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“L’omosessualità è peccato, non un crimine”, Vladimir Luxuria commenta le parole di Papa Francesco

Vladimir Luxuria ha commentato le parole di Papa Francesco sull’omosessualità, dichiarando che pur trattandosi di passi avanti rispetto a qualche anno fa, c’è ancora molta strada ancora da compiere.
A cura di Ilaria Costabile
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Vladimir Luxuria è stata raggiunta dall'Adnkronos a seguito delle dichiarazioni rilasciate da Papa Francesco in merito all'omosessualità. Il Pontefice ha affermato "è un peccato, ma non è un crimine", invogliando anche all'accoglienza nei confronti della comunità Lgbt. L'ex parlamentare, quindi, ha sostenuto le affermazioni del Santo Padre, dichiarando però che c'è ancora molta strada da fare.

Il commento di Vladimir Luxuria

Dichiarazioni importanti quelle di Papa Francesco secondo Vladimir Luxuria, che da sempre si batte per i diritti della comunità Lgbtq+ e che, quindi, vede in queste parole un'apertura significativa rispetto a qualche anno fa, dove sembrava che la Chiesa non avesse la minima intenzione ad aprirsi. Ai microfoni dell'Adnkronos ha dichiarato:

Certo la strada da fare è ancora lunga. Il passo avanti rispetto al passato è quello di condannare quei paesi che criminalizzano l’omosessualità. Rispetto ad altre grandi religioni monoteiste mi sembra che questo Papa stia facendo di più. Nel 2008 il Vaticano non volle ratificare la condanna ai paesi che criminalizzavamo l’omosessualità, tanto è vero che all’epoca feci una manifestazione di protesta in cui avevo un cappio al collo per ricordare che ancora oggi ci sono delle Nazioni che condannano l’omosessualità e dove per gli omosessuali è prevista l’impiccagione e comunque la pena di morte.

Il nuovo linguaggio della Chiesa

L'ex opinionista dell'Isola dei Famosi, si è poi soffermata sulle modalità con cui il Papa ha voluto affrontare un argomento così spinoso per molti uomini religiosi e che, invece, può diventare oggetto di discussione:

Sono dei passi avanti nel linguaggio e il linguaggio è molto importante perché aver detto che i Vescovi che non accolgono la comunità Lgbt devono convertirsi, è una frase molto forte. Diversamente da chi ancora crede nelle terapie riparatrici di conversione per gli omosessuali, il più alto rappresentate della chiesa cattolica dice invece che si deve convertire chi non vuole accogliere.

Ovviamente il percorso è ancora piuttosto faticoso e richiederà molti altri passi avanti, ma è importante riconoscere anche la visione della Chiesa a riguardo: "Poi certo la strada da fare è ancora lunga perché si sa che secondo la dottrina cattolica non è un peccato essere omosessuali ma è un peccato praticare l’omosessualità, che è una sorta di invito all’astinenza o peggio ancora alla schizofrenia. Ma almeno questa strada che prima era chiusa è stata imboccata. È vero il Papa dice che l’omosessualità è un peccato ma dice anche che è un peccato non essere caritatevoli e che è un peccato condannare e criminalizzare l’omosessualità. E questo è molto importante". 

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