Hantavirus, sui social torna l’effetto Covid: critiche anche ai virologi tv, l’analisi dell’Università di Pisa

L’hantavirus è diventato in pochi giorni uno degli argomenti più discussi online, tra post sui social, ricerche online e video virali anche in Italia. La vicenda del focolaio sulla nave da crociera MV Hondius, seguita live, ha riportato al centro del dibattito temi già emersi durante la pandemia di Covid, in una conversazione che ha però assunto rapidamente toni polarizzati. A evidenziarlo è il Report infodemico per la sanità pubblica (RISP) realizzato dal Pisa Public Health Research Lab dell’Università di Pisa, che ha monitorato la dinamica informativa e le reazioni generate dal caso. Secondo l’analisi, la produzione di contenuti legati all’hantavirus è aumentata del 500% nell’arco di una settimana (6-12 maggio), senza filoni strutturati di disinformazione ma con i primi segnali di “deriva infodemica” alimentata dalla memoria del Covid-19.
“I volumi di contenuto sono guidati principalmente da testate e trasmissioni TV che, alla ricerca di engagement, tendono a sovradimensionare la reale portata epidemiologica del focolaio” precisa il rapporto. A caratterizzare la conversazione anche l’uso del tema da parte di creator, che lo utilizzano in chiave ironica o attraverso meme che richiamano lockdown e le abitudini pandemiche (“io che corro a comprare il lievito”, “si ricomincia”, quarantene, supermercati vuoti, ecc…). “In questi casi, l’hantavirus viene usato soprattutto come argomento in trend, capace di generare engagement e visibilità a beneficio dei profili personali o attività commerciali”.
Uno degli aspetti più evidenti riguarda i commenti a post e video pubblicati da virologi e professionisti sanitari più esposti mediaticamente durante la pandemia. Il report evidenzia anche come i contenuti dedicati a sintomi, mortalità o diffusione del virus generino “centinaia di commenti negativi, spesso accompagnati da accuse di allarmismo, riferimenti polemici alla gestione del Covid e da una forte sfiducia verso esperti, istituzioni sanitarie e media generalisti, accusati a loro volta di amplificare il caso per ottenere visibilità”.
Le ricerche online su sintomi, mappe e “quando preoccuparsi”
L’analisi dell’Università di Pisa rileva inoltre un forte aumento delle ricerche online legate all’hantavirus. Secondo i dati di Google Trends, gli utenti italiani cercano soprattutto informazioni sui sintomi, sulla presenza di casi in Italia e sulle possibili aree coinvolte, con particolare attenzione a termini come Roma e Toscana, tra le località indirettamente legate agli sviluppi della vicenda.
Tra le domande più frequenti associate al termine hantavirus compaiono query come “Quando preoccuparsi?” e “Dove si trova?”, un elemento che secondo il report riflette una fase di “allerta attiva” da parte del pubblico, alla ricerca di strumenti concreti per valutare il rischio sanitario.
Il documento sottolinea inoltre come la familiarità maturata durante la pandemia abbia modificato il modo in cui gli utenti cercano informazioni sulle emergenze sanitarie, aumentando l’attenzione verso mappe, numero dei contagi e aggiornamenti in tempo reale.