Opinioni
25 Febbraio 2022
12:04

Dalla pandemia alla guerra, la Tv dello svago torna a dover giustificare la propria esistenza

Edizioni straordinarie, fiction e programmi cancellati. A due anni esatti dal Covid, la Tv si converte di nuovo agli umori gravi e preoccupati per la guerra in Ucraina. Se nel 2020 lo avevamo accolto sentendoci parte della storia, oggi sembriamo meno predisposti all’emergenza. Soprattutto nei toni.
A cura di Andrea Parrella

La sensazione di avere visto già tutto, l'affiorare di ricordi non troppo lontani. La giornata del 24 febbraio 2022 è destinata a passare alla storia come quella in cui la Russia ha sferrato l'attacco all'Ucraina (qui tutti gli aggiornamenti). Un evento di portata enorme che rischia di ripercuotersi sulle nostre vite e che ci ha obbligati a considerare come possibili temi, parole e discorsi impensabili fino a qualche settimana fa.

Cambio di prospettiva che si è riversato anche sulla televisione e i toni adottati. A due anni di distanza esatti da quei mesi del 2020 che sono stati spartiacque della storia recente, sul piccolo schermo torna a governare il registro grave dell'emergenza, dell'intrattenimento e dello svago "fuori luogo", delle edizioni straordinarie dei telegiornali padrone dei palinsesti.

La prima a cui tocca motivare la propria presenza è Antonella Clerici, che apre il suo È sempre mezzogiorno con una doverosa introduzione in cui precisa di essere disposta a fare spazio al Tg1 in qualsiasi momento e di voler provare solo ad offrire un pizzico di svago in un giovedì grasso travolto dai fatti accaduti all'alba.

Quindi Oggi è un altro giorno di Serena Bortone, che apre con il suono delle sirene dei bombardamenti, mentre la conduttrice si sforza per tutto il corso della puntata di equilibrare informazione e note di leggerezza diventate un tratto distintivo del suo programma negli ultimi mesi.

Nel frattempo Rai1 decide di annullare la messa in onda di Doc – Nelle tue mani per lasciare spazio a un'edizione straordinaria del Tg1 in prima serata. Diametralmente opposta la scelta di Canale 5 che lascia invariata la programmazione del Grande Fratello Vip. E proprio Alfonso Signorini, in apertura di puntata, chiude il cerchio di questa giornata di dejavù spiegando perché, nonostante l'attacco russo e le notizie terribili di giornata, lo show debba andare avanti.

Anche Il Cantante Mascherato è stato rinviato con 24 ore di anticipo, per evitare che lo show venisse interrotto da varie edizioni straordinarie del Tg1. Emblematico, infine, è il caso dell'uscita a salve di Lol 2, l'attesissimo show condotto da Fedez reso disponibile da Amazon Prime Video poche ore prima dello scoppio del conflitto. Un prodotto comico parso, incolpevolmente, in netta dissonanza con il mood del giorno.

Asimmetriche le scelte delle varie emittenti, così come le sensazioni dello spettatore. La gravità dei fatti in Ucraina è oggettiva e impone una reazione seriosa e preoccupata a ciò che accade. Allo stesso tempo una stanchezza evidente si riflette nella minore capacità dello spettatore di tollerare i toni emergenziali. Se all'inizio della pandemia il ruolo consolatorio della Tv comunque presente ci aveva fatti percepire all'interno della storia, i due anni trascorsi sembrano pochi perché ci si possa riabituare alla retorica della funzione sacra del mezzo di comunicazione che deve esserci per tenerci uniti, pur privandoci di svago e intrattenimento. Sarà interessante capire in che modo la televisione si adatterà e risponderà a questi contrasti emotivi.

"L'avvenire è dei curiosi di professione", recitava la frase di un vecchio film che provo a ricordare ogni giorno. Scrivo di intrattenimento e televisione dal 2012, coltivando la speranza di riuscire a raccontare la realtà che vediamo attraverso uno schermo, di qualunque dimensione sia. Renzo Arbore è il mio profeta.
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