Aggiornamenti sul caso Emanuela Orlandi

Morto Ilario Martella, il giudice del caso Orlandi che seguì la pista internazionale

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Ilario Martella e Emanuela Orlandi
Martella indagò sulla scomparsa di Emanuela Orlandi dal 1985 al 1990 e legò il caso all’attentato a Giovanni Paolo II e ai servizi segreti dell’Est.

È morto a 91 anni il magistrato Ilario Martella, uno dei principali giudici istruttori nel caso della scomparsa di Emanuela Orlandi negli anni Ottanta. Martella è deceduto intorno alle 7 all'ospedale di Civita Castellana, in provincia di Viterbo, dove era ricoverato da due giorni per degli accertamenti. Mentre seguiva uno dei casi più noti e più dibattuti della storia italiana, Martella era stato un fautore della cosiddetta pista internazionale, per cui la ragazza vaticana sparita nel giugno del 1983 sarebbe stata usata come pedina in uno scenario di intrighi fra ricatti e servizi segreti.

Le ipotesi di Martella: il rapimento legato all'attentato a Giovanni Paolo II

Martella, che aveva già guidato le indagini sull'attentato a papa Giovanni Paolo II nel 1981, è stato incaricato del caso Orlandi dal 1985 al 1990. Anni in cui si era fatto un'idea molto chiara su quale ipotesi investigare. Idea che nel 2024 aveva ribadito alla commissione bicamerale d'inchiesta, dove era stato chiamato come persona potenzialmente informata sui fatti, e nel libro Emanuela Orlandi. Intrigo Internazionale. La verità che nessuno ha ancora raccontato sul mistero più oscuro della storia italiana.

Alla base dei rapimenti di Emanuela Orlandi e della sua coetanea Mirella Gregori ci sarebbero stati, secondo Martella, i piani dei servizi segreti del blocco sovietico, che sarebbero stati coinvolti nell'attentato a papa Wojtyla e in cui i veri responsabili sarebbero i bulgari: "Erano preoccupati di un loro coinvolgimento nell'attentato al Papa fin dal febbraio 1982 – aveva raccontato Martella in un'intervista al Fatto Quotidiano – Quando sono riuscito ad accertare la complicità di Balkanair Antonov, c’è stata una presa di posizione e le autorità Bulgare si sono rivolte alla Stasi".

I rapimenti come mezzi per distrarre l'opinione pubblica

Da quella svolta investigativa sarebbe iniziata, secondo il giudice, un'operazione per "distrarre l'opinione pubblica". I due rapimenti sarebbero serviti a questo, come anche tutti i messaggi sul caso fatti arrivare alle famiglie delle ragazze e al presidente della Repubblica Sandro Pertini. "Soltanto un'organizzazione perfetta come la Stasi avrebbe potuto mettere in atto una storia del genere", aveva aggiunto Martella. I servizi segreti della Germania Est potrebbero anche aver chiesto aiuto a criminali italiani. Infatti, aveva dichiarato Martella, "è da allocchi pensare che tutti i telefonisti abbiano agito per conto loro, Amerikano compreso".

Il collegamento fra l'attentato a Wojtyla e i rapimenti sarebbe da rintracciare, secondo la tesi di Martella, nella figura di Antonov e in quanti volevano coprire il suo coinvolgimento nell'istruzione di Ali Agca e dei suoi complici. "Quando ho individuato Antonov sono iniziate le minacce, in lingua tedesca: dicevano che avrebbero fatto a mia figlia e mia nipote la stessa fine di Orlandi e Gregori".

Durante l'audizione alla commissione d'inchiesta Martella aveva parlato di questi elementi che lo portavano "a ritenere che le due ragazze siano state sacrificate per qualcosa di incredibile che possiamo chiamare ragion di Stato". La versione del giudice era peraltro in parte coincidente con quella dell'attentatore di Giovanni Paolo II, Ali Agca.

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