Un referendum per decidere se fare o no la Tav in Piemonte. L'idea, inizialmente lanciata dal governatore della Regione Piemonte Sergio Chiamparino, è stata rilanciata in queste ore dal ministro dell'Interno Matteo Salvini. "Se dall'analisi della commissione costi-benefici sulla Tav non arrivassero risposte chiare, la strada potrebbe essere quella di un referendum", ha dichiarato il vicepremier Salvini a margine di un incontro a Milano organizzato da Confindustria Lombardia: "Aspettiamo il rapporto costi-benefici ma – visto che riguarda soprattutto torinesi, piemontesi e gran parte della penisola italiana – se non si arrivasse a una decisione, chiedere ai cittadini cosa ne pensano, penso che possa essere una strada".

Secondo Salvini, "l'unica cosa che non può succedere è che si vada avanti ancora per settimane o per mesi a discutere, sulla Tav serve una risposta nelle prossime settimane: i cantieri si aprono o non si aprono. L'importante è avere dei sì o nei no. Io tifo sì. Se i tecnici ci dicessero no o forse, bisogna ascoltare i cittadini".

"Mi auguro che stia per terminare l'analisi di costi/benefici per questa e altre opere, ma intanto in questi mesi è ripartita la Tap, si inaugura la Pedemontana veneta, abbiamo stanziato quattro miliardi per la terza corsia del Brennero e ci sono cinque miliardi per investimenti", ha proseguito il vicepremier Matteo Salvini . "Ribadisco che sono favorevole ai sì, all'Italia che cresce e che si muove, che guarda avanti. Il vero problema dell'Italia è la burocrazia, perché spesso si stanziano dei soldi che poi non si riescono a spendere, per questo"spero che il decreto semplificazione arrivi il prima possibile in parlamento".