Il sub Gabriele Belmonte: “Alle Maldive regole per bombole e profondità, ma in questa stagione il mare è pericoloso”

"Qui alle Maldive è la stagione delle piogge. Può capitare che il tempo sia variabile, e quando il mare è come quello di oggi è meglio non uscire. Le onde possono arrivare anche a mezzo metro". A parlare a Fanpage.it è Gabriele Belmonte, 33 anni. Da quattro vive e lavora alle Maldive come sub per escursioni turistiche con la Padi, una delle organizzazioni subacquee più grandi al mondo.
Gabriele si trova nell'atollo di Baa, a nord della capitale Malé e dall'atollo di Vaavu, dove ieri, 14 maggio, sono morti cinque italiani durante un'immersione subacquea in una grotta a 50 metri di profondità.
Com'è immergersi alle Maldive?
Da gennaio ad aprile è il paradiso che tutti si immaginano: acqua limpida, coralli dai colori vividi, pesci ovunque. Poi guardi verso il reef e vedi una murena, o uno squalo che passa. Ogni immersione è emozionante. Quando domina l'alta pressione il tempo è bello è il mare è una tavola di acqua cristallina.
Adesso però è bassa stagione. Cosa cambia?
Il tempo è molto variabile. La bassa stagione coincide con la stagione delle piogge che inizia da maggio fino a ottobre- novembre. Questo non vuol dire che piova sempre, ma il tempo cambia repentinamente e può esserci molto vento, come è successo questa settimana. Oggi le onde sono arrivate anche a un'altezza di mezzo metro.
Cosa fai con le escursioni quando il tempo è come quello di oggi?
Non si esce con questo tempo. Ci possono essere situazioni ancora più burrascose, ma anche oggi è impossibile uscire, la barca non ce la fa proprio. Poi c'è una differenza tra le escursioni ricreative che fanno i turisti e quelle tecniche per le quali sono necessari permessi speciali.
Quali sono le differenze tra immersione ricreativa e tecnica?
Il governo maldiviano per le ricreative impone alcune regole, come usare una bombola singola, non andare in grotte, e non superare i 30 metri di profondità. Nell'immersione ricreativa bisogna sempre immergersi in modo da avere accesso alla superficie in qualsiasi momento. Quindi un conto è passare sotto la sporgenza di un reef, e un altro è una grotta. Immergersi in una cavità dove non si ha accesso alla superficie non fa parte dell'immersione ricreativa, rientra in quella tecnica.
Sei tu a caricare le bombole prima delle escursioni con i clienti?
Sì, le caricano gli istruttori o l'addetto al compressore. Le bombole vengono caricate usando un compressore che aspira l'aria e la comprime all'interno della bombola rispettando la stessa percentuale che c'è a livello dell'atmosfera, quindi se nell'aria c'è il 21% di ossigeno e il resto è azoto, nella bombola ci sarà il 21% di ossigeno e il resto di azoto.
Nell'incidente che ha coinvolto i cinque italiani tra le ipotesi c'è anche un'intossicazione dovuta a un caricamento sbagliato della bombola. È possibile che si verifichi?
È difficile, perché con le attrezzature moderne che ci sono oggi l'aria viene filtrata svariate volte, quindi è ancora più pulita dell'aria che respiriamo fuori. Inoltre, se c'è qualche malfunzionamento, il compressore si spegne, non carica più fino a quando non viene aggiustato. Questo nel momento in cui carichi la bombola, quindi l'istruttore se ne accorge.
Che idea ti sei fatto dell'incidente di Vaavu?
Mi sono stupito molto stupito perché ho sempre reputato le Maldive un posto molto sicuro, con degli standard di sicurezza elevati. L'immersione subacquea è uno sport molto sicuro se fatto in sicurezza e con persone qualificate. Ma appunto bisogna sempre rispettare i limiti.
