Ceccon rivece un pomodoro in regalo poi prende il bronzo nei 200: “Come dicevano i ragazzi in piccionaia”
È presto per prestare le braccia all'agricoltura e sottrarle al nuoto. Thomas Ceccon ne ha ancora abbastanza per essere protagonista in vasca e non nei campi di pomodoro che, provocatoriamente, aveva detto di voler zappare… sempre meglio che sottoporsi al tour de force di gare tra i 50 e i 200 dorso. È meno faticoso… ci ha scherzato sopra e, dopo aver ricevuto quel frutto rosso antiossidante alla vigilia (omaggio ironico del giornalista di Sky), s'è preso la medaglia di bronzo nella finale a cui teneva più di tutte agli Europei di Parigi (i 200 dorso ndr). L'umore è cambiato subito. Poi c'è quella frase che inevitabilmente ha catturato l'attenzione: "Come dicevano i ragazzi in piccionaia, bisogna tirare una linea tra 50 e 200 e capire quale fare dei due".
Il riferimento è ai telecronisti che hanno raccontato le sue gare toccando anche questo aspetto e, più in generale, al dibattito che accompagna da tempo la gestione delle diverse distanze di Ceccon. Le due specialità richiedono una preparazione molto diversa e, soprattutto, costringono a un super lavoro che prosciuga energie sia dal punto di vista fisico sia mentale. E poi c'è una concorrenza che sta diventando fortissima: prima o poi dovrà scegliere. L'azzurro non lo esclude. "Bisognerà fare delle scelte prima o poi… magari continuerò a far tutto".
A Parigi Ceccon ha infilato al collo qualcosa in più di un semplice bronzo. Il terzo posto è valso un'iniezione di fiducia che ha spazzato via il malumore del giorno precedente, quando ha addirittura rischiato di restare fuori per la finale (s'è qualificato per il rotto della cuffia con l'ultimo tempo disponibile). Il cronometro fermato su 1'53″96 gli ha portato in dote anche il nuovo record italiano: ha migliorato se stesso abbassando di 1″75 il primato tricolore di cui era detentore. "Non valevo il tempo delle qualificazioni, adesso valgo 1'53″9 che è a due secondi dal record del mondo e in due anni si può pensare di avvicinarlo". Un bel passo in avanti per Thomas che ha proposto una confessione paradossale: "I 200 dorso li detesto… ma la gara si è aggiustata bene".
Il bronzo in Francia è giunto dopo mesi di lavoro difficile, in bilico tra la fatica che si fa sentire e la pressione che può giocare brutti scherzi. "Mentalmente sono ancora un po' debole prima della gara. Mi vengono gli occhi lucidi, ho sofferto tanto in allenamento quest'anno, tanti chilometri in più, lavori diversi, erano più le volte che non avevo voglia ed ero stanco… finalmente si vedono un po' di risultati".
Odi et amo. Il suo rapporto con la disciplina è così: un po' non la sopporta, perché comporta sacrifici enormi, ma non riesce a farne a meno. "Vuol dire che ci sei ancora e che stai facendo bene".