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Si voterà con il Rosatellum bis, arriva il via libera dei giudici: ricorso “inammissibile”

Il 4 marzo i cittadini italiani voteranno per le elezioni politiche con il Rosatellum bis, la legge elettorale approvata dal Parlamento prima della fine della legislatura. A confermarlo è la decisione del tribunale di Firenze che ha ritenuto “inammissibile per mancanza di urgenza e di strumentalità cautelare” il ricorso contro il Rosatellum bis.
A cura di Stefano Rizzuti
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La legge elettorale con la quale si andrà a votare il 4 marzo alle elezioni politiche sarà il Rosatellum bis. A confermarlo è la bocciatura del primo dei ricorsi presentati contro il testo approvato dal Parlamento prima della fine della legislatura. Nello specifico il tribunale civile di Firenze, con ordinanza del giudice Giuseppina Guttaduro, ha respinto il ricorso presentato dal deputato Massimo Artini, ex Movimento 5 Stelle e ora esponente di Alternativa Libera. Secondo il giudice il ricorso presentato è "inammissibile" per mancanza dei requisiti di "urgenza e di strumentalità cautelare". Si tratta, di fatto, del primo via libera alla nuova legge elettorale, essendo quello di Firenze il primo ricorso tra quelli presentati contro il Rosatellum bis su cui un giudice si è espresso. Oggi è attesa un'altra udienza sui ricorsi presentati, ma questa volta si terrà al tribunale de L'Aquila.

Tra i tanti ricorsi presentati contro il Rosatellum bis anche quello del MoVimento 5 Stelle, annunciato dal deputato Danilo Toninelli a Fanpage.it in un’intervista durante il voto della legge elettorale alla Camera. Inoltre, l'approvazione della legge era stata criticata da molte forze politiche per il ricorso al voto di fiducia (ben otto in totale). Motivazione che ha persino portato alla decisione del presidente del Senato, Pietro Grasso, di lasciare il gruppo del Pd e diventare così il nuovo leader di Liberi e Uguali.

Come si vota con il Rosatellum bis

I cittadini avranno a disposizione due schede, una per la Camera dei deputati e una per il Senato della Repubblica. Si voterà tracciando un solo segno: o sul candidato o su uno dei partiti che lo sostengono. Non è previsto il voto disgiunto così come la possibilità di indicare le preferenze: il listino dei collegi proporzionali è bloccato.

Il Rosatellum bis è un sistema misto, per un terzo maggioritario e per i restanti due terzi proporzionale. Alla Camera verranno assegnati 231 seggi con il maggioritario, mentre al Senato saranno 109. I restanti 398 deputati e 199 senatori verranno eletti sulla base del sistema proporzionale. La soglia di sbarramento prevista dalla legge è del 3% per le liste e del 10% per le coalizioni.

Quando l’elettore segna il simbolo di un partito che fa parte di una coalizione il voto va sia al partito per la parte proporzionale che al candidato sostenuto da quella coalizione nel collegio uninominale. Se l’elettore sceglie di segnare solo il nome del candidato, il voto va al candidato e viene spalmato su tutti i partiti della coalizione per la parte proporzionale.

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