Perché l’arbitro Doveri non ha dato rigore all’Inter dopo il tocco di braccio di Ricci nel derby col Milan

Il derby Inter-Milan si è concluso con le grandi proteste nerazzurre per via di un tocco di braccio di Samuele Ricci in area di rigore. In pieno recupero Dumfries colpisce di testa nell'area del Milan e il pallone finisce sul braccio del centrocampista rossonero, che poi controlla e libera. I giocatori dell'Inter chiedono subito il calcio di rigore ma l'arbitro lascia proseguire ed il VAR non interviene.
L'arbitro Doveri non va al monitor e non viene richiamato dal VAR. Il direttore di gara era di spalle a Ricci e non ha potuto vedere il tocco del pallone sul braccio dell'ex Torino. Ma allora cosa ha valutato il VAR? Siamo sempre fermi a ciò che impone la regola 12 IFAB che sanziona il tocco quando il braccio è in posizione innaturale (sopra le spalle o allargato), aumentando il volume corporeo.

Dalle immagini in questo caso sembra che Ricci aumenti il volume anche se in realtà da dove arriva la palla il braccio pare essere davanti al corpo. In ogni caso anche la vicinanza dell'azione tra il colpo di testa di Dumfries e il tocco col braccio di Ricci può aver influito. L'unica discriminante di fatto era quella relativa al movimento del braccio che va verso il pallone. Ricci sembra aumentare il volume perché sta togliendo il braccio.
In sintesi, probabilmente, il VAR ha ritenuto che la palla potesse essere molto vicina al braccio di Ricci e il movimento del giocatore era a togliere e non ad avvicinare la sfera. Il tocco è stato dunque considerato a chiudere e non a creare un ostacolo. In più, non aumentava il volume del corpo perché il pallone era comunque nella sagoma del corpo, avrebbe impattato sul fianco di Ricci.
In molti paragonano questo episodio con quello di Bisseck in Inter-Lazio dell’anno scorso, ma in quel caso era frontale e il suo braccio largo aumentava il volume del corpo. L'arbitro Doveri inoltre, non poteva vedere il tocco di braccio di Ricci dalla posizione in cui si trovava, ma il VAR avrebbe sicuramente potuto segnalare il possibile tocco punibile da parte del centrocampista del Milan e mandare il direttore di gara all'On field review.
Questo però non è successo andando un po' in contrapposizione con quelli che sono stati i tantissimi episodi simili accaduti in questa stagione ma anche in quelle passate quando il tocco di mano veniva quasi sempre punito col calcio di rigore, e quantomeno rivisto.

L'arbitro dunque avrebbe potuto fischiare calcio di rigore anche in virtù di episodi simili che sono stati sanzionati in passato con la massima punizione possibile, ovvero il tiro dagli undici metri. Resta da capire perché il VAR non abbia quantomeno richiamato il direttore di gara per valutare al monitor l'episodio e prendere poi una decisione.