Sondaggi politici: FdI torna a crescere, ma un italiano su due non si fida di Meloni

Fratelli d’Italia torna a crescere (0,2%), rispetto alla settimana scorsa, con un 28% nelle intenzioni di voto. Questo è uno dei dati più rilevanti che emergono dall’ultimo sondaggio realizzato da Termometro Politico, che fotografa gli equilibri tra i partiti a poco più di un anno dalle elezioni europee e in una fase politica caratterizzata da tensioni sia nella maggioranza che nelle opposizioni.
Fiducia in Meloni: il dato che divide gli italiani

Il recupero di Fratelli d'Italia sembra ancora più interessante però, se confrontato con gli altri dati raccolti da Termometro Politico sulla figura della premier. Da un lato il partito di Giorgia Meloni continua infatti a dominare le intenzioni di voto, confermandosi come prima forza politica italiana. Dall'altro, il giudizio personale sulla presidente del Consiglio resta molto più divisivo. Infatti, solo il 36,5% degli italiani dichiara di avere fiducia in Meloni, all'opposto, più della metà degli intervistati, il 54,2%, dice di non avere fiducia nella leader di Fratelli d'Italia.
Sicurezza e immigrazione al centro dell’agenda politica
La crescita di Fratelli d'Italia va letta anche alla luce dei temi che ultimamente dominano il dibattito pubblico, di cui continuano farsi baluardi, mobilitando una parte importante del loro elettorato. Altri dati rilevati nell'ultima settimana, mostrano infatti come sicurezza e immigrazione restino tra le questioni considerate prioritarie dagli italiani. Nel sondaggio, il 29% degli intervistati ha indicato la sicurezza, come principale emergenze del Paese, mentre il 16% ha citato l'immigrazione.
Si tratta di argomenti che da anni rappresentano i pilastri della proposta politica di Giorgia Meloni e del suo partito, che continuano a garantirgli una forte capacità di attrazione elettorale. In questo quadro pesa probabilmente anche il ritorno del tema immigrazione al centro del dibattito pubblico che viene attraversato da queste tematiche, temi sui quali il centrodestra riesce spesso a dettare l'agenda politica. Se ne parla da settimane e se ne parlerà ancora di più in vista della manifestazione prevista per sabato a Roma, organizzata da movimenti e associazioni dell'area identitaria che chiedono misure drastiche contro l'immigrazione e tramite lo slogan:"remigrazione".
Centrodestra dominante, opposizione ancora frammentata

Alle spalle di FdI si conferma il Partito Democratico, che resta sopra la soglia del 22%, mantenendo una base elettorale stabile, ma allo stesso tempo non trovano lo slancio, o il coraggio necessario per mettere in discussione la leadership del centrodestra. Anche il Movimento 5 Stelle mostra pochi cambiamenti rispetto ad una settimana fa. Il partito guidato da Giuseppe Conte si mantiene poco sopra il 12%, confermando una posizione consolidata ma distante da ciò che gli permetterebbe di competere per la leadership dell’opposizione.
A differenza di Fratelli d’Italia, la Lega continua a mostrare segnali di debolezza, il partito di Matteo Salvini arretra ancora e scende sotto l’8%, mandando avanti una fase difficile che dura ormai da diversi mesi. Il dato fa notare le difficoltà nel recuperare consenso sia tra gli elettori del Nord, anche forse tra quelli più vicini alle posizioni tradizionalmente sovraniste del partito. Nel centrodestra tiene invece Forza Italia, che resta sopra l’8% e continua a occupare lo spazio moderato della coalizione.
Alleanza Verdi e Sinistra conferma la sua presenza e si avvicina al 6%. Più indietro Italia Viva e +Europa, che continuano a muoversi su percentuali basse senza mostrare particolari segnali di crescita.
Nel complesso, il sondaggio conferma un quadro politico che grande centralità a Fratelli d’Italia, una dinamica che rafforza ulteriormente la leadership politica di Giorgia Meloni e rende sempre più evidente come gli equilibri del centrodestra ruotino oggi attorno al suo partito. La coalizione di centrodestra mantiene anche un vantaggio importante sull’insieme delle opposizioni, che continuano a presentarsi divise. Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e le altre forze dell’area progressista non sono ancora sulla strada giusta per costruire concretamente un’alternativa comune, capace di competere con la maggioranza di governo attuale.