Mondiali di calcio 2026

Il discorso di Lamine Yamal poche ore prima della finale dei Mondiali: impressionante a 19 anni

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Un video della federazione spagnola mostra la personalità e la mentalità del talento del Barcellona prima del match con l’Argentina. “Perdere non è un’opzione”.

Mentalità e quelli che in gergo sono chiamati "gli occhi della Tigre". Li aveva la Spagna quando è scesa in campo per la finale dei Mondiali con l'Argentina. Li aveva Lamine Yamal che a 19 anni nella bacheca dei trofei ha aggiunto una Coppa del Mondo a quello degli Europei. La frase che pronuncia negli spogliatoi, quando la tensione sale, sintetizza bene l0 stato d'animo del talento del Barcellona: "Perde non è un'opzione", dice l'esterno d'attacco. Ma non si tratta di parole di circostanza, di quelle cose che si dicono perché in certi momenti va così e hai bisogno di farti coraggio. No, quel che leggi nei suoi occhi fa il paio con le immagini dell'ultima sgambatura effettuata dalle Furie Rosse prima del fischio d'inizio.

Non c'è teatralità nei gesti, è tutto estremamente reale: Yamal è sereno, sorridente, completamente concentrato sulla sfida decisiva. E come lui, anche i compagni di nazionale. Non sarà Lamine a decidere il match con i sudamericani (il gol del ko e del trionfo lo segnerà Ferran Torres) ma quel che mostrano le immagini della selezione iberica spiegano bene perché la formazione di de La Fuente ha avuto una marcia in più, meritando il successo nei supplementari.

La freddezza di Yamal prima della finale: "Mai pensato alla sconfitta"

La pressione di un appuntamento così importante potrebbe schiacciare chiunque, figurarsi un ragazzo di 19 anni. Non Yamal, che ha mostrato le spalle larghe di un veterano, la saggezza di una "testa da vecchio" su un corpo giovane, la disciplina del campione che si mette al servizio della squadra. Ecco perché non sorprendono la sicurezza e la compostezza sfoggiate in un momento molto delicato. "Perdere non è un'opzione", scandisce con decisione il talento del Barcellona con naturalezza e senza enfasi particolare. È questo che colpisce di lui: non è un atteggiamento da spaccone, non è provocatorio o poco rispettoso nei confronti dell'Albicelese, è la fotografia di un habitus emotivo che ha fatto tutta la differenza in finale.

"Non ho mai pensato alla sconfitta. Non mi passa nemmeno per la testa. Questa possibilità non esiste. Tutto ciò che immagino è sollevare la Coppa del Mondo e vedere la Spagna come campione del mondo".

Le immagini raccontano Yamal senza tensione

Il linguaggio del corpo che si evince dal video della Federazione spagnola sembra quasi un annuncio di quel che accadrà durante il match: racconta un giocatore che non sembra stressato dal peso dell'evento. Anzi, trasmette l'impressione opposta: aver già acquisito la capacità di convivere con emozioni forti e aspettative enormi continuando a vivere il calcio alla sua maniera.

Quanto accaduto prima dell'incontro con l'Argentina è solo la naturale prosecuzione di altri comportamenti simili. "Penso che vincerò la Coppa del Mondo quest'anno", aveva dichiarato Lamine Yamal alla radio spagnola Cope prima della partita dei sedicesimi di finale con l'Austria. "La Francia non è migliore della Spagna", aveva detto alla vigilia ribadendo sul terreno di gioco una superiorità netta. Non parole, non chiacchiere che esaltano i tifosi. Ma fatti: il campo ha parlato e gli ha dato ragione. "Non credo che nessuno di noi si renda conto che giocheremo una finale di Coppa del Mondo", affermò a pochi istanti dalla finalissima.

Era solo molto impaziente di iniziare la partita, con la possibilità di contribuire a scrivere uno dei capitoli più belli nella storia della Roja. E l'abbraccio consolatorio con Messi è sembrato molto più di un passaggio di consegne.

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