Serie A, pari punti tra Milan e Napoli a 5 giornate dalla fine: il criterio che decide la classifica

La vittoria a Verona ha permesso al Milan di agganciare il Napoli (sconfitto in casa dalla Lazio) al secondo posto. Se l'Inter ha, di fatto, lo scudetto cucito sul petto (potrebbe addirittura festeggiarlo nel prossimo turno con il Torino) la corsa per essere "il primo dei perdenti" (così ha definito Antonio Conte la squadra che si piazza alle spalle della vincitrice del titolo) entra nel vivo. A cinque giornate dalla fine del campionato rossoneri e azzurri si ritrovano appaiati in classifica (66 punti) e lo scenario di un arrivo di corto muso diventa sempre più concreto: cosa succederebbe se le due squadre chiudessero la stagione con gli stessi punti?
Il posizionamento non è solo una questione di prestigio. Il secondo posto, infatti, garantisce una quota maggiore degli introiti redistribuiti dalla Lega Serie A e può incidere anche sugli scenari legati alla Supercoppa italiana (sempre che il format resti la Final Four). Ecco perché capire come sarebbe stilata la graduatoria esatta in base al regolamento è più di un semplice dettaglio.
Il regolamento della Serie A in caso di arrivo a pari punti
La Serie A adotta una serie di criteri precisi per determinare la posizione finale in classifica. Lo spareggio è previsto solo per stabilire l'assegnazione dello scudetto oppure per decidere chi retrocede in B nel caso la la 17ª e la 18ª arrivassero a pari punti.
Dal secondo posto in giù, invece, si applicano alcuni parametri che vengono analizzati in ordine fino a quando la parità non viene spezzata. I criteri previsti dal regolamento sono cinque:
- punti negli scontri diretti
- differenza reti negli scontri diretti
- differenza reti nell'intero campionato
- maggior numero di gol segnati nel campionato
- sorteggio
Queste regole valgono sia nel caso la conta riguardi solo due squadre sia qualora ne fossero di più.

Gli scontri diretti tra Milan e Napoli
Il primo criterio che viene preso in considerazione è quello dei punti realizzati negli scontri diretti. Napoli e Milan, sotto questo profilo, sono in perfetta parità (hanno una vittoria a testa). L'equivalenza non cambia nemmeno in caso di differenza reti nel doppio confronto: è identica (2-2). Le due partite disputate in campionato, infatti, sono terminate con questi risultati:
- Milan-Napoli 2-1
- Napoli-Milan 1-0
Questo significa che la classifica non può essere decisa attraverso gli scontri diretti e bisogna spingersi un po' oltre nella lista dei parametri.
Il criterio che al momento premia il Milan
Quando i primi due parametri non bastano, entra in gioco il terzo criterio: la differenza reti generale nell'intero campionato. Ed è proprio questo dato che, al momento, fa la differenza. Il Milan ha una differenza reti di +21, il Napoli +15. Se il campionato terminasse oggi, quindi, sarebbero i rossoneri a chiudere davanti e a conquistare il secondo posto.

Perché il secondo posto può fare la differenza
Se per Antonio Conte il secondo posto è qualcosa che conta poco in termini assoluti, nella realtà non è proprio così né una magra consolazione. Ha un valore anche essere il primo dei perdenti. Piazzarsi secondi significa infatti ottenere:
- una quota maggiore nella distribuzione dei ricavi della Lega Serie A
- possibili scenari legati alla partecipazione alla Supercoppa italiana, soprattutto se dovesse restare il format con quattro squadre. In caso invece di ritorno al format a due, il regolamento prevede che a disputare la finalissima per il trofeo sono la vincitrice della Serie A e la finalista della Coppa Italia.
Con ancora diverse giornate da disputare, la sfida tra Milan e Napoli resta apertissima. E nella volata finale la differenza reti può essere determinante.