Sinner parla chiaro dopo Roma, non potrà durare: “Irrealistico stare così per tutta la stagione”

Ma Jannik Sinner ogni tanto si fa i complimenti, dicendo a sé stesso quanto sia bravo? A Roma è capitato dopo la partita durissima contro Medvedev ed è stato lo stesso campione a raccontarlo nella prima conferenza stampa post trionfo agli Internazionali d'Italia. Perché in quel frangente l'azzurro è riuscito a resistere anche nel momento più difficile, quando tutto sembrava mettersi male. Ora è importante riposarsi in vista del Roland Garros dove proverà a centrare quello che è il primo obiettivo stagionale. Grande lucidità da parte di Sinner anche nel momento di festa: c'è la piena consapevolezza di quello che si potrebbe fare e di quello che invece sarà molto difficile.
Sinner e l'importanza della programmazione in vista della stagione
A cosa fa riferimento Jannik? Alla possibilità di mantenere un rendimento alto per tutto l'anno, proseguendo sui ritmi di questo avvio di stagione. Il fatto di aver vinto tutti i Masters 1000 disputati è un motivo di orgoglio, ma la prospettiva di fare bottino pieno e dunque affermarsi nei restanti 4, oltre al Roland Garros e magari a Wimbledon, sembra quantomeno complicata, almeno in questo momento. Pragmatico e chiaro Sinner che ha ribadito: "Dobbiamo andare veramente torneo dopo torneo. La cosa più importante, quello che ho detto anche in campo, è che fisicamente devi star bene. Altrimenti non vai da nessuna parte. È per questo che ringrazio il mio team per la parte fisica. Stiamo lavorando tanto. Per me la cosa più importante è il corpo. Poi a tennis giocano bene tutti".
La prospettiva di vincere 9 Masters 1000
Fondamentali in questo scenario le scelte di programmazione dei prossimi mesi, soprattutto a ridosso del Roland Garros e di Wimbledon: "Però una scelta che noi abbiamo fatto è che prima di Wimbledon non giochiamo nessun torneo sull'erba. Quindi ovviamente se riposiamo prima di Wimbledon, dopo Wimbledon la probabilità che giochiamo in Canada c'è, no? Poi vediamo, però io sono sempre stato realista. Secondo me non è realistico… cioè, nel senso, adesso abbiamo vinto qua e siamo contenti, però è impossibile stare così, come sto giocando, per tutta la stagione".
La felicità secondo Jannik Sinner
In quest'ottica torna molto utile anche una risposta di Sinner su un altro argomento, quello legato al concetto di felicità. Bisogna cercare di ritagliarsi spazi di stacco, anche per alleggerire la pressione. Senza però esagerare: "In questo momento che mentalmente so che posso staccare per 2-3 giorni, la felicità resterà per 2-3 giorni. Invece dopo Montecarlo non era così perché sono andato subito a Madrid… cioè, se sei felice e arrivi a un torneo poi magari perdi un attimino il filo, è un attimo nello stesso sport. Quindi credo che la felicità non debba dipendere se vinco un torneo o se lo perdo, no? Dipende da come vivi tutta la vita. Se ti metti troppa pressione poi diventa un incubo. Io sono, secondo me, abbastanza equilibrato anche nei modi di fare fuori dal campo. Mi rendono felice veramente le piccole cose: mezze giornate, giocare a golf, andare sui go-kart, quelle robe lì. Io sono più che felice così".