Aggiornamenti sul caso Emanuela Orlandi

Orlandi-Gregori, oggi in commissione il gendarme Raoul Bonarelli: dai presunti festini alle pressioni del Vaticano

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Attesa per oggi la convocazione di Raoul Bonarelli nella commissione sulla scomparsa di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori: considerato l’anello di congiunzione fra i casi, potrebbe fare chiarezza su una chiamata del Vaticano.

È stato convocato oggi per una nuova seduta della commissione bicamerale d'inchiesta sui casi di scomparsa di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori Raoul Bonarelli, già Sovrastante del Corpo della vigilanza dello Stato della Città del Vaticano. La convocazione, come di consueto, è stata diffusa dalla commissione stessa. Dopo numerosi personaggi legati soprattutto alla vita privata delle due ragazze, la convocazione di Bonarelli rappresenta un nuovo inizio per l'ultima stagione di lavori della commissione.

Bonarelli, gendarme del Vaticano che sarebbe stato molto vicino a Papa Wojtyla, secondo alcuni rappresenterebbe l'anello di congiunzione fra i casi di scomparsa delle due ragazze. A lungo è stato ritenuto un personaggio chiave nel caso Gregori, poiché sarebbe stato visto più volte nel bar frequentato da Mirella e dall'amica Sonia De Vito, anche se non sarebbe stato riconosciuto dalla madre di Mirella, deceduta poco dopo. Il gendarme, però, sarebbe stato già ascoltato nel 1993 sulla scomparsa di Emanuela Orlandi: il giorno prima della data fissata per l'interrogatorio, però, avrebbe ricevuto pressioni da parte del Vaticano che lo invitava a negare qualsiasi conoscenza sul caso Orlandi. L'auspicio è che nel corso dell'audizione possa fare chiarezza lui stesso.

Il ruolo di Raoul Bonarelli secondo Ali Agca: collegamento fra i due casi di scomparsa

Quella di Raoul Bonarelli è una personalità che non appare spesso pubblicamente, ma il suo nome, per quanto riguarda i casi di scomparsa di Mirella Gregori ed Emanuela Orlandi, è piuttosto ricorrente. Se all'inizio quello di Bonarelli è un nome che viene accostato soprattutto alle vicende che riguardano Mirella Gregori, nel 1993 il gendarme è stato indagato di falsa testimonianza sulla vicenda Orlandi dopo aver ricevuto pressioni dal Vaticano alla vigilia dell'interrogatorio in Procura a Roma. Successivamente sono stati diversi i testimoni a citare Bonarelli: fra loro, per accostare i due casi, è stato anche Ali Agca, attentatore di Papa Giovanni Paolo II che più volte ha dichiarato di essere a conoscenza di quanto è accaduto loro. Secondo Agca, come viene riportato nel libro firmato da Ferruccio Pinotti e Giancarlo Capaldo, La ragazza che sapeva troppo, sarebbe stato proprio Bonarelli a prelevare, in territorio italiano, Mirella Gregori: secondo quanto raccontato dall'ex Lupo Grigio, l'avrebbe notata e segnalata durante l'udienza papale, poi ne avrebbe organizzato il sequestro. Inizialmente sembrava che potesse combaciare anche l'identikit fornito da alcune persone, ma poi la madre della giovane non è stata in grado di riconoscerlo.

"La giudice Adele Rando (già ascoltata in commissione bicamerale d'inchiesta negli scorsi anni, ndr) l'aveva praticamente in pugno", si legge in un passaggio del libro. Poco dopo, però, è stato lo stesso Capaldo a portare una precisazione importante e necessaria e cioè che il riferimento a Bonarelli come autore del sequestro Gregori attualmente non trova riscontro nelle risultanze processuali. "L’accusa mossa da Agca è priva di elementi probatori – ha dichiarato Capaldo sulla questione – Sono invece d’accordo sulla necessità di ulteriori approfondimenti istruttori al riguardo".

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A sinistra Giovanni Paolo II, a destra Ali Agca, ritenuto il responsabile dell'attentato al papa.

I festini in Vaticano e il giallo del gendarme coinvolto

Il nome del gendarme viene riferito anche da un'altra persona. Si tratta del Monsignor Simeone Duca, morto nel 2006 e mai interrogato sul caso dai magistrati che avrebbe rivelato alla giornalista vaticanista Anna Maria Turi che "d'abitudine si organizzavano dei festini, e ciò avveniva anche nella sede di un’Ambasciata straniera presso la Santa Sede. Nella faccenda era coinvolto un gendarme vaticano. Orlandi, dopo essere stata sfruttata, è stata fatta sparire e quindi uccisa". Il gendarme coinvolto sarebbe proprio il vicecapo o della Gendarmeria vaticana, Raoul Bonarelli. Le stesse rivelazioni sono arrivate anche a padre Amorth, che dal 1986 è stato esorcista nella diocesi di Roma, per mandato del cardinale vicario Ugo Poletti, altro nome che si ripete spesso nella scomparsa di Emanuela Orlandi.

La telefonata dal Vaticano prima dell'interrogatorio sul caso Orlandi: "Tu non sai nulla di Emanuela"

Se quelle raccontate in precedenza sono testimonianze, ciò che è accertato è l'ingresso di Bonarelli sull'inchiesta Orlandi nel 1993 con l'accusa di falsa testimonianza. In quell'anno, poco prima di essere interrogato nell'ambito delle indagini svolte dalla giudice istruttrice Adele Rando, Bonarelli in una chiamata con la moglie avrebbe riferito: "Mi hanno fatto parlare pure con don Stanislao oggi, lì al secondo piano, mentre il Papa riceveva", avrebbe detto poco prima di concludere, probabilmente facendo riferimento all’allora segretario particolare di Wojtyła, monsignor Stanisław Dziwisz.

Come riporta l'avvocata che assiste la famiglia Orlandi, Laura Sgrò, nel suo libro Cercando Emanuela, inoltre, sembra che Bonarelli, chiamato dalla Procura per essere interrogato sul caso Orlandi, sia stato "in qualche modo indottrinato da un certo capo, probabilmente si trattava di Camillo Cibin, ispettore del corpo della Gendarmeria, che all’epoca si chiamava Vigilanza del Vaticano, a non dire che la vicenda era già passata per la Segreteria di Stato e che nessuno sapeva niente di questo caso". Oggi, dopo l'ex comandante della gendarmeria Domenico Giani e il suo vice Costanzo Alessandrini, anche il gendarme Bonarelli verrà chiamata a prendere la parola davanti alla commissione: a lui spetta il compito di fare chiarezza sulle testimonianze e le intercettazioni che lo riguardano.

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