Napoli, Conte e l’aut aut di De Laurentiis sulla Nazionale: “Del mio futuro parlo solo faccia a faccia”

Alla fine della partita contro la Lazio, persa male dal Napoli in casa, il messaggio che dà Antonio Conte è uno solo, forte e chiaro. Il chiacchiericcio sul mio futuro lasciamolo ai media che "devono fare le trasmissioni" e ai giornali "che hanno bisogno di fare paginate su di me". Meglio stare in silenzio e parlare quando è il momento, di certo non in pubblico. E quando dallo studio di DAZN gli fanno notare che il presidente, Aurelio De Laurentiis, gli ha imposto una sorta di aut aut ("mi dica adesso che vuole fare, se restare con noi oppure andare in Nazionale") la risposta che dà è molto netta: "Io non devo rispondere al presidente, che può dire quello che vuole. Semmai lo faccio in privato, senza sbandierare le cose in pubblico".
Conte tra Napoli e Italia: "Mie parole strumentalizzate"
Da quando il nome di Antonio Conte è emerso in maniera roboante per l'incarico di prossimo commissario tecnico della Nazionale la ridda di voci che s'è scatenata sul suo futuro è stata incessante. Tutto s'è amplificato (anche) in seguito a una frase che l'allenatore degli azzurri pronunciò in conferenza stampa: "Se fossi il presidente della Federazione prenderei certamente in considerazione la mia figura come ct…". E tanto è bastato per alimentare il pressing, e al tempo stesso l'incertezza, sulle scelte del tecnico salentino. Cosa fa: resta o va via nonostante abbia ancora un anno di contratto? E se resta, lo fa per un solo anno oppure rinnova e fa sì che il ciclo continui?
Quesiti ai quali Conte replica così in diretta: "Io vi lascio parlare… dico delle cose ma vengono fraintese oppure voi le capite in un'altra maniera. E magari sono anche strumentalizzate. Parto dal presupposto che in queste situazioni più si sta zitti tutti quanti e meglio è anche per rispetto delle persone che vengono allo stadio a vederci".

La sconfitta contro la Lazio: "Presa una bella legnata"
"Abbiamo preso una bella legnata". Antonio Conte ha poco da giustificare: la sconfitta subita in casa contro la Lazio è stata meritata, netta. Lo dice anche se fa male. Non usa giri di parole né si aggrappa a inutili attenuanti. "Abbiamo avuto poca energia fin dall'inizio e quando è così la qualità si abbassa. Abbiamo tenuto un possesso palla del 70% senza fare un tiro in porta. Loro sono stati bravi a chiudere gli spazi e a ripartire. Noi, invece, non siamo stati bravi a trovarli".
Poco prima del suo intervento, Spinazzola aveva detto chiaramente che la fiammella delle motivazioni s'era spenta col pareggio di Parma che, di fatto, ha spazzato via ogni ambizione di rimonta sull'Inter. "Forse non sono stato bravo io a percepire questo malessere dopo il Tardini – ha aggiunto Conte -. O, forse, non sono stato capace di dare le giuste motivazioni. Che si faccia tesoro di questo che è successo con la Lazio anche perché la Champions non è ancora sicura".