
Sono risultati tutte negative le sei le persone in isolamento e quarantena in Italia. I principali esperti in Italia ribadiscono che la situazione è sotto controllo. Fabrizio Pregliasco a Fanpage.it: "Possibile qualche altro caso, ma trascorsi i 42 giorni potremmo dire molto probabilmente che la situazione sarà rientrata". L'Ecdc (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malettie) ha ribadito nel bollettino del 13 maggio che "il rischio per la popolazione generale nell'Ue e nello Spazio economico europeo (SEE) derivante dalla diffusione dell'hantivirus a seguito di questo focolaio sulla nave da crociera è molto basso". Ieri la ministra della Salute francese Stéphanie Rist ha annunciato che tutti i 26 contatti in isolamento ospedaliero sono risultati negativi: "In questo momento possiamo escludere qualsiasi precedente contagio di altre persone". Negativi – hanno spiegato i Centers for Disease Control and Prevention (Cdc) – anche i 41 contatti rientrati negli Stati Uniti: "Al momento nessun contagiato". Negativo anche il medico USA, passeggero della MV Hondius, inizialmente segnalato come "debolmente positivo". La nave focolaio è attesa a Rotterdam per lunedì 18 maggio. Intanto l'Organizzazione mondiale della salute (Oms) continua a ritenere basso il rischio per la popolazione globale, anche se il direttore generale, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha spiegato che lo sbarco della nave, previsto per lunedì 18 maggio, non segnerà la fine dell'allerta. A oggi sono 10 i casi accertati – inclusi tre decessi – e 120 le persone assistite o in quarantena.
Hantavirus, OMS: "Equipaggio della nave ancora asintomatico. Lo sbarco di lunedì non sarà la fine dell'allerta"
Il completamento del trasferimento dei passeggeri della nave da crociera MV Hondius, coinvolta in un focolaio di hantavirus, segna una fase di gestione avanzata dell'emergenza, ma non la conclusione dell'allerta sanitaria internazionale. A chiarirlo è il direttore generale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, nel corso di un punto stampa a Ginevra, sottolineando come la possibilità di nuovi casi non implichi una diffusione dell'epidemia.
Oltre 120 persone sono ora assistite nei Paesi d'origine o in quarantena nei Paesi ospitanti, ha spiegato Tedros, precisando che finora sono stati segnalati all'Organizzazione mondiale della sanità 10 casi complessivi, inclusi tre decessi. Di questi, otto sono stati confermati in laboratorio come infezione da virus Andes, mentre due risultano probabili. Nessun nuovo decesso è stato registrato dal 2 maggio.
Il lungo periodo di incubazione del virus, che può arrivare fino a sei settimane, rende possibile l'emersione di ulteriori casi nei prossimi giorni, in concomitanza con il rientro dei passeggeri e le attività di sorveglianza nei diversi Paesi. "Questo non significa che l'epidemia si stia espandendo", ha ribadito Tedros, evidenziando come il sistema di tracciamento e quarantena stia funzionando. L'Oms, ha aggiunto, è stata informata per la prima volta il 2 maggio tramite il Regolamento sanitario internazionale e ha immediatamente attivato il coordinamento con i Paesi coinvolti, tra cui Regno Unito, Spagna, Paesi Bassi e Capo Verde. Sono state condivise linee guida tecniche per lo sbarco, la quarantena e il follow-up dei passeggeri, oltre al supporto per le evacuazioni mediche.
Parallelamente prosegue il lavoro di sorveglianza epidemiologica e ricerca scientifica sull'hantavirus Andes, con il coinvolgimento di oltre 20 Paesi e il coordinamento di studi sulla storia naturale della malattia e sullo sviluppo di contromisure mediche. L'Agenzia per la sicurezza sanitaria del Regno Unito (UKHSA), con il supporto dell'Oms, ha inoltre avviato una consultazione scientifica su possibili terapie e vaccini.
Resta ancora a bordo della nave il capitano Jan Dobrogowski con i 26 membri dell'equipaggio. "Siamo in contatto regolare con il capitano", ha riferito Tedros, aggiungendo che l'equipaggio dovrebbe attraccare nei Paesi Bassi lunedì."A bordo ci sono persone ancora asintomatiche. Rendo omaggio alla dedizione dimostrata dal capitano e dall'equipaggio nella gestione della situazione", ha concluso.
Grimaldi a Fanpage.it: "L'Italia più preparata rispetto al pre-Covid, ma bisogna investire di più nella sanità"
"Rispetto al periodo pre-Covid sono stati fatti importanti passi avanti, anche perché c'è maggiore consapevolezza di quello che potrebbe succedere. Secondo me però si potrebbe fare di più di quanto abbiamo fatto finora. Non è mai abbastanza". Il dottore Alessandro Grimaldi, direttore del reparto di Malattie infettive dell'ospedale San Salvatore dell'Aquila, ha commentato a Fanpage.it la preparazione del sistema sanitario italiano di fronte all'ipotesi di una nuova emergenza pandemica.
"È fondamentale intervenire tempestivamente per arginare focolai di virus che potrebbero essere anche molto pericolosi, come sono gli hantavirus", ha spiegato Grimaldi. "Abbiamo l'esperienza che ci deriva da una pandemia recente. Inoltre ,abbiamo dalla nostra parte delle tecnologie che ci permettono di produrre nuovi vaccini in tempi brevi. Questa è stata una rivoluzione, di cui prima del Covid non disponevamo. La capacità di superare situazioni come questa dipende anche dalla possibilità di disporre dei farmaci e vaccini nuovi".
"Certo, non siamo in un periodo felice perché probabilmente stiamo dirottando risorse che dovremmo destinare alla sanità in altro. Però è anche vero che durante la pandemia sono stati investiti fondi importanti per riconvertire alcune strutture come molti reparti infettivi in terapie semi-intensive respiratorie. Quindi abbiamo strutture e personale già preparato a queste situazioni e in caso di emergenze di questo tipo ciò potrebbe rappresentare un importante vantaggio".
Il commissario di bordo Giuseppe Aprea: "Mai affollarsi al momento dello sbarco, così si riduce il rischio contagi"
Il commissario di bordo Giuseppe Aprea a Fanpage.it: "Sulle navi i virus circolano più facilmente anche a causa dell'aria condizionata e degli spazi ristretti, soprattutto tra i membri dell'equipaggio. Per questo dobbiamo seguire dei protocolli sanitari internazionali, ad esempio per proteggerci dal rischio legionella, trattando e sanificando l'ambiente di bordo nei minimi dettagli".
"Per questo qualsiasi sia il virus a bordo – ha aggiunto – tra l'equipaggio è molto facile contagiarsi. Ecco perché per i passeggeri è fondamentale mantenere il distanziamento in ogni momento del viaggio in nave, soprattutto al momento dello sbarco, quando tutti si precipitano per uscire dalla nave".
Il commissario di bordo Aprea: "Sulle navi i virus circolano più facilmente, importante seguire alcune raccomandazioni"

Giuseppe Aprea, commissario di bordo, è intervenuto durante la diretta di Fanpage.it per gli ultimi aggiornamenti su hantavirus. "Su una nave i virus più comuni sono quelli respiratori o gastrointestinali, ma essendo un ambiente chiuso le persone presenti sono sempre le stesse, quindi i virus circolano più velocemente", ha spiegato.
"È importante non affollarsi all'uscita al momento dello sbarco ma mantenere il distanziamento", ha aggiunto Aprea a proposito delle raccomandazioni che dovrebbero seguire i passeggeri sulle navi per ridurre il rischiocontagio nel caso ci siano virus in circolazione.
L'infettivologo Grimaldi: "Quando andiamo all'estero, massima attenzione al contatto con gli animali"
Alessandro Grimaldi, direttore del reparto Malattie infettive dell’ospedale San Salvatore dell'Aquila, in diretta su Fanpage.it ha spiegato perché alcuni virus diffusi tra gli animali possono passare all'uomo: "Dobbiamo stare molto attenti, diverse malattie possono passare agli uomini anche dagli animali".
"Quando andiamo all'estero, soprattutto in paesi di cui non conosciamo l'ecologia, dobbiamo tenere a mente che il contatto con alcuni animali potrebbe trasmettere delle malattie. – ha osservato – Un tempo non venivano segnalate, ma abbiamo avuto già diversi casi, come accaduto con le zanzare o i pipistrelli".
Grimaldi: "In caso di nuove pandemie, il sistema ospedaliero potrebbe non essere pronto a livello organizzativo"
L'infettivologo Alessandro Grimaldi, in diretta su Fanpage.it per parlare di hantavirus, è intervenuta anche sulla situazione negli ospedali in Italia nel caso di una nuova emergenza pandemica. "Il Covid è stato uno tsunami e noi abbiamo scontato una serie di problemi importanti a livello sanitario. Non dico che adesso siano completamente scomparsi, sul piano know how credo saremo preparati", ha detto l'esperto.
"Invece, a livello organizzativo sono meno convinto, abbiamo ancora un problema di risorse, anche a causa di investimenti nel sistema ospedaliero che a mio avviso non sono ancora sufficienti. – ha aggiunto – Si dovrebbero destinare più investimenti nella sanità, piuttosto che in altre voci della spesa pubblica".
Grimaldi a Fanpage.it: "Importante fare di più per non farci trovare impreparati in caso di nuove epidemie"
L'infettivologo Alessandro Grimaldi, intervenuto in diretta su Fanpage.it per parlare di hantavirus, ha affrontato anche il tema del piano pandemico in Italia: "Fondamentale che i Paesi abbiano dei piani pandemici per monitorare e controllare anche i possibili vettori anche animali per intercettare e prevenire il rischio spillover dei virus da animali all'uomo".
"Dobbiamo cercare in tutti i modi di non cadere nella sindrome dello scampato pericolo del Covid, che tanto scampato non è stato se pensiamo a tutte le vittime che ha causato. Non dobbiamo abbassare la guardia, ma fare di più. Per esempio, facendo informazione e vaccinando laddove possibile per prevenire nuovi scenari simili".
E conclude: "Per questo è fondamentale potenziare la ricerca per avere nuovi vaccini moderni come quello che abbiamo prodotto per il SARS-CoV-2″.
L'infettivologo Alessandro Grimaldi a Fanpage.it: "Informare, senza creare panico"

Il Dottor Alessandro Grimaldi, direttore Reparto malattie infettive dell’ospedale San Salvatore dell'Aquila, è intervenuto su Fanpage.it nella diretta con gli ultimi aggiornamenti su hantavirus.
L'esperto ha spiegato: "Non dobbiamo esagerare né essere superficiali sulla situazione. È importante informare le persone, ma senza creare panico o allarme perché in questo momento non abbiamo problemi in Italia".
Pregliasco: "L'approccio One Health fondamentale per la nostra salute"
Intervenuto in diretta su Fanpage.it per parlare di hantavirus, il professor Fabrizio Pregliasco, virologo dell'Università Statale e Direttore sanitario dell’Irccs ospedale Galeazzi – Sant’Ambrogio di Milano, ha spiegato: "Oggi c'è una maggiore attenzione e possibilità di individuare agenti patogeni che oggi possiamo invece intercettare. L'approccio One Health permette di considerare la salute umana nell'ambito più generale della salute dell'ambiente, ma anche dei sistemi ecologici e dell'azione dell'uomo in questi ambienti".
Pregliasco a Fanpage.it: "Con ceppo Andes, forme più difficili e mortalità fino al 40%"
"La casistica non è enorme. Gli hantavirus hanno tre modalità per sviluppare problemi di salute. Il ceppo Andes, tipico del Sud America, causa una patologia più grave con maggiori difficoltà di approccio".
Lo ha detto il professor Fabrizio Pregliasco, virologo dell'Università Statale e Direttore sanitario dell’Irccs ospedale Galeazzi – Sant’Ambrogio di Milano, intervenuto in diretta su Fanpage.it.
"La mortalità va dal 20% al 40%. Ma credo che sia un tasso sovrastimato, perché molto probabilmente diversi casi non sono stati segnalati perché asintomatici, proprio come accadeva con il Covid", ha aggiunto.
Pregliasco: "Sintomi iniziali indistinguibili da molte altre condizioni e malattie"
Il professor Fabrizio Pregliasco, virologo dell'Università Statale e Direttore sanitario dell’Irccs ospedale Galeazzi – Sant’Ambrogio di Milano, è intervenuto in diretta su Fanpage.it per parlare di hantavirus. L'esperto ha spiegato che i "sintomi iniziali sono indistinguibili da molte altre condizioni e malattie".
"Nella fase iniziale delle infezioni di hantavirus è impossibile sospettare che si tratti di questo virus – ha aggiunto – Fortunatamente abbiamo i test, che sono uno strumento molto importante, sebbene non ci sia ancora una terapia consolidata né tanto meno un vaccino".
"In futuro, la nuova piattaforma m-RNA presa in considerazione da Moderna potrebbe portare a un vaccino. Magari non per tutta la popolazione, ma per le persone a rischio, potrebbe portare un'opportunità di protezione importante".
Pregliasco a Fanpage.it: "Passati i 42 giorni, situazione sarà rientrata"
"Qualche caso potrebbe ancora emergere per via del periodo di incubazione molto lungo. C'è da dire che su oltre 150 persone presenti sulla nave MV Hondius ad oggi solo 11 passeggeri sono risultati positivi ed diversi erano contatti ravvicinati. Ma direi che trascorsi i 42 giorni di osservazione di chi ha avuto quel fugace contatto con la moglie del caso indice, la donna deceduta a Johannesburg, potremmo dire molto probabilmente che la situazione sarà rientrata". A Fanpage.it il virologo Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario dell’Irccs ospedale Galeazzi – Sant’Ambrogio di Milano.
"I contatti in Italia risultano tutti negativi. Dobbiamo interpretare la circolare del ministero della Salute come uno strumento di precauzione", ha proseguito Pregliasco.
Pregliasco a Fanpage: "Situazione non allarmante, ma testa le capacità internazionali"

"La situazione non è drammatica, ma ci ricorda che le malattie infettive sono situazioni che possono tornare e testano le capacità internazionali. Se è un focolaio bisogna intervenire in modo tempestivo prima che la situazione diventi incontrollabile, com'è successo durante il Covid".
In diretta a Fanpage.it il professor Fabrizio Pregliasco, virologo dell'Università Statale e Direttore sanitario dell’Irccs ospedale Galeazzi – Sant’Ambrogio di Milano, ha commentato la situazione in atto.
Hantavirus, ministero della Salute: "In passato solo pochi casi sporadici collegati a contagi all'estero"
"Diversi studi hanno documentato la presenza nel Nord Italia di roditori sieropositivi per altri ceppi di hantavirus associati a febbre emorragica con sindrome renale (HFRS) o nefropatia epidemica (NE). In particolare, in Trentino sono stati rilevati anticorpi anti-Puumala virus (PUUV) nello 0,4% dei Clethrionomys glareolus e anti-Dobrava virus (DOBV) nello 0,2% degli Apodemus flavicollis9″, nella circolare diffusa l'11 maggio il ministero della Salute ha fatto il punto sulla presenza degli hantavirus in Italia. La specie di roditori selvatici ritenuta il principale serbatoio del virus Andes, quello che ha causato il focolaio sulla nave MV Hondius, non è invece presente in Italia. Si tratta di un'informazione importante in quanto il ceppo Andes è l'unico degli hantavirus per cui è stata documentata la possibilità di trasmettersi da persona a persona.
"In ambito umano, sono stati segnalati in Italia solo pochi casi sporadici di infezione da hantavirus, correlati a esposizione avvenuta all’estero o in aree transfrontaliere, principalmente sostenuti da PUUV e DOBV in contesti europei e associati al virus Sin Nombre (SNV) in alcuni casi importati dalle Americhe".
L'infettivologo Perrella a Fanpage.it: "Parlare di una nuova pandemia è fantamedicina"

Alessandro Perrella, direttore dell'Unità Operativa Complessa Malattie infettive emergenti all'ospedale Cotugno di Napoli, a Fanpage.it ha fatto il punto sugli 11 casi segnalati di infezione da Hantavirus Andes. L'esperto ha spiegato perché questo virus è molto diverso dal SARS-CoV-2: "Quando il virus infetta il sistema respiratorio, non ha una grandissima emissione di particelle di flugge (le cosiddette droplets) a differenze del SARS-CoV-2, e quando le ha, le ha in particolare nel soggetto sintomatico". È questo tratto del virus che dovrebbe rendere più facile il contenimento dei contagi, a differenza di quanto accaduto con il Covid: "Pensare che ci troviamo di fronte all'inizio di una nuova pandemia – spiega – è fantamedicina". Qui il link all'intervista completa.
Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie: "Il roditore dietro focolaio non è presente in Italia"
"Per quanto riguarda gli hantavirus in Europa, anche nel loro caso il serbatorio-animale è il roditore, ma parliamo di specie diverse da quello selvatico", come il colilargo (Oligoryzomys longicaudatus), che invece sembra essere il principale indiziato come fonte del focolaio di hantavirus sviluppatosi sulla nave MV Hondius. Questa specie in particolare non è infatti presente in Europa e in Italia. Lo ha spiegato ad Adn Kronos Giovanni Cattoli, direttore sanitario dell'Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie (IzsVe). Questa specie di roditori è infatti documentata come – si legge sulla circolare diffusa dal Ministero della Salute – il principale serbatoio naturale del ceppo Andes: "un roditore diffuso nelle regioni meridionali del Sud America, non presente, ad oggi, in Italia", ribadisce il ministero.
Sebbene diversi hantavirus siano presenti da tempo anche in Europa, solo il virus Andes è noto per potersi trasmettere da persona a persona, mentre gli altri possono infettare l'uomo, ma solo attraverso il contatto con roditori infetti.
Cdc: "Negli Stati Uniti nessun caso positivo, ma 41 persone sotto monitoraggio"
Secondo quanto riferiscono i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc) non ci sono casi di hantavirus negli Stati Uniti noti, ci sono 41 persone sotto monitoraggio, alle quali è stato consigliato di rimanere a casa ed evitare contatti con altre persone. I casi sotto osservazione sono i passeggeri recentemente rimpatriati dopo l'arrivo della nave da crociera MV Hondius e ora residenti in Nebraska e ad Atlanta, quelli che avevano già lasciato la nave e fatto ritorno a casa prima che venisse identificato il focolaio, mentre un terzo gruppo è dato dalle persone che potrebbero essere state esposte al virus durante eventuali viaggi e spostamenti, "in particolare sui voli in cui era presente un caso sintomatico", ha dichiarato ai giornalisti durante una conferenza stampa il dottor David Fitter, responsabile della gestione dell’emergenza hantavirus presso i CDC. L'agenzia ha ribadito che il rischio per la popolazione rimane basso.
Università di Pisa: "Contenuti su hantavirus aumentati del 500%, pericolo deriva infodemica"
In questi giorni le notizie sul focolaio di hantavirus sono state tra le più cercate in Italia e non solo. Secondo il Report infodemico per la sanità pubblica (RISP) realizzato dal Pisa Public Health Research Lab dell'Università di Pisa, pubblicato ieri, in una settimana (dal 6 al 12 maggio) la produzione di contenuti legati all'hantavirus è aumentata del 500% nell'arco di una settimana (6-12 maggio). Il report ha inoltre evidenziato il riemergere di fenomeni tipici della pandemia, tra cui le "centinaia di commenti negativi, spesso accompagnati da accuse di allarmismo" lasciati dagli utenti sotto post e video di virologi ed esperti di salute esposti a livello mediatico. Ma l'aspetto che preoccupa di più è l'emergere dei primi segnali di "deriva infodemica". Ne abbiamo parlato in questo articolo su Fanpage.it.
Nessun nuovo caso in Italia: 6 persone in isolamento oggi
Le sei persone presenti in Italia considerate potenziali contatti esposti all'hantavirus sono tutti negativi in base agli accertamenti virologici effettuati. Lo ha confermato il Ministero della Salute in una nota stampa martedì 13 maggio, l'ultimo aggiornamento ufficiale sulla situazione hantavirus in Italia.
Oltre alle quattro persone (tre italiani e un cittadino sudafricano) rientrati in Italia dopo aver viaggiato sul volo KLM Johannesburg-Amsterdam, in coincidenza per Roma, e dove per qualche minuto è salita anche la donna olandese deceduta poco dopo in un ospedale a Johannesburg, le autorità hanno effettuato i test necessari su due turisti presenti in Italia, anche loro risultati negativi. Si tratta del turista britannico rintracciato a Milano e posto in isolamento all'Ospedale Sacco, che era stato segnalato alle autorità italiane perché era tra i passeggeri dello stesso volo, e della turista argentina, ricoverata in terapia intensiva per una polmonite a Massina e proveniente da un'area endemica dell'Argentina.
11 contagi accertati, 3 morti: la situazione hantavirus ad oggi
Non ci sono state variazioni sul numero dei casi totali confermati di hantavirus nel mondo. Nell'ultimo bollettino del 13 maggio, il terzo Disease Outbreak News (DON) sul focolaio hantavirus, l'Organizzazione mondiale della salute (Oms) ha ribadito che finora sono stati segnalati un totale di 11 casi, otto confermati, due probabili e un caso inconclusivo (in attesa di ulteriori accertamenti). Il numero totale comprende i tre decessi registrati finora.
"Dall'ultimo DON pubblicato l'8 maggio – spiega l'Oms – sono stati segnalati altri due casi confermati in Francia e Spagna. Inoltre, si registra un risultato non conclusivo per un caso negli Stati Uniti d'America". Sono tutti passeggeri della MV Hondius. "Il rischio per la salute globale è basso", ha rassicurato il direttore generale, Tedros Adhanom Ghebreyesus, sebbene nelle nuove linee guida ufficiali per il monitoraggio dei possibili contatti l'Oms raccomanda l'isolamento dei contatti ad alto rischio per 42 giorni, tanto quanto potrebbe durare la fase di incubazione del virus.
Hantavirus, ultime notizie in diretta e situazione in Italia
Sono tutti negativi i sei possibili contatti a rischio contagio hantavirus rientrati in Italia. Risultati negativi anche per il turista britannico che è stato rintracciato in un B&b di Milano e trasferito all'Ospedale Sacco, ma dovrà rimanere in isolamento fino al 6 giugno. Così come sono risultati negativi i test per la turista argentina arrivata da una zona endemica dell'Argentina e ricoverata in terapia intensiva al Policlinico di Messina per una polmonite.
I sei contatti continuano comunque a essere in isolamento e sotto osservazione sanitaria, in base a quanto previsto dalla circolare diffusa l'11 maggio dal ministero della Salute, ma "il rischio connesso al virus resta molto basso in Europa e, dunque, anche in Italia", ha rassicurato il ministero. Le stesse rassicurazioni arrivano dall'Ecdc e dall'Oms, che intanto – ha fatto sapere nel bollettino del 13 maggio – sta conducendo le indagini per rintracciare l'origine del focolaio.