Solbakken si precipita sugli spalti alla fine di Norvegia-Senegal: la corsa speciale dalla moglie Anniken

La prima cosa che ha fatto Stale Solbakken al fischio finale di Norvegia–Senegal è stato scattare fuori dalla panchina e precipitarsi sugli spalti dello stadio per abbracciare e baciare sua moglie, Anniken, dopo "gli ultimi dieci minuti da incubo". E no, non si è trattato di un gesto plateale, studiato a tavolino oppure una di quelle trovate social che servono ad alimentare sentiment e followers. Niente di tutto questo. La vittoria (3-2) non era solo un risultato sportivo perché è valsa l'accesso alla fase diretta, traguardo che gli scandinavi non raggiungevano dal 1998 (allora erano gli ottavi, i sedicesimi in questa nuova formula). Invece di lasciarsi andare alla classifica esultanza, l'allenatore ha avuto una reazione genuina e voluto vivere quel momento di particolare gioia con la persona che gli è sempre stata accanto.
Solbakken e la morte sfiorata nel 2001: per 7 minuti clinicamente deceduto
Solbakken era visibilmente emozionato e ha cinto la consorte con trasporto reale. Ha rischiato la vita nel 2001 quando, durante un allenamento con il Copenaghen, subì un grave attacco cardiaco e venne dichiarato clinicamente morto per sette minuti: quando s'è svegliato sua moglie era lì, accanto a lui. Qualche anno più tardi, tra il 2009 e il 2010, alla donna venne diagnosticato un tumore dal quale è riuscita a guarire. Insieme hanno guardato negli occhi la morte e oggi, sempre insieme, possono sorriderle ancora di rimando.
Chi è Anniken, la moglie del ct della Norvegia
Anniken è la moglie di Stale Solbakken da circa 30 anni. È la sua più grande sostenitrice da sempre. Lo ha seguito in tutta Europa quando era giocatore e poi allenatore, è stata il collante della famiglia anche nei periodi più difficili e ha affrontato insieme a lui momenti molto duri. Nel 2001 Stale ebbe un arresto cardiaco, per sette lunghi minuti sembrò morto: gli salvarono la vita ma restò coma per tre giorni e, al suo risveglio, aveva perso la memoria a breve termine. "Era una mattina come tante quando ho accompagnato mio figlio maggiore all'asilo e sono andato all'allenamento. Dopo quaranta minuti di allenamento, il mio cuore si è fermato", ha raccontato il ct nel docufilm sulla sua storia ("Norway: The Dark Horse", su Netflix).

Quando si svegliò chiese ad Anniken di trovarsi un altro uomo perché pensava di non farcela più. Lo stesso allenatore ha sempre raccontato di essere stato la vittima più piccola di quella vicenda: lui non ricorda nulla di quel giorno, lei invece ha vissuto tutto. "Mia moglie ancora non riesce a parlarne" e si è sempre stupito di come da sola fosse riuscita a reggere un peso del genere.
Non è stata l'unica, durissima, prova che la coppia ha superato. La moglie di Solbakken ha avuto problemi di salute a causa di un tumore da cui è guarita non senza subire strascichi pesanti. Lei è descritta come la "capitana della famiglia", una figura forte, psicologa di formazione e molto equilibrata.