,4% nel 2026 nello scenario ‘centrale' di Moody's, che ipotizza una navigazione "condizionata" nello stretto di Hormuz per gli importatori asiatici di energia. Si tratta della crescita più bassa fra tutti i Paesi del G20, salvo l'Arabia Saudita. Tuttavia, se lo scenario ‘ottimistico' di una "de-escalation" farebbe crescere il Pil dello 0,6%, l'Italia segnerebbe -0,3% nel caso di uno scenario ‘pessimistico' in cui "il fragile cessate il fuoco lascia il posto a una nuova escalation militare". Lo si legge nel ‘Global Macro Outlook' di Moody's, che per la Germania nei tre scenari prevede rispettivamente +0,7%, +1,0% e -0,3%
Fonte UE: "Nessun piano di rimpiazzare la missione Unifil dell'Onu in Libano"
"Non c'è nessun piano di rimpiazzare la missione Unifil dell'Onu, non c'è né la volontà tra gli Stati membri né la capacità". Lo afferma all'ANSA una fonte europea. L'idea semmai è quella di addestrare le forze armate libanesi e rafforzare le forze di sicurezza interna, in modo che si assumano compiti ora svolti dall'esercito così che possa concentrarsi nella difesa dello Stato.
Kallas: "Valutiamo la missione Ue per aiutare le forze armate libanesi"
"Abbiamo discusso anche di cosa si possa fare di più in Libano. L'Europa sta facendo la sua parte per mitigare la crisi. Migliaia di soldati europei prestano servizio nell'ambito dell'Unifil. Abbiamo inoltre sostenuto le Forze armate libanesi con 100 milioni di euro. Ma è chiaro che, quando il mandato dell'Unifil giungerà al termine, occorrerà prevedere anche un'iniziativa complementare, e i ministri hanno discusso su come ciò possa avvenire". Lo ha detto l'alto rappresentante Ue Kaja Kallas al termine del consiglio Difesa. "Attualmente stiamo valutando una nuova missione Ue per aiutare a rafforzare il controllo dello Stato in Libano. Più rafforziamo l'esercito libanese, più indeboliamo Hezbollah", ha precisato.
Pasdaran: "Arrestate 20 persone a Teheran per traffico d'armi legato a Israele"
L'Organizzazione di intelligence delle Guardie Rivoluzionarie iraniane nella provincia di Teheran ha annunciato di aver arrestato 20 persone accusate di appartenere a reti di contrabbando di armi e munizioni legate a Israele. Lo riporta l'agenzia di stampa Tasnim, affiliata alle Guardie Rivoluzionarie. Le Guardie Rivoluzionarie hanno dichiarato di aver sequestrato ai sospettati oltre 50 armi da fuoco, 70 chilogrammi di esplosivo, 2mila proiettili e munizioni correlate.
Usa-Cina, Hegseth: "Sarò a Pechino col presidente Trump"
Il segretario alla Difesa americano, Pete Hegseth, ha affermato che accompagnerà il presidente Donald Trump nel suo imminente viaggio in Cina, in un clima di incertezza riguardo al cessate il fuoco con l'Iran. In audizione alla Camera sullo stato delle vendite di armi a Taiwan, Hegseth ha dichiarato: "Il presidente è in procinto di partire e io sarò con lui; sarà lui a prendere tutte le decisioni in merito". Si prevede che Trump parta da Washington per Pechino questo pomeriggio. L'ambasciatore iraniano in Cina ha dichiarato che Pechino "può essere una forza importante per ridurre le tensioni" tra Stati Uniti e Iran. Ieri, Trump ha affermato che il cessate il fuoco con l'Iran è "in condizioni critiche" ed è "incredibilmente debole". Hegseth ha dichiarato che le Forze armate statunitensi sono pronte a riprendere le operazioni contro l'Iran se necessario.
Trump: "L'Iran fermerà l'arricchimento dell'uranio, me lo hanno detto"
"L'Iran fermerà l'arricchimento dell'uranio, me lo hanno detto". Lo ha sostenuto Donald Trump in un'intervista con il conduttore di destra Sid Resenberg. Il presidente ha poi ripetuto quanto dichiarato ieri a Fox News che Teheran gli avrebbe chiesto di andare a prendere la polvere nucleare sepolta in profondità negli impianti bombardati dagli Usa a giugno. "Solo noi e la Cina abbiamo le capacità per farlo", ha detto.
L'Iran parteciperà alla riunione dei Paesi Brics in India
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, parteciperà alla riunione dei ministri degli Esteri dei Paesi Brics che si terrà in India il 14 e 15 maggio. Lo ha riferito il ministero degli Esteri di Teheran, precisando che l'incontro si focalizzerà su temi come la stabilità regionale, la cooperazione multilaterale e la resilienza economica. A margine Araghchi avrà un colloquio, tra gli altri, con il suo omologo indiano, Subrahmanyam Jaishankar. La riunione precederà il summit dei leader dei Brics previsto a Nuova Delhi a settembre.
Trump: "L'Iran non avrà l'arma nucleare"
"Abbiamo distrutto la loro Marina, distrutto la loro aviazione. È solo questione di tempo. Abbiamo un blocco che non dà loro soldi, non permette loro di guadagnare. È una questione di politica molto semplice: non possiamo permettere loro di avere un'arma nucleare perché la userebbero e sarebbe una tragedia inimmaginabile". Lo ha dichiarato il presidente americano, Donald Trump, in un'intervista al podcast Sid & Friends in the morning.
Pete Hegseth: "Il cessate il fuoco rimane in vigore"
"Il cessate il fuoco rimane in vigore". Lo ha dichiarato il segretario americano alla Difesa, Pete Hegseth, in audizione al Congresso sulla guerra contro l'Iran. "Abbiamo un piano per l'escalation se serve e abbiamo un piano per spostare gli asset", ha spiegato il capo del Pentagono.
L'Iran denuncia gli Usa alla Corte arbitrato Aja
L'Iran ha presentato ricorso alla Corte di arbitrato dell'Aja contro gli Stati Uniti d'America per avere violato l'accordo di Algeri che nel 1981 mise fine alla crisi degli ostaggi. Lo riferisce l'agenzia Tasnim. Quarantacinque anni fa, gli Usa "si erano impegnati "a non interferire, direttamente o indirettamente, politicamente o militarmente, negli affari interni dell'Iran", spiega l'agenzia. Su quella base, Teheran ha denunciato Washington per "violazione militare delle strutture nucleari iraniane, imposizione di sanzioni economiche e minaccia di ricorrere alla forza", riferisce Tasnim.
Trump posta una foto creata con l'IA di un caccia Usa che distrugge le navi veloci dell'Iran
BYE, BYE, fast boats, "Ciao, ciao, navi veloci", è la didascalia di una foto creata con l'intelligenza artificiale che Donald Trump ha postato su Truth. Nell'immagine si vede un jet americano sganciare missili contro due imbarcazioni su cui sventola la bandiera dell'Iran.
OMS: "Migliora l'accesso degli aiuti umanitari a Gaza ma è ancora insufficiente"
Il direttore generale dell'organizzazione mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreysus, ha assicurato che si registra "un certo miglioramento" nell'accesso degli aiuti umanitari alla Striscia di Gaza, pur sottolineando che "è insufficiente", poiché "non c'è ancora un accesso totale". Interrogato al riguardo in conferenza stampa a Madrid, assieme al premier spagnolo Pedro Sanchez, Adhanom ha spiegato che il flusso degli aiuti resta ampliamente insufficiente, in quanto "dovrebbero attraversare il confine circa 600 camion" al giorno "ma questo non sta accadendo", ha rilevato. Secondo il direttore dell'Oms, si osservano progressi "probabilmente nelle evacuazioni mediche" dalla Striscia, mentre persistono gravi difficoltà nella fornitura di medicinali e forniture sanitarie. "L'invio di farmaci non sta arrivando come dovrebbe", ha rilevato. Ha inoltre segnalato che "quando aumenta il numero di camion " diretti a Gaza "alcuni trasportano materiali e prodotti destinati alla vendita e i gazawi non possono permetterseli". Per questo, ha aggiunto, è necessario rafforzare "in modo specifico" l'invio di aiuti umanitari. L'Oms sta dando priorità alla ricostruzione delle infrastrutture sanitarie nella Striscia, poiché "gli ospedali sono scomparsi", ha osservato, riferendosi al livello di distruzione provocato dalla guerra. Da parte sua, Pedro Sanchez ha ribadito la necessità di rispettare il diritto internazionale e di offrire "un orizzonte politico alla Palestina", che passa attraverso "il riconoscimento dello Stato palestinese, che ha tutto il diritto di esistere", come Israele.
Il ministero degli Esteri di Teheran: "Chiunque osi mettere piede sul suolo iraniano subirà gravi danni"
Il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Esmaeil Baghaei, ha dichiarato che l'Iran è pronto a qualsiasi scenario, riferendosi alle minacce statunitensi di un possibile attacco di terra all'Iran. "Chiunque osi mettere piede sul suolo iraniano subirà gravi danni" ha avvertito. Secondo l'agenzia Irna, Baghaei ha dichiarato a India Today Global che il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi visiterà l'India e parteciperà al prossimo vertice dei ministri degli Esteri dei Brics in quel Paese. "Teheran attende con interesse gli incontri bilaterali con gli altri ministri presenti al vertice, incluso il ministro degli Esteri indiano, in quanto Paese amico" ha aggiunto Baghaei.
Ambasciatore statunitense in Israele: "Paesi del Golfo dovranno fare una scelta"
L'ambasciatore degli Stati Uniti in Israele, Mike Huckabee, ha detto di essere "molto ottimista" sul fatto che i paesi del Medio Oriente stabiliranno relazioni con Israele. "I paesi del Golfo ora hanno capito che dovranno fare una scelta: è più probabile che vengano attaccati dall'Iran o da Israele? – ha detto Huckabee nel corso di un punto stampa – Vedono che Israele ci ha aiutato e che l'Iran ci ha attaccato. Israele non sta cercando di impadronirsi della vostra terra e non vi sta inviando missili". Ha poi concluso dicendo che "Israele è l'antipasto, l'America è sempre stata il piatto principale" per l'Iran.
Compagnie aeree cinesi aumentano i supplementi di carburante per i voli
Le compagnie aeree cinesi stanno aumentando i supplementi di carburante per i voli nazionali. Lo riporta l'agenzia di stampa cinese Yicai. A partire dal 16 maggio le compagnie aumenteranno i supplementi carburante dopo averli già aumentati il mese scorso. Si tratta di una conseguenza del conflitto che impedisce il transito lungo lo Stretto di Hormuz e quindi il rifornimento di greggio, causando un aumento dei prezzi che sta influendo sul costo dei voli in tutto il mondo.
Iran: "Connessione internet tornerà normale dopo la fine della guerra"
La portavoce del governo iraniano, Fatemeh Mohajerani, ha fatto sapere che la connessione "tornerà normale dopo la fine della guerra". "L'approccio del governo è quello di garantire un accesso equo a tutte le infrastrutture, internet compreso – ha riferito – Riconosciamo l'accesso a internet come un diritto civile. Non tolleriamo discriminazioni e ingiustizie e ci opponiamo ad esse". Ha poi aggiunto: "Le politiche a favore di Internet mirano a fornire alle imprese l'accesso a una connessione Internet di alta qualità e anche questa situazione tornerà alla normalità". Il blackout di Internet dura ormai da 74 giorni causando gravi disagi alla popolazione civile.
Iran, Presidente Pezeshkian: "I negoziati con gli Usa ancora possibili"
L'Iran è che convinto che ci sia ancora spazio per la diplomazia con gli Stati Uniti, nonostante la sua sfiducia nei confronti di Washington. Lo ha sottolineato il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, in una nota diffusa dal suo ufficio.
"Nonostante la sfiducia nei confronti del nemico, la Repubblica Islamica dell'Iran ritiene di poter negoziare da una posizione di dignità, saggezza e opportunità", ha dichiarato Pezeshkian. "Teheran dovrà consolidare nell'arena diplomatica tutto ciò che le Forze armate iraniane hanno ottenuto sul campo di battaglia", ha osservato il capo di Stato iraniano. Due giorni fa il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha respinto la risposta dell'Iran alla proposta statunitense per risolvere il conflitto, definendola "totalmente inaccettabile".