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Modena, Salvini vuole togliere il permesso di soggiorno a chi delinque, ma Tajiani replica: “L’autore è cittadino italiano”

Scontro nel governo dopo il dramma di Modena: Salvini invoca la linea dura con espulsioni e revoca del permesso, ma Tajani smorza l’affondo chiarendo che l’indagato è nato a Bergamo.
A cura di Francesca Moriero
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Il grave fatto di cronaca registrato a Modena, dove un trentunenne alla guida di un'autovettura ha travolto dieci pedoni provocando il ferimento di otto persone, ha innescato un immediato scontro politico interno alla maggioranza di governo. Le dichiarazioni del segretario della Lega, Matteo Salvini, incentrate sulla richiesta di revoca del permesso di soggiorno e sull'espulsione dei cittadini stranieri che delinquono, sono state infatti immediatamente ridefinite dal vicepremier Antonio Tajani, che ha fatto notare come l'autore del reato non sia un immigrato regolare, ma un cittadino italiano nato a Bergamo. Il dibattito si è così spostato rapidamente sui temi della sicurezza urbana e sullo status giuridico dei cittadini di "seconda generazione".

Il progetto della Lega: espulsioni e revoca della cittadinanza

La presa di posizione ufficiale della Lega è giunta attraverso una nota formale firmata dal segretario federale Matteo Salvini. Il vicepremier ha comunicato di aver dato mandato a un "team di esperti e giuristi per tradurre in norme attuabili i progetti sulla sicurezza" elaborati recentemente dalle europarlamentari del partito. Il fulcro della proposta leghista risiede nell'introduzione di un meccanismo di controllo sul modello della "patente a punti" applicato ai titoli di permanenza. Il sistema prevede che la commissione di reati di particolare gravità comporti la decurtazione del punteggio fino alla revoca immediata del permesso di soggiorno, a cui farebbe seguito l'espulsione automatica dal territorio nazionale.

A margine dei lavori della scuola di formazione politica della Lega, Salvini ha successivamente esteso la riflessione ai cittadini naturalizzati, richiamando l'attenzione su una proposta di legge già depositata in Prima Commissione alla Camera, che vede come primo firmatario il deputato Igor Iezzi. Il testo normativo mira a introdurre la revoca della cittadinanza italiana per gli stranieri che si macchiano di gravi delitti. Secondo il leader della Lega, sia il soggiorno sia lo status di cittadino costituiscono "un atto di fiducia del popolo italiano" che richiede reciprocità e che, pertanto, non può essere configurato come un diritto permanente o un "contratto a vita". Di fronte a violazioni di massima gravità, l'allontanamento dal Paese viene definito dal segretario leghista come una misura di "legittima difesa" dello Stato.

I rilievi della Farnesina e i nodi giuridici

Alle tesi della Lega ha replicato il ministro degli Esteri e segretario di Forza Italia, Antonio Tajani, intervenendo a margine dei lavori del congresso regionale del suo partito in Calabria. Il titolare della Farnesina ha sollevato un'obiezione di natura strettamente giuridica legata all'esatta identità dell'autore dell'aggressione di Modena. I rilievi delle forze dell'ordine hanno infatti accertato che il conducente del veicolo, il 31enne Salim El Koudri, pur essendo di origini straniere, è nato a Bergamo e possiede regolarmente la cittadinanza italiana. Di conseguenza, ha evidenziato Tajani, l'indagato non risulta titolare di alcun permesso di soggiorno, rendendo inapplicabile qualsiasi provvedimento di espulsione o di revoca amministrativa del titolo di permanenza. "Chi è stato protagonista dell'evento di ieri non aveva un permesso di soggiorno, è cittadino italiano", ha puntualizzato il ministro degli Esteri, rimarcando la necessità di scindere i profili di responsabilità penale individuale dallo status regolare di cittadino.

Contestualmente, Tajani ha inteso spostare l'attenzione sull'operato dei civili che hanno limitato i danni della folle corsa dell'auto. Il vicepremier ha inviato una missiva ufficiale al ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, chiedendo di avviare l'iter presso la Presidenza della Repubblica per il conferimento della Medaglia al Valor Civile a Luca Signorelli e a tutti i cittadini che sono intervenuti tempestivamente sul posto per bloccare l'aggressore, sottolineando il "coraggio civico" dimostrato nel proteggere l'incolumità pubblica a rischio della propria vita.

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