Dossier Orlandi, l’avvocata della famiglia di Emanuela: “Il Vaticano deve condividerlo, collaborazione è necessaria”

Un fascicolo su Emanuela Orlandi in Vaticano. Il dossier esiste, come confermato da fonti della Santa Sede. Non appena appreso della sua esistenza, l'avvocata Laura Sgrò che assiste la famiglia Orlandi ha chiesto immediatamente la sua condivisione da parte del Vaticano agli altri organi d'inchiesta che si stanno occupando delle indagini: la Procura di Roma e la commissione bicamerale.
Le sue parole si sono trasformate in breve tempo in azioni: nei giorni scorsi ha presentato istanza formale di acquisizione alla commissione bicamerale d'inchiesta. "Ritengo sia necessaria collaborazione fra chi indaga – spiega a Fanpage.it – Il Vaticano ha giurisdizione esclusiva su un territorio piccolissimo. Proprio per questo dovrebbe mostrare quella che è la vera collaborazione, perché qualsiasi ulteriore approfondimento movimento nel territorio dello Stato italiano può essere fatto solo dalla Procura di Roma o con l'aiuto anche della commissione d'inchiesta mediante le audizioni", ha dichiarato.
"Parlare di collaborazione stretta e poi non condividere per anni un fascicolo così importante non è collaborazione. Resta solo un ideale se non si realizza. Invece collaborare può davvero portare alla risoluzione del caso", conclude.
Il dossier Orlandi in Vaticano
Che esista un dossier su Emanuela Orlandi è ormai stato appurato. Lo ha dichiarato lo stesso promotore di giustizia Alessandro Diddi. Difficile dire, però, per quale motivo non sia ancora stato condiviso con gli altri organi che si occupano delle altre indagini in corso. Oltre all'inchiesta in Vaticano, infatti, sono in corso le indagini in Procura di Roma e con la commissione bicamerale d'inchiesta, dove l'avvocata Sgrò ha presentato l'istanza formale affinché possa essere richiesto alla Santa Sede di consegnare i documenti raccolti in tutti questi anni.
Del fascicolo si parla spesso da più di un anno. A confermare la sua esistenza, è stato Domenico Giani, comandante della Gendarmeria Vaticana, che nel corso della sua audizione in commissione bicamerale d'inchiesta ha parlato di una "ricostruzione storica" sul caso Orlandi. Per realizzarlo, il Vaticano avrebbe portato avanti una vera e propria indagine, sebbene informale e nella massima segretezza, su Emanuela Orlandi.
Il fascicolo su Emanuela Orlandi: "Cercavamo elementi"
"Era una raccolta di informazioni, confluita nella parte di cui si sta occupando attualmente l'autorità giudiziaria vaticana: sono stato chiamato da monsignor Georg per fare una ricostruzione storica dei fatti che riguardavano la vicenda di Emanuela e, nell'ambito di questa ricostruzione, alcune persone (fra cui Miserachs che in commissione ha raccontato di essere stato interrogato in Vaticano nel 2012) sono state sentite per mettere insieme dei tasselli. Ma non era un'attività giudiziaria, era un'attività informativa per ricostruire una serie di elementi". Difficile dire quali siano e, soprattutto, chi sia stato ascoltato nel corso di queste attività.
Quello conservato in Vaticano, però, non è l'unico dossier. Un altro fascicolo è stato ritrovato all'Archivio di Stato: il faldone che sembrava contenerlo, però, è apparso completamente vuoto. "Quel materiale ci avrebbe potuto aiutare sull'indagine di scomparsa", ha spiegato a suo tempo l'allora presidente della commissione bicamerale d'inchiesta, il senatore Andrea De Priamo. Forse adesso non resta altro che concentrarsi su ciò che è ancora consultabile, proprio come questo fascicolo.