Emanuela Orlandi, morto il cardinale Ruini: il collegamento con le lettere della pista di Londra

È morto il cardinale Camillo Ruini, aveva 95 anni. Già presidente della Cei, a Conferenza Episcopale Italiana e della Conferenza episcopale laziale, vicario del pontefice per la diocesi di Roma e arciprete della basilica papale di San Giovanni in Laterano dal 1991 al 2008, da oltre quattro settimane si trovava in condizioni critiche.
Il suo stato di salute era stato definito "impegnativo": non era ricoverato, ma si trovava assistito da casa. Nel luglio del 2024 era già stato ricoverato al Policlinico Gemelli per un infarto, l'anno dopo, quando si era già ripreso dall'attacco cardiaco, è stato curato per un blocco renale. Anche il suo nome, come quello di molti religiosi del secolo scorso, è emerso nel corso della vicenda che riguarda la scomparsa di Emanuela Orlandi, spesso accostato a quello del cardinal Poletti in una lettera analizzata nell'ambito della cosiddetta pista di Londra.
Religiosi nel caso Orlandi: monsignori e cardinali
Quello di Ruini non è il primo nome di religioso che compare nell'ambito della scomparsa di Emanuela Orlandi. In questi quasi 43 anni dalla sparizione della quindicenne, a più riprese, sono stati nominati diversi fra religiosi, soprattutto monsignori e cardinali. Dal monsignor Paul Marcinkus ex presidente dello Ior, al monsignor Pietro Vergari, ascoltato nel gennaio 2025 nel corso di una seduta della commissione bicamerale d'inchiesta sui casi di scomparsa di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori fino al cardinale Ugo Poletti. Su nessuno di loro, però, ci sono abbastanza informazioni per confermare un coinvolgimento né certezze di alcun tipo.
Le lettere della pista di Londra
Per capire cosa possa collegare il cardinale Ruini alla scomparsa di Emanuela Orlandi, occorre fare un passo indietro e tornare sul possibile collegamento fra il cardinale Ugo Poletti e Londra dove, secondo la pista inglese, sarebbe stata trasportata Emanuela nelle settimane immediatamente successive al sequestro. Il passaggio di Emanuela Orlandi sarebbe stato avvalorato da una lettera inviata dall'arcivescovo di Canterbury George Carey al cardinale Ugo Poletti nel 1993, quando quest'ultimo era Arciprete della Basilica di Santa Maria Maggiore.
La missiva, con un messaggio di appena quattro righe, è stata consegnata da Pietro Orlandi al promotore di giustizia vaticana Alessandro Diddi. Nel testo l'arcivescovo scrive a una "Cara Eminenza", che qualche giorno dopo arriverà a Londra. Secondo quanto riportato, esprimerebbe anche la volontà di discutere personalmente della situazione di Emanuela Orlandi di cui direbbe di essere a conoscenza.
La perizia calligrafica
Il nome di Ruini appare nel corso di una delle audizioni svolte dalla commissione bicamerale d'inchiesta, quella in cui viene ricevuto Pietro Orlandi di martedì 7 ottobre 2025. Nel corso di quella seduta, Orlandi spiega come è entrato in possesso delle lettere che avrebbero potuto rappresentare un elemento a sostegno della pista inglese. Fa riferimento all'ex Nar Baioni (morto di recente, si è poi scoperto che in realtà era estraneo all'intera vicenda) e spiega che grazie a lui gli erano stati consegnati dei documenti su carta intestata del Vicariato di Roma.
Secondo la perizia calligrafica svolta dalla dottoressa grafologa Sara Cordella, sarebbero falsi. "Può dire che è falsa la firma, ma non può dire che il contenuto della lettera (scritto a macchina, ndr) è falso. Al massimo si può dire che la firma è stata sovrapposta – ha spiegato nel corso dell'audizione, come riportato nel resoconto stenografico Pietro Orlandi – Questo vale anche per le altre lettere, anche per quella del cardinal Ruini al cardinal Poletti".
A questo punto è stato il presidente, oggi ex, il senatore Andrea De Priamo a prendere la parola sottolineando che all'epoca, nel 1993, "non era neanche più vicario". Come avrebbe potuto inviare una lettera usando la carta intestata del Vicariato?

La carta stampata e l'appello alla commissione per ascoltare il cardinale Ruini
Così Orlandi è passato a fare riferimento alla lettera che il cardinal Ruini avrebbe inviato a Poletti scrivendo "come da lei richiesto, le invio la carta prestampata con lo stemma di quando era Cardinale Vicario di Roma, per l’utilizzo che vorrà farne sul protocollo", nell'immagine in alto.
"Quindi, se vogliamo credere a questa ricostruzione, il cardinal Poletti si è fatto mandare la carta prestampata con il suo stemma Cardinal Poletti, Vicario di Roma e ha scritto la lettera nel 1993 su quella carta intestata, ma quando lui non era già più Vicario di Roma", ha spiegato Orlandi prima di concludere. Ancora oggi, però, queste ricostruzioni restano soltanto ipotesi che non sono mai state confermate. "Di queste persone, il cardinal Ruini è ancora in vita. Non so se qualcuno abbia tentato di ascoltarlo, ma quella è una lettera del cardinal Ruini". Oggi con il cardinale si è spenta l'ennesima speranza di riuscire ad ottenere qualche risposta in più alle domande che, invece, sembrano aumentare di giorno in giorno.