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Natale 2023

I maglioni (brutti) di Natale escono dall’armadio: come sono diventati un must have

Da capi kitsch a indumenti amatissimi e irrinunciabili durante le feste: fino a qualche anno fa nessuno avrebbe scommesso sul successo dei maglioni natalizi.
A cura di Giusy Dente
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Che feste sarebbero senza il tradizionale maglione di Natale? Oggi è un indumento iconico, un must have del periodo natalizio irrinunciabile, ma non ha goduto sempre di questa fama! Nel giro di pochi anni questo capo ha completamente cambiato natura: se prima era considerato di pessimo gusto, ai giorni nostri è invece un elemento radicatissimo nella cultura natalizia. Lo indossano i membri della royal family (ne è grande fan Kate Middleton), lo sfoggiano le celebrity (lo ama particolarmente Michelle Hunziker), le Maison lo fanno sfilare in passerella: insomma tutti amano i maglioni (brutti) natalizi. Eppure venti anni fa nessuno avrebbe scommesso sulla loro fortuna: sembravano destinati a restare nei cassetti e negli armadi, ben nascosti sotto pile di felpe.

Breve storia dei maglioni di Natale

Basta scorrere velocemente i social o fare un salto nei negozi, per accorgersi che dicembre è un tripudio di maglioni natalizi. Sono inconfondibili: si tratta di cardigan o felpe di lana, nelle tonalità tradizionalmente associate alle feste quindi rosso, verde, bianco. Vengono decorati con disegni che rimandano al Natale dunque pupazzi di neve, Babbo Natale, omini di pan di zenzero, renne. Spesso, per accontentare i più stravaganti, vengono aggiunti campanellini, frange, luci o ponpon.

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L'indumento oggi viene sfoggiato con fierezza: anche se nella cultura pop si continua a parlare di "maglioni brutti" questa espressione non fa affatto paura, anzi. È proprio questo il must have delle feste, da indossare per essere davvero trendy. Se 20 anni fa questi capi venivano accolti storcendo il naso, quando si spacchettavano i regali di nonni e zii, oggi sono invece graditissimi e sono parte essenziale della cultura natalizia.

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I maglioni natalizi, da kitsch a iconici

I pullover a tema natalizio iniziarono a fare la loro comparsa negli anni '50. Venivano chiamati Jingle Bell Sweaters e non erano ancora appariscenti come quelli che siamo abituati a vedere oggi in giro. Fondamentalmente non avevano alcuno scopo estetico o celebrativo: erano solo funzionali a "commercializzare" le feste, ma non godevano di grande fortuna sul mercato.

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Le cose cambiarono negli anni Ottanta, grazie alle sit com e alle commedie romantiche di Natale, dove i personaggi sfoggiavano questo indumento con disinvoltura e allegria. Anche se venivano chiamati maglioni "brutti" venivano acquistati per il tipo di atmosfera che richiamavano. Per un decennio rimasero molto popolari e diffusi, ma negli anni Novanta conobbero un nuovo declino: per la moda erano inaccettabili, poco attraenti.

Colin Firth in "Il diario di Bridget Jones"
Colin Firth in "Il diario di Bridget Jones"

Poi negli anni Duemila la rinascita. Nel 2001 è uscito nelle sale cinematografiche il film cult Il diario di Bridget Jones. C'è una scena in cui la protagonista inorridisce quando vede Mark Darcy (interpretato da Colin Firth) indossare un maglioncino a collo alto con una renna gigante. È a quel punto che il pubblico iniziò a simpatizzare nuovamente con quel capo, a vederci qualcosa di ironico e comico: ecco che indossare i maglioni (brutti) di Natale cominciò a sembrare divertente.

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E da lì la popolarità e cresciuta, fino a farli diventare un punto fermo della cultura natalizia, anche per i grandi brand. E lo è diventato a tal punto che nel 2012 Save the Children ha lanciato il Christmas Jumper Day. È un evento a scopo benefico di raccolta fondi che incoraggia le persone a indossare i loro maglioni più imbarazzanti, ma rigorosamente col sorriso.

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