Gualtieri attacca il governo: “Più case popolari, con i soldi delle accise si dimezzerebbe il costo dei bus”
Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, all'attacco del governo Meloni. Il primo cittadino della Capitale sferra fendenti su più fronti: dalle case popolari al trasporto pubblico, fino all’autonomia dei Comuni e alle scelte sulla viabilità. Intervenendo nella Sala Protomoteca in Campidoglio alla presentazione dell’ultimo numero della rivista Italianieuropei, a cui hanno partecipato alcuni dei sindaci delle più grandi città italiane, Gualtieri ha accusato l’esecutivo di non mettere abbastanza risorse sulle città e di accentrare decisioni che, a suo giudizio, dovrebbero restare agli amministratori locali. "Noi facciamo il nostro, speriamo che chi si occupa di altri livelli faccia il suo", ha detto, rivendicando il ruolo delle città come luoghi in cui si sperimentano politiche e soluzioni nuove. Per il sindaco, però, questo lavoro deve essere sostenuto da una "filiera politico-istituzionale" capace di accompagnare gli enti locali e non di limitarne gli spazi di intervento.
Gualtieri attacca il Piano casa: "Le case popolari devono diventare un milione"
Il primo affondo riguarda l'emergenza abitativa, problema su cui, secondo Gualtieri, il Piano casa del governo non interverrebbe in modo adeguato. Troppo bassi gli stanziamenti per il recupero del patrimonio di edilizia residenziale pubblica esistente. "Abbiamo il tema della casa che è grande come una casa e un Piano casa del governo che non fa nulla sulla fascia di edilizia residenziale pubblica", ha detto il sindaco. "Presuppone che con poche migliaia di euro si ristrutturino le case popolari".
Troppa poca anche l'ambizione di intervenire sul problema aumentando in modo consistente il numero degli alloggi pubblici disponibili in Italia. Oggi, ha ricordato, sono circa 800mila. "Devono diventare un milione. Si dovrebbe dire: quanto costa? 14 miliardi in 10-15 anni di tempo? Così si fa un piano casa, come lo fece Fanfani".
In particolare su Roma servirebbe, secondo Gualtieri, un'accelerazione. Nella Capitale, ha spiegato, gli alloggi di edilizia residenziale pubblica rappresentano circa il 5% del totale, contro una media europea dell’8% e il 23% di Vienna. "Quando è venuto il loro sindaco io arrossivo", ha scherzato Gualtieri riferendosi al confronto con la capitale austriaca. A suo giudizio, l’Italia paga scelte fatte negli ultimi decenni, sotto i governi di Silvio Berlusconi, quando gran parte delle politiche pubbliche sulla casa si è concentrata sugli incentivi alla proprietà anziché sull’aumento dell’offerta di alloggi pubblici. Il risultato: un mercato in cui "abbiamo i costi degli affitti altissimi e uno, se non ha una casa che eredita, è povero, anche se può pure avere uno stipendio molto alto".
Trasporto pubblico, l’attacco sugli sconti al diesel
Il secondo fronte è quello dei trasporti, partendo da uno dei temi più d'attualità: il costo del carburante. Gualtieri ha messo a confronto il costo per lo Stato di uno sconto sulle accise del diesel con le risorse necessarie per abbassare il prezzo del trasporto pubblico locale. "Ho il vizio di fare i conti. Ci siamo divertiti con l'assessore ai Trasporti, Eugenio Patanè, a capire a quanto corrisponderebbe la versione mini dello sconto sulle accise – ha detto Gualtieri nel corso della presentazione a cui hanno partecipato anche la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, e Massimo D'Alema -. Se si facesse tutto l'anno, lo sconto solo sul diesel, costerebbe 4,7 miliardi. E quanto costerebbe dimezzare il costo del trasporto pubblico? Tre miliardi. Potenziandolo si arriva a 3.5. E rendendolo gratuito in tutta Italia 8 miliardi, un po' più dei 17 centesimi di sconto. Questo per far capire quanto pesano questo genere di politiche per la comunità".
"Governo centralista": lo scontro sull’autonomia dei Comuni
Conti nelle tasche dello Stato ma anche insoddisfazione per il metodo con cui il governo di Giorgia Meloni si starebbe approcciando alle amministrazioni delle città più importanti. Troppa poca autonomia, secondo Gualtieri, che accusa l'esecutivo di essere "molto centralista" e aggiunge: "Noi non possiamo manco decidere quanto vale la tassa di soggiorno degli alberghi. Non dico non possiamo decidere cose rilevanti, ma neanche il minimo indispensabile".
Attenzione però a spingersi all'estremo di questo ragionamento, "l'idea del localismo" per cui le città possono procedere da sole prescindendo dai livelli regionali, nazionali ed europei a "prescindere da qualsiasi cosa".
Zone 30, Gualtieri contro Salvini: "Vuole decidere il ministero"
L'esempio più concreto di questo atteggiamento politico Gualtieri lo trova nella tanto dibattuta zona 30. "Adesso pare che Salvini sostenga che devono decidere al ministero a che velocità si va nelle strade", ha detto il sindaco criticando la linea del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, che ha già modificato il Codice della Strada, sull'istituzione di aree con limite a 30 chilometri orari.
Oltre i singoli punti, Roberto Gualtieri sembra aver deciso di farsi portabandiera delle istanze dei "tanti amministratori bravissimi che stanno mostrando come si può governare con il consenso dei cittadini, con la sfida di cambiare, di fare cose nuove, di trasformare i propri territori". Un'autonomia che non sarebbe assecondata a Palazzo Chigi.