L'Inter ha vinto lo scudetto e Romelu Lukaku s'è proclamato Re di Milano. Il bomber belga è stato tra i protagonisti assoluti della lunga cavalcata verso il titolo dei nerazzurri. Fortemente voluto da Conte, l'ex attaccante del Manchester United è stata la pedina chiave, l'uomo intorno al quale il tecnico ha costruito squadra e manovra, l'asso nella manica da calare sul rettangolo verde anche nei momenti più difficili. I numeri non dicono tutto ma spiegano bene cosa rappresenti per gli equilibri e per la forza del gruppo: 41 presenze stagionali, 27 gol (di cui 21 in Serie A su 33 incontri disputati). In media – almeno in campionato – le sue reti hanno portato in dote 2.45 a incontro.

Lukaku gongola e si toglie lo sfizio di lanciare l'ennesima frecciata a Zlatan Ibrahimovic. Il faccia a faccia con toni e linguaggio da saloon nel derby di Coppa Italia ha fatto storia. Botta e risposta, rissa quasi sfiorata in campo con i due litiganti che si fronteggiano testa a testa. I compagni di squadra li separano ed evitano il peggio ma quell'episodio ha una coda polemica e scandisce anche il duello a distanza fino al sorpasso dell'Inter. Da Manchester a Milano, vecchie ruggini.

Dopo la vittoria dello scudetto il belga toglie un sassolino dalla scarpa pubblicando un messaggio eloquente, che non lascia adito a interpretazioni di sorta: "Il nostro dio ha incoronato il Re! Ora inchinatevi! King of Milano", frase a margine di un'esultanza che risale al successo per 3-0 contro i rossoneri. Qual è stata la risposta di Ibrahimovic? In una story su Instagram ha condiviso una tazzina di caffè molto particolare: con la schiuma è stata realizzata nei minimi dettagli la sagoma del numero 11 rossonero – che appare di spalle e con le braccia alzate – che si staglia sul Duomo di Milano. Un gesto e un particolare che a molti è sembrata – considerata anche la cadenza temporale – una replica al rivale in nerazzurro.