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Mondiali di calcio 2026

Il video virale di Solbakken scalda Brasile-Norvegia ai Mondiali: “Ancelotti, stiamo arrivando”

Il commissario tecnico carica la squadra reduce dalla vittoria con la Costa d’Avorio. Il messaggio è chiaro: non è ai Mondiali per piacere e partecipare ma per giocarsela contro tutti.
Il ct della Norvegia ha lanciato il guanto di sfida a Carlo Ancelotti del Brasile.
Il ct della Norvegia ha lanciato il guanto di sfida a Carlo Ancelotti del Brasile.
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Domenica sera il risultato del campo dirà se quel "stiamo arrivando per te" pronunciato in segno di sfida da Stale Solbakken e rivolto a Carlo Ancelotti era solo un messaggio motivazionale oppure mera spregiudicatezza di un avversario al quale non tremano più le gambe quando è al centro della scena. La Norvegia affronterà il Brasile nella partita degli ottavi, il suo commissario tecnico guarda dritto nell'obiettivo e scandisce le parole: dopo la vittoria (2-1) con la Costa d'Avorio dice al mondo che la sua squadra non teme avversari. Ed è pronto a festeggiare ancora col rullo di tamburi che detta il ritmo della "vogata vichinga".

Il video del discorso motivazionale di Solbakken

C'è un video che sta girando velocissimo in Rete. Arriva dagli spogliatoi degli scandinavi, risale al successo nei sedicesimi. Le immagini mostrano il commissario tecnico che è al centro dello stanzone: indossa la polo rossa della selezione, parla ai suoi calciatori e dà loro la carica. Mescola entusiasmo e ambizione. Conclude l'arringa voltandosi verso il collaboratore che riprende la scena: è come avere davanti a sé il ct della Seleçao, gli lancia il guanto di sfida: "Oggi godetevela tutta – dice Solbakken ai calciatori -. E aspetta: Carlo Ancelotti, stiamo arrivando per te!". Poi sorride e se ne va. Ma non è un atteggiamento tronfio né da spaccone.

I giocatori scoppiano in applausi fragorosi sull'onda dell'entusiasmo per essere riusciti finalmente ad approdare agli ottavi a 28 anni di distanza dall'ultima volta (1998). Il prossimo match non eliminerà necessariamente una delle favorite per la conquista del titolo ma una delle potenziali semifinaliste. E la Norvegia non ha alcuna intenzione di fermarsi proprio adesso che in avanti può contare su elementi come Nusa, e più ancora Haaland (a segno con la Costa d'Avorio), o Martin Odegaard che possono fare la differenza.

Prima il risultato: il pragmatismo senza timori del ct scandinavo

La Norvegia ha superato il girone da seconda, alle spalle della Francia. Aveva la qualificazione in tasca e s'è permessa di affrontare la gara delicata con i transalpini schierando la maggior parte delle riserve. Dopo aver vinto con Senegal e Iraq ha deciso che risparmiare i titolari migliori (a cominciare dal bomber del Manchester City) fosse una priorità, se n'è infischiata delle polemiche sul turnover o della sconfitta pesante (4-1), s'è concentrata solo sulla Costa d'Avorio battuta solo all'86°. Ha avuto ragione all'insegna del pragmatismo estremo: il fine giustifica i mezzi e chi se ne frega dei puristi del gioco se hai piedi buoni per far viaggiare la palla (Odegaard) e in attacco uno dei centravanti più forti al mondo.

Domenica 5 luglio (ore 22 italiane) arriva il Brasile di Ancelotti, in palio c'è un posto nei quarti. Non sarà una passeggiata. Non potrà mai esserlo anche se i verde-oro sono reduci da una vittoria sofferta contro il Giappone. Ecco perché Solbakken non ha solo motivato i calciatori aggrappandosi al più classico dei giochi mentali, ma ha voluto dare un segnale chiaro: la sua Norvegia non è ai Mondiali per piacere e partecipare ma per giocarsela contro tutti. Anche contro una delle favorite.

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