Caso Orlandi, nuovi esami genetici sul flauto trovato nel 2013: da chiarire se sia davvero quello di Emanuela
Un flauto ritrovato in un pacco avrebbe attirato l'attenzione del Ris di Roma che starebbe effettuando dei nuovi esami sullo strumento musicale: si tratta dell'oggetto consegnato da Fiore De Rienzo nel 2023, trovato su indicazione di Marco Accetti. L'ipotesi che guida i carabinieri di Tor di Quinto che si stanno occupando della vicenda dopo aver rinvenuto l'oggetto in un pacco è che possa essere appartenuto a Emanuela Orlandi: in queste ore consulenti e genetisti starebbero effettuando analisi per verificare questa ipotesi. Chiamati a presenziare a questa prima fase il fratello di Emanuela, Pietro Orlandi, l'avvocata che assiste la famiglia Laura Sgrò e l'avvocato che difende Marco Accetti, Giancarlo Germani. Nel corso della mattinata, secondo quanto appreso da Fanpage.it, si sono svolte le operazioni peritali, con prelievi e campionamenti. Per gli esiti, però, occorre ancora aspettare.
Ris trovano un flauto in un pacco: "Potrebbe essere appartenuto a Emanuela Orlandi"
A rendere nota l'attività del nucleo dei Ris dei Carabinieri di Tor di Quinto a Roma questa mattina è stato Gianluigi Nuzzi, conduttore di Dentro la notizia con un video pubblicato nei suoi canali social della trasmissione televisiva. "Sulla scomparsa di Emanuela Orlandi c’è un nuovo colpo di scena: stamattina nei laboratori del RIS dei Carabinieri di Tor di Quinto a Roma, si stanno aprendo dei pacchi, in uno dei quali è stato rinvenuto un flauto che sarà sottoposto ad analisi genetiche – ha spiegato il giornalista – Per questo sono stati convocati i consulenti della difesa di Marco Fassoni Accetti, l’ex fotografo e cineasta", fra cui l'avvocato Giancarlo Germani. Marco Accetti, oggi settantunenne, risulta iscritto al registro degli indagati nel nuovo procedimento della Procura di Roma per il reato di sequestro a scopo di estorsione.
Il flauto di Emanuela Orlandi: dalle parole di Accetti del 2013 alle rivelazioni in commissione bicamerale nel 2025
Che Emanuela Orlandi suonasse il flauto alla scuola di musica Lodovico da Vittoria, non è mai stato un segreto: fin dal periodo più vicino alla sua scomparsa, infatti, è stata diffusa la foto in cui impugna lo strumento musicale, nell'immagine in apertura di articolo. Dal 2013, però, l'oggetto ha iniziato a far parlare di sé. Nel marzo di quell'anno, proprio su segnalazione di Marco Fassoni Accetti che si era accusato del sequestro, è stato recuperato un flauto traverso che fino a quel momento (non si sa da quanto tempo) era rimasto nascosto sotto una formella della Via Crucis. Secondo il fotografo, che secondo alcuni in più occasioni avrebbe rilasciato versioni contraddittorie e inesatte, quel flauto era appartenuto a Emanuela. Si trattava di un Rampone & Cazzani/F.I.S.M., con matricola che iniziava per 36 e che indicava la produzione in un periodo antecedente al 1983.
Questo dettaglio portava lo strumento ad essere compatibile cronologicamente con la possibilità di essere appartenuto a Orlandi. Ad avvalorare questa possibilità anche la custodia dello strumento musicale, senza maniglia e con interno rosso, compatibile con l'astuccio ritrovato. Soltanto nel settembre del 2025, invece, una testimonianza ha sfatato questa possibilità. A fornirla, nel corso di un'audizione in commissione bicamerale d'inchiesta è stato Loriano Berti, maestro di flauto di Emanuela, secondo il quale la quindicenne non avrebbe utilizzato il Rampone per le lezioni, bensì uno Yamaha nichelato, di qualità superiore. Da qui la possibilità che quello trovato nel 2013 fosse realmente appartenuto a Orlandi ha iniziato a vacillare: per il maestro il flauto ritrovato non apparteneva ad Emanuela Orlandi. Le analisi inziate questa mattina dai Ris sono proprio effettuate sul flauto rinvenuto nel 2013: lo scopo di questi ulteriori esami è verificare se lo strumento musicale sia quello realmente appartenuto a Emanuela Orlandi.