Facundo Medina non riconosciuto dal gommista: quello si sfoga con lui sull’Argentina che ha perso apposta

Immaginate di essere un calciatore dell'Argentina che ha da poco perso la finale dei Mondiali contro la Spagna: andate dal gommista, quello non vi riconosce, e poi attacca il pippone sul fatto che gli argentini abbiano perso apposta, che fosse già tutto apparecchiato prima di scendere in campo per oscuri motivi, e tante altre amenità sul tema. Che hanno piena legittimità come chiacchiere da bar (e relativo valore) e tuttavia non deve essere bello sentirsele dire dopo che si è usciti in lacrime dal campo con la medaglia d'argento al collo, come è capitato lo scorso 19 luglio a Facundo Medina.
Il gommista è un complottista: Facundo Medina si deve sentire dire che i "giocatori dell'Argentina sono traditori"
Il surreale episodio è stato raccontato dallo stesso 27enne difensore – appena trasferitosi dal Marsiglia al Bayer Leverkusen per 25 milioni – che nella finale era entrato in campo al 70′: Medina si è recato da un gommista vicino Buenos Aires per far riparare una gomma della sua auto e si è ritrovato ad ascoltare per quasi un'ora le teorie del complotto del proprietario, che accusava la nazionale argentina di "aver rinunciato alla finale dei Mondiali del 2026" contro la Spagna, senza avere la minima idea che chi aveva davanti fosse un membro della squadra di Scaloni.

"Sono andato da un gommista perché avevo una gomma a terra – ha spiegato Medina – Sono entrato, un uomo mi si è avvicinato e ha iniziato a parlare. Stavo bevendo mate con la mia compagna". È stato proprio quest'ultimo elemento a scatenare il gommista: la zucca per il mate, la cannuccia e il thermos avevano tutti incisi i simboli della nazionale argentina. Il gommista li ha visti e a quel punto non ci ha visto più, partendo sparato: "I giocatori della nazionale sono dei traditori. Hanno buttato via la Coppa del Mondo".
A quel punto Medina ha deciso di non rivelare la sua identità, ma di stare al gioco: "Gli ho chiesto di dirmi qualcosa di più, e lui ha iniziato a dire: ‘No, beh, abbiamo rinunciato. Abbiamo rinunciato a giocare'". Il giocatore lo ha ulteriormente stuzzicato: "Dai, dimmi qualcosa di più su quello che pensi". È stato come sfondare una porta aperta: la conversazione è durata quasi un'ora, con il gommista che elaborava tutte le possibili teorie del complotto sulla sconfitta dell'Albiceleste nella finale mondiale e il difensore che tratteneva a stento le risate, prendendola alla fine con spirito.

La reazione del gommista quando scopre che davanti a lui c'è un nazionale argentino: scoppia a piangere
La vicenda è andata avanti con questo spartito finché una vicina che usciva dalla panetteria all'angolo ha riconosciuto Medina e ha avvisato la compagna del gommista che avevano un giocatore della nazionale nell'officina. La reazione dell'uomo è stata immediata e molto emotiva: "Mi sono messo da parte e ho iniziato a piangere pensando ‘non può essere qui'", ha raccontato giorni dopo. Il calciatore a quel punto si è avvicinato per calmarlo: "Gli ho detto: ‘Non piangere adesso. Noi non abbiamo regalato niente, volevamo vincere. Chi pensi che sia?'. Poi ci siamo abbracciati. Ho fatto tutto per non farmi pagare", ha concluso scherzando.
Peraltro la visita dal gommista non è stata l'unica volta in cui Medina ha dovuto affrontare le voci complottiste che circolavano dopo la finale. Lo stesso giocatore ha raccontato ridendo che anche sua madre gli aveva chiesto se fosse vero che avessero "truccato" la partita: "Le ho risposto: ‘Vuoi stare al gioco anche tu? Smettila di dire sciocchezze!"".