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Chi ha deciso davvero di non dare rigore all’Inter per il fallo di mano di Ricci nel derby

Le immagini della moviola mostrano cosa è successo veramente in occasione dell’episodio contestato dai nerazzurri e che differenza c’è rispetto allo stesso tocco di Bisseck nella scorsa stagione.
A cura di Maurizio De Santis
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Doveri non aveva la visuale chiara, il check del VAR è stato ritenuto sufficiente e spiega perché l'arbitro non è stato richiamato alla on-field-review. Sono molto probabilmente questi i due punti chiave per spiegare perché non è stato concesso rigore all'Inter, cosa è successo in occasione del tocco di braccio di Ricci del Milan e chi ha preso veramente la decisione di non assegnare il penalty. Una soluzione obbligata anche perché – come si evince dalle immagini proposte da uno dei replay di quell'episodio da moviola – il direttore di gara non è nelle condizioni migliori per valutare quella situazione di gioco e, giocoforza, ha preso il sopravvento l'interpretazione di Abisso e Di Bello dalla cabina di regia.

Una deduzione che non dissolve ogni dubbio sull'interventismo degli ufficiali al VAR non abbiamo comunque lasciato all'arbitro di campo l'opportunità di sincerarsi lui stesso di cosa fosse realmente accaduto attraverso la revisione al monitor. E che in quell'occasione c'è stato lo zampino dei varisti lo ha ammesso Chivu nelle interviste del dopo derby: "La mano di Ricci? Mi è stato detto che è stato fatto un check di Var e Avar".

Perché il tocco di braccio di Ricci non è stato valutato da rigore

Chiarito questo passaggio fondamentale per ricostruire cosa è successo in quei momenti frenetici (compreso il pasticcio del fischio tardivo di Doveri sul gol di Carlos Augusto scaturito da calcio d'angolo e non convalidato), le attenzioni si concentrano sul perché l'arto fuori figura di Ricci non è stato ritenuto punibile con un rigore. Una scelta che ha acceso la discussione e spaccato il fronte delle opinioni (ancora una volta) sul VAR. Secondo Luca Marelli (intervenuto a distanza e non in diretta come al solito per ragioni personali) "per le norme FIFA recepite dal campionato di Serie A, il tocco di mano non è da sanzionare perché il movimento è a chiudere e non a creare un ostacolo".

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Quindi, il braccio è reputato in posizione naturale, non aumenta la sagoma, il centrocampista cerca addirittura di scansarlo, il pallone gli arriva addosso da distanza ravvicinata e, se non ci fosse stato il braccio, lo avrebbe centrato ugualmente al corpo: in base a queste ragioni, per l'ex fischietto, non c'è rigore. Un'interpretazione plausibile ma il metro di giudizio adottato in altre situazioni simili nel corso di questa stessa stagione ha comprensibilmente alimentato le perplessità sulla linea di condotta di arbitri e VAR.

Che differenza c'è tra il fallo fischiato a Bisseck e l'episodio di Ricci

Altro nodo del contendere tirato in ballo nella discussione: nella scorsa stagione, durante Inter-Lazio, venne fischiato contro l'Inter un rigore per tocco di braccio di Bisseck. Quell'episodio si rivelò decisivo ai fini del risultato e della corsa scudetto che premiò il Napoli di Antonio Conte. Anche allora – come accaduto domenica sera nel derby – ci fu l'intervento del VAR ma a fare la differenza fu la dinamica dell'azione e del movimento stesso del difensore tedesco rispetto a quello di Ricci.

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Bisseck saltò in posizione frontale rispetto alla direzione della palla, la stessa posizione dell'arto destro non fu ritenuta congrua rispetto al movimento per il gomito largo che aumentò il volume del corpo e stoppò di fatto la sfera. Nel caso di Ricci il pallone era comunque "nella sagoma" (lo avrebbe centrato al busto), nel caso dell'interista no.

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