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Meloni accoglie Rubio a Roma: ma le conviene tenersi alla larga da Trump

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Ieri aveva incontrato il Papa, oggi il ministro Antonio Tajani e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Quello di Marco Rubio, segretario di Stato statunitense, a Roma è stato un viaggio di riconnessioni dopo gli strappi di Donald Trump. Che settimane fa aveva attaccato prima Leone XIV, che aveva osato criticarlo per la guerra in Iran, e poi appunto il governo. Ieri con Prevost il colloquio è stato chiaramente cordiale, ma le distanze rimangono. E lo stesso si può dire di oggi.

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Con Tajani, Rubio ha raccontato di aver parlato di sicurezza marittima, quindi della crisi nello stretto di Hormuz, e poi in generale della cooperazione tra i due Paesi. E ha anche detto che le nazioni occidentali dovrebbero proteggere i loro interessi economici: probabilmente un altro riferimento ad Hormuz. Gli Stati Uniti infatti da settimane cercano di fare pressione sugli alleati della Nato affinché li aiutino a riaprire lo stretto, cosa che i Paesi europei si sono sempre rifiutati di fare. A ben vedere, considerando il fuoco incrociato che c’è stato negli ultimi giorni, nonostante il cessate il fuoco. Mandare in questo momento le nostre navi militari in quella rotta marittima vorrebbe dire rischiare di entrare in guerra.

Questo Tajani lo ha ribadito a Rubio, pur precisando che quando si raggiungerà un accordo stabile e duraturo, allora la Marina italiana sarà ovviamente disponibile a partecipare alle operazioni di sminamento e per la garanzia della libertà di navigazione in quelle acque.

Questo era sicuramente un tema spinoso da affrontare, così come lo sono stati quelli delle basi militari statunitensi e del ritiro delle truppe dall’Italia, minacciato da Trump. Di nessuno di questi due, però, Rubio ne ha parlato con Meloni. Il segretario di Stato, rispetto al primo punto, si è limitato a prenderla larga. Ha detto di essere un forte sostenitore della Nato, ma che alcuni Paesi membri europei – e ha citato la Spagna – non hanno concesso agli Stati Uniti l’uso delle loro basi quando era urgente. Per quanto riguarda il ritiro delle truppe, ha più candidamente ammesso di non averne discusso con Meloni, in quanto quel tema sia più che altro una prerogativa di Trump.

Insomma, sicuramente già il fatto che ci sia stato questo viaggio a Roma è una dimostrazione della volontà, di almeno una parte dell’amministrazione statunitense, di ricucire i rapporti con il Vaticano. In primis, poi anche con Roma. Ma da quel poco che è emerso di questi incontri, le distanze rimangono importanti. Ma forse per Giorgia Meloni non è proprio una cattiva notizia.

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