L’accordo ha retto e in commissione è stato approvato l’emendamento al decreto Scuola che disciplina il concorso per la regolarizzazione dei docenti precari. L’emendamento è stato firmato dal relatore del decreto, Luisa Angrisani del Movimento 5 Stelle, ed è stato approvato in commissione: ora il provvedimento è passato all’esame dell’Aula, dove è probabile che venga posta la questione di fiducia. L’accordo sui precari era stato discusso nella maggioranza e rispecchia la mediazione proposta dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Sulla base del testo, 32mila precari con almeno tre anni di professione saranno in cattedra dal primo settembre con un contratto a tempo determinato. Verranno scelti sulla base dell’anzianità e dei titoli. Poi ci sarà il concorso, con una prova scritta da tenere durante il prossimo anno scolastico, già a partire da settembre.

Come funzionerà il concorso

Il concorso si terrà durante l’anno scolastico 2020/2021 con quesiti a risposta aperta e non con risposte a crocette. Il concorso si supera con un voto di sette decimi. La prova si baserà sulle conoscenze didattiche, di metodo e sulle discipline di insegnamento, oltre che sulla lingua inglese. Si terrà, quindi, una prova scritta: i docenti idonei verranno inseriti in una graduatoria di merito e da lì avverrà il reclutamento con la valorizzazione dei titoli. Le prove si terranno dopo l’estate e l’immissione in ruolo dei vincitori ci sarà il primo settembre 2021. Chi vincerà il concorso, però, si vedrà retrodatare la nomina al settembre del 2020. Per l’anno scolastico che inizierà a settembre 2020 i docenti verranno assunti con contratto a tempo determinato sulla base delle graduatorie provinciali che verranno riaperte e aggiornate.

Quali docenti possono partecipare al concorso

Il concorso è riservato ai docenti precari con almeno tre anni di servizio nella scuola secondaria, anche sul sostegno, nel periodo che va dal 2008 al 2019. Se il docente in questione conclude il suo terzo anno di servizio nell’anno scolastico 2019/2020 potrà partecipare con riserva. Uno dei tre anni deve essere specifico sulla classe di concorso per cui partecipa. Possono partecipare docenti con tre anni di servizio anche nella scuola paritaria, ma in quel caso solo per l’abilitazione. Per gli insegnanti di sostegno è necessaria anche la specializzazione.

La polemica interna al Pd sui precari della scuola

Nonostante l’accordo di maggioranza, c’è chi nel Pd definisce sbagliato il compromesso. Così Francesco Verducci, senatore dem, ha presentato alcuni emendamenti per la stabilizzazione dei precari che non sono stati approvati e ha votato contro quello della relatrice. Il deputato del Pd, Matteo Orfini, commenta amareggiato: “Gli emendamenti del senatore Verducci sono stati bocciati. Vi devo chiedere scusa. Scusa per una ministra che ritiene il precariato una colpa dalla quale i precari si devono emendare. Scusa per un partito, il mio, che ancora una volta ha sacrificato una battaglia di principio a un accordo di maggioranza al ribasso. E ha bocciato emendamenti che aveva presentato solennemente. Peraltro lo ha fatto senza alcuna discussione in nessun organismo dirigente. Scusa perché oltre alla condizione di precariato in cui vivete siete stati lasciati per giorni in una condizione di precarietà ulteriore, quella della mancanza di informazione. Avrei voluto davvero ottenere di più. E non ci sono riuscito. Mi dispiace”.