Un Parlamento svuotato di ogni potere, che rischia di tornare a quello dell’Aula “sorda e grigia”: la citazione scelta da Pietro Grasso, di Liberi e Uguali, durante il suo intervento al Senato nella discussione sul decreto sicurezza bis, non è casuale. Il riferimento è alle parole di Benito Mussolini, pronunciate in un celebre discorso alla Camera dei deputati dell’allora presidente del Consiglio il 16 novembre 1922. L’accusa di Grasso è esplicita: “Un passo alla volta state trasformando il tempio della democrazia in quell’Aula sorda e grigia, in quel bivacco di manipoli evocato in un periodo di cui alcuni, anche qui dentro provano nostalgia”.

Grasso parla del decreto sicurezza bis, aspramente criticato dall’ex presidente del Senato: “La traversata del Mediterraneo su barche di fortuna non è un giro in moto d'acqua… Il fine non giustifica i mezzi. I metodi che state testando sono senza dubbio efficaci nel breve periodo, e magari faranno fare a voi il pieno dei voti, quando avrete il coraggio di chiederli, questi voti, invece di sventolare sondaggi, ma questi metodi non sono quelli di uno Stato civile, di diritto. Questo decreto traduce in norme i tweet di Salvini. Avete fatto dei post Facebook una fonte del diritto”.

Il ruolo del Parlamento è il nocciolo della questione, secondo Grasso: “Ancora una volta questo governo umilia il ruolo del Parlamento. Ancora una volta ci costringe a ratificare un provvedimento, perché è questo che succederà, lo sappiamo tutti, senza poterlo realmente discutere: testo blindato, emendamenti ignorati, il compito dei senatori si limiterà a timbrare, qualcuno felice e altri meno, il volere dei capi, anzi del Capitano”. Poi Grasso se la prende con Salvini: “Siamo bombardati da notizie, spesso false, che ci spingono all'odio: molte di queste notizie sono sparate, non uso parole a caso, dai canali social del ministro dell'Interno, da quel numeroso staff della ‘Bestia' assunto al Viminale. Però il consenso si sgonfierà presto, lasciando macerie sul nostro tessuto civile”.

Alla fine il senatore di Leu sembra rivolgere un appello alle forze di maggioranza: “Esercitate davvero le vostre responsabilità e magari fate anche le vostre politiche, che non condivido, ma con gli strumenti della diplomazia, del diritto e della normativa internazionale. Altrimenti, se ne avete la forza, cambiate tutto. Ma appena varcate i confini, ormai è evidente anche a voi stessi, con questi metodi non avete alcun peso sullo scacchiere europeo, e siete ridicoli su quello internazionale, come Arlecchino provate a servire tutti i padroni, e come Arlecchino vi presentate sempre col cappello in mano, in Russia, negli Stati Uniti, persino in Marocco. Questo decreto, soprattutto i primi articoli, va contro le norme internazionali, contro la Costituzione, contro i principi stessi della Dichiarazione universale dei diritti umani. Se solo vi riprenderete dalla sbornia del consenso, difficilmente riuscirete a prendere sonno”.

Il discorso di Mussolini

Grasso ha scelto di citare un celeberrimo discorso di Mussolini. Il 16 novembre 1922 il futuro dittatore fascista andò alla Camera per presentare la lista dei suoi ministri e pronunciò quello che fu poi conosciuto come il discorso del bivacco, per questo passaggio, citato oggi da Grasso: “Potevo fare di questa Aula sorda e grigia un bivacco di manipoli. Potevo sprangare il Parlamento e costituire un Governo esclusivamente di fascisti. Potevo: ma non ho, almeno in questo primo tempo, voluto”. In quell’occasione Mussolini citò la possibilità che la Camera venisse sciolta nel giro di giorni o anni.