Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio è arrivato questa mattina in Lussemburgo per il Consiglio Affari Esteri che vedrà la crisi in Siria al centro dei colloqui. "Appena arrivato in Lussemburgo, al Consiglio Affari Esteri dell'Ue dove chiederò a nome dell'Italia di assumere ogni misura possibile affinché la Turchia fermi la sua offensiva in Siria contro il popolo curdo, incluso un blocco europeo dell'export di armi verso Ankara", ha scritto il ministro su Facebook. "Non possiamo accettare altre vittime innocenti. Non possiamo accettare altro sangue, né ricatti sui migranti. Non può essere militare la risposta alla crisi in corso", aggiunge il titolare della Farnesina.

Altri Paesi Ue hanno già sospeso la fornitura di armamenti in Turchia: la vendita di armi è stata interrotta da Paesi Bassi, Finlandia, Norvegia, Danimarca, Svezia, Germania, Francia. Ma il governo italiano, dopo aver condannato più volte l'offensiva contro i curdi, non ha ancora chiesto di applicare la legge 185 del 1990, che prevede appunto il divieto di vendita di armi italiane a Paesi in stato di conflitto armato.

Mentre il presidente turco Erdogan non arretra di un millimetro, l'Italia e la Francia chiedono "alla Turchia di cessare immediatamente le operazioni militari e condannano le operazioni militari nella Siria nord-orientale: è fondamentale che l'UE mantenga una posizione unita sulla Siria e parli con una sola voce sull'attacco turco alla Siria". Questa, fanno sapere fonti della Farnesina, la posizione condivisa da Italia e Francia al termine di un bilaterale tra Di Maio e il ministro francese Yves Le Drian a margine dei lavori del Consiglio Affari Esteri in corso a Lussemburgo. L'operazione turca, secondo la Farnesina, "rischia di mettere a rischio i progressi compiuti dalla coalizione globale per sconfiggere Daesh, a cui l'Italia ha partecipato attivamente, di minare ulteriormente la possibilità di una soluzione politica alla crisi", di aumentare la sofferenza della popolazione civile e di mettere in pericolo i risultati ottenuti nel campo umanitario nel Nord-Est della Siria. "L'Italia e la Francia restano convinte che non vi sia alternativa a una soluzione politica in Siria". 

La Francia si aspetta "una condanna dell'offensiva turca, la richiesta urgente di fermare questi attacchi e una posizione ferma riguardo alle esportazioni di armi in Turchia", dice Le Drian al suo arrivo alla riunione dei ministri degli Esteri dei 28. "Ma soprattutto – aggiunge Le Drian – vogliamo che questa riunione spinga gli Stati Uniti a chiedere un incontro della coalizione internazionale contro Daesh. Dobbiamo incontrarci di nuovo per valutare la nuova situazione, perché per la Francia Daesh rimane il principale nemico".