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Milan, Cardinale incontra Ibrahimovic: “Non andare in Champions sarebbe un fallimento. Rivaluterò tutti”

Gerry Cardinale ha incontrato Zlatan Ibrahimovic e i vertici del Milan a Londra nel momento più difficile della stagione rossonera. Il proprietario del club avverte tutti: senza Champions sarebbe un fallimento e in estate verranno rivalutate tutte le posizioni.
A cura di Michele Mazzeo
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Il Milan è entrato nella fase più delicata della stagione e Gerry Cardinale ha deciso di esporsi. Dopo il crollo delle ultime settimane, con la qualificazione alla Champions League ora a rischio e ancora da conquistare nelle ultime due giornate, il proprietario rossonero ha incontrato a Londra i vertici del club. Secondo Sportitalia, al summit erano presenti anche Zlatan Ibrahimovic e Massimo Calvelli (già nel CdA della società meneghina e indicato da molti come possibile successore di Furlani), poi intercettati al rientro a Linate. Sul tavolo non c'è soltanto il finale di campionato, ma anche il futuro dell'assetto dirigenziale del Milan.

La situazione è precipitata dopo le sconfitte contro Sassuolo e Atalanta, risultati che hanno trasformato la corsa Champions in un passaggio obbligato: servono due vittorie contro Genoa e Cagliari per chiudere i conti senza dipendere dagli altri. Il rendimento recente racconta il momento: il Milan non vince dal 19 aprile, ha raccolto appena 7 punti nelle ultime 8 giornate e la contestazione dei tifosi contro società e proprietà è diventata sempre più dura.

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Il messaggio di Cardinale: "Se non entriamo nelle prime quattro è un fallimento"

Cardinale, in una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport, ha scelto parole nette. Ha difeso l'ambizione della proprietà, respingendo l'idea che a RedBird interessi soltanto l'equilibrio economico, ma ha anche ammesso la gravità del momento. La frase che fotografa tutto è una: "Non aver vinto lo scudetto è una delusione, se non entriamo nelle prime quattro è un fallimento".

Il proprietario del Milan ha riconosciuto il lavoro fatto da Massimiliano Allegri e dalla squadra per gran parte della stagione, ma non ha nascosto il fastidio per il crollo finale: i rossoneri erano stati in testa alla classifica e in corsa per lo Scudetto fino alla partita contro la Lazio, poi nelle ultime settimane hanno rischiato di buttare via tutto. Cardinale chiede ora unità, soprattutto ai tifosi: comprende la rabbia, dice di essere arrabbiato anche lui, ma invita l'ambiente a non affossare la squadra proprio nel momento decisivo.

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Il messaggio però non è solo motivazionale. È anche un avviso interno. Cardinale ha spiegato che in estate "tutto sarà rivalutato" e che lui stesso "rivaluterà tutti e tutto". Il monito è chiaro: nessuno può sentirsi al sicuro. Non l'amministratore delegato Giorgio Furlani, oggi contestatissimo dalla piazza. Non Igli Tare, direttore sportivo già finito al centro delle critiche per alcune scelte di mercato. Non il direttore tecnico Geoffrey Moncada. E nemmeno l'uomo di fiducia del fondo statunitense Zlatan Ibrahimovic, il cui ruolo dentro il Milan resta centrale ma sempre più discusso.

Furlani, Tare, Allegri e Ibra: cosa può cambiare nel Milan

Il vertice di Londra arriva in un momento in cui il Milan sembra diviso su più livelli. C'è la crisi di risultati, c'è la protesta dei tifosi, c'è la posizione di Furlani da valutare e c'è anche il rapporto ormai complicatissimo tra Allegri e Ibrahimovic, emerso nelle ultime ore dopo la ricostruzione del Corriere della Sera sui dissapori tra l'allenatore e l'advisor di RedBird.

Cardinale, però, almeno pubblicamente ha dato peso al ruolo dell'allenatore. Nell'intervista infatti ha citato più volte Massimiliano Allegri, confermando di aver già parlato con lui. Il tecnico ha un contratto fino al 2027, con rinnovo automatico fino al 2028 in caso di qualificazione alla Champions, ma per andare avanti servirà una linea condivisa: sull'area tecnica, sul mercato e sui poteri dentro il club.

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Il numero uno del club rossonero dunque non vuole far saltare il progetto, ma sa che una mancata Champions avrebbe conseguenze pesanti: sportive, economiche e politiche. Vorrebbe dire ridimensionare le ambizioni immediate e probabilmente aprire una nuova rivoluzione. Prima, però, ci sono due partite da vincere. Poi arriverà il tempo dei conti. E questa volta, al Milan, Cardinale sembra intenzionato a farli con tutti.

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