Aggiornamenti sul caso Emanuela Orlandi

Pietro Orlandi sulle nuove analisi genetiche del flauto: “Forse cercano il Dna di altre persone”

Immagine
Pietro Orlandi.
A pochi giorni dalla notizia delle nuove analisi sul flauto che sarebbe appartenuto a Emanuela Orlandi e rinvenuto nel 2013, il fratello Pietro parla a Fanpage.it.

Con le persone convocate lo scorso giovedì, quando i Ris di Roma hanno aperto il pacco in cui hanno custodito per 13 anni il flauto rinvenuto nel 2013 da Fiore De Rienzo che sarebbe appartenuto a Emanuela Orlandi, oltre ai legali della famiglia della ragazzina scomparsa Laura Sgrò e del fotografo Marco Fassoni Accetti, anche il fratello Pietro. Oggi è lui a parlare del caso, dalla notizia degli esami genetici sullo strumento fino ai progressi sulle due indagini aperte, oltre a quella nella Procura di Roma, che riguardano il Vaticano e la commissione bicamerale d'inchiesta sulle scomparse della sorella e di Mirella Gregori.

Pietro Orlandi e le nuove analisi genetiche sul flauto di Emanuela

"Su quel flauto ne ho lette di ogni: c'è chi parlava di un pacco spedito nei giorni immediatamente precedenti, di un nuovo strumento ritrovato – ribadisce Pietro Orlandi a Fanpage.it – Invece era già repertato e custodito dai Ris. Non soltanto: le analisi genetiche sono già state svolte a suo tempo sull'oggetto sicuramente. All'epoca mi era sembrato di capire che, per svolgere gli esami necessari, fosse stato addirittura smontato, ma giovedì l'ho visto integro quindi potrei aver capito male".

Il flauto, infatti, come già spiegato da Fanpage.it nella giornata di giovedì scorso quando è stato reso noto l'avvio di nuove analisi sullo strumento, è lo stesso rinvenuto da Fiore De Rienzo nel 2013, all'interno di un capannone cinematografico dismesso della De Laurentis.

Immagine
Emanuela Orlandi.

La prospettiva sulle nuove analisi: "Piena fiducia nelle indagini"

Sulle nuove analisi Pietro Orlandi ha immediatamente manifestato la sua fiducia. "Se è stata presa questa decisione, devono avere dei buoni motivi. Che, però, neanche noi conosciamo – ha puntualizzato – Io credevo avessero fatto tutte le analisi necessarie già 13 anni fa, ma evidentemente non è così. Magari cercano il Dna di altre persone e vogliono comprendere se queste ultime siano davvero in contatto con lo strumento musicale". E, di conseguenza, forse anche direttamente con Emanuela Orlandi.

Non è chiaro cosa stiano cercando adesso gli inquirenti e cosa sperano di trovare con l'arrivo dei risultati. "Forse è emerso qualcosa durante l'interrogatorio a Marco Accetti, forse dalle ultime audizioni in commissione bicamerale. Ciò che è certo è che ogni volta che c'è impegno e interesse, per me non può che essere una condizione positiva: ogni elemento, piccolo o grande che sia, può servire per andare avanti e trovare la verità. Perché la mia non è una speranza: sono certo che prima o poi la verità salterà fuori".

Il caso Bonarelli: "Bene che sia stato convocato"

E per ulteriori passi verso la verità c'è massima attesa per l'audizione del gendarme vaticano Raoul Bonarelli: l'audizione era prevista per la giornata di giovedì, ma poi è stata rimandata. Sembra che possa svolgersi fra due settimane. "Abbiamo saputo che l'audizione era stata rimandata proprio mentre eravamo nella caserma dei carabinieri di Tor di Quinto: ufficialmente è stata posticipata per motivi istituzionali, però secondo alcune voci di corridoio sarebbe stato Bonarelli stesso a chiedere ulteriori garanzie, come non essere fotografato dentro San Macuto o all'esterno del palazzo. Quella è stata una giornata particolare: il nubifragio ha rappresentato un'ulteriore giustificazione per la sua assenza".

Quella di Bonarelli è una figura interessante: "Ex funzionario della gendarmeria, in alcune intercettazioni i suoi vertici in Vaticano, prima dell'interrogatorio in Procura a Roma, gli avrebbero detto di non dire che sta tutto in Segreteria di Stato, probabilmente facendo riferimento alla presenza di un dossier (come evidenziato decenni dopo, ndr) o almeno di alcuni documenti sul caso. Ecco, io spero che nel corso dell'audizione possa essere chiarito quanto emerso dalle intercettazioni". Ascoltare Bonarelli potrebbe dire ascoltare una persona informata sui fatti. Ultimamente la commissione ha chiamato tante persone che speravo venissero ascoltate. E credo che presto ne saranno chiamate altre il cui racconto potrebbe aggiungere informazioni rilevanti".

Il giallo del Dossier Orlandi in Vaticano

Negli ultimi anni, è emersa la presenza di un dossier Orlandi in Vaticano, come reso noto dal promotore di giustizia vaticano Alessandro Diddi. Non è ancora stato reso noto, però, il contenuto del faldone. "Ci sono ancora troppe persone che sanno la verità, mi stupisce ogni volta che ancora nessuno sia riuscito a dire ciò che sa. Non credo che siano tutte morte le persone che sapevano – aggiunge prima di concludere – Nel frattempo restiamo in attesa di nuovi riscontri. Sperando che anche la terza e ultima indagine aperta, quella in Vaticano, possa portare presto delle novità sul caso".

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views