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Aggiornamenti sul caso Emanuela Orlandi

Emanuela Orlandi, l’avvocato di Marco Accetti: “Tutto ciò che dice è verificabile, ma nessuno lo prende sul serio”

Sarebbe indagato per sequestro a scopo di estorsione Marco Accetti. L’avvocato Germani che lo assiste: “Sulle indagini non mi esprimo, ma ciò che dice è da verificare”.
Marco Accetti.
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Sequestro di persona a scopo di estorsione. Questa l'accusa per cui sarebbe indagato Marco Fassoni Accetti, fotografo della Capitale, nell'ambito della scomparsa di Emanuela Orlandi di cui, ieri, è stato il quarantatreesimo anniversario della sparizione. Raggiunto da Fanpage.it, l'avvocato che assiste Accetti ha preferito non rilasciare commenti sulla notizia delle indagini in corso a carico del suo assistito.

"Se davvero la Procura sta indagando su Accetti, vuol dire che potrebbero aver accertato anche loro che la voce dell'Amerikano è la sua", ipotizza l'avvocato Giancarlo Germani.

Marco Accetti indagato: i nuovi accertamenti della Procura di Roma

Marco Accetti è tornato sotto indagine, secondo quanto riporta l'edizione locale de la Repubblica. E ad avere un ruolo centrale per questa decisione potrebbe essere stata proprio una nuova perizia fonica che vedrebbe Accetti come l'Amerikano. Una possibilità che, in realtà, non è mai stata scartata totalmente. Lui spesso ha parlato di sé presentandosi come l'Amerikano che ha effettuato le telefonate nel 1983. Allo stesso modo, secondo quanto rivelato da lui stesso, sarebbe stato lui il ragazzo dell'Avon che ha fermato Emanuela Orlandi davanti al Senato, quella persona vista e descritta dal poliziotto Bruno Bosco e dall'agente Alfredo Sambuco.

L'accusa di estorsione dipenderebbe dalla possibilità, secondo quanto continua a scrivere la testata, che fosse lui al telefono a chiedere la liberazione di Ali Agca secondo quella che viene considerata la pista internazionale.

Il ruolo di Accetti, l'avvocato Germani: "Lui è l'unico che sta parlando"

La prima comparsa ufficiale di Marco Accetti nel caso Orlandi risale al 2013: "Perché una persona da tredici anni dovrebbe dirsi coinvolta in un caso senza che questa possibilità sia vera?", si chiede l'avvocato Germani che lo segue da circa tre anni. Per anni il suo assistito è stato considerato un mitomane, una persona che ha rilasciato versioni contraddittorie e controverse.

"Eppure mi sembra che sia l'unica persona che, dopo tutto questo tempo, continua a parlare e a dare informazioni sul caso. Queste informazioni, dopo gli accertamenti, hanno trovato le evidenze attese – spiega – Accetti in tutti questi anni, a differenza di giornalisti e autori, non ha mai fornito la sua opinione sul caso. Ma verità oggettive che sono state confermate nel corso degli accertamenti. È l'unico che sta parlando del caso, fornendo nuove informazioni o battendosi affinché gli inquirenti possano mobilitarsi per accertare gli elementi di cui ha già parlato in passato. È l'unico che racconta i fatti, anche se lo fa a modo suo".

Le richieste dell'avvocato Germani a chi indaga sul caso

"Noi vogliamo sollecitare la Commissione ad esperire di quelle che, obiettivamente, possiamo considerare delle prove concernenti la responsabilità di Marco Fassoni Accetti.

"In primis, l'audizione di Gabriella Boggiani, la donna che la Squadra Mobile di Roma, tre anni fa, attraverso un interrogatorio condusse ad ammettere come fosse sua la voce all'interno di un comunicato nelle note lettere da Boston – spiega – Inoltre, di analizzare la comparazione fonica tra la voce dell'Accetti in una trasmissione della Rai nel 1980 e la voce del telefonista detto "Mario" di anni a seguire, nel 1983: i risultati di tale confronto dimostrano oggettivamente come la voce sia la medesima".

Non soltanto: l'avvocato chiede anche che il suo assistito possa essere messo a confronto con delle figure che hanno avuto dei collegamenti con il caso: "Abbiamo chiesto il confronto tra Accetti e l'ex appuntato Bosco, della Polizia di Stato, che nel 1983 ha avvistato al Senato Emanuela Orlandi il cosiddetto uomo dell'Avon e anche con Patrizia De Benedetti, per quanto concerne la responsabilità della persona che scirsse i comunicati manoscritti – spiega, prima di sottolineare – Faccio presente che tutto quanto elencato, nonostante sia di valenza probatoria, è stato disatteso dalle verifiche della Commissione d'Inchiesta Gregori-Orlandi".

Emanuela Orlandi, una storia lunga 43 anni

L'auspicio, per l'avvocato, è che possa terminare quella che considera una vera e propria campagna denigratoria nei confronti del suo assistito. "Abbiamo iniziato a denunciare. Non so se nel 2013, quando si è fatto avanti, avesse altri obiettivi. Ma da quando lo assisto mi sembra che tutto ciò che ha detto sia riscontrabile", sottolinea.

Poi conclude: "Nessuno vuole santificare Marco Accetti. Ma fra chi non parla e chi lo fa e poi viene indagato per falsa testimonianza, lui ha raccontato fatti riscontrabili".

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