Qualcuno parla di lui come possibile candidato sindaco a Reggio Calabria. Così Massimo Ripepi, consigliere comunale di Fratelli d’Italia e pastore di un movimento cristiano, ci tiene alla sua immagine. E non gli fa di certo piacere se una giornalista riporta i suoi guai giudiziari. Il problema è che Ripepi non vuole proprio accettare quanto scritto da Caterina Tripodi, giornalista del Quotidiano del Sud, e così si scaglia contro di lei definendola “figlia di satana”. E scatenando gli insulti e le minacce da parte dei suoi seguaci nei confronti della cronista. Ripepi, infatti, è una guida spirituale, in questo movimento cristiano in cui gli adepti lo definiscono “papà”.

Ripepi è anche consigliere comunale e potrebbe essere tra i papabili per la corsa alla poltrona di sindaco di Reggio Calabria. In un pezzo sul Quotidiano del Sud vengono ricordati i suoi piccoli guai giudiziari, come l’ammonimento orale per stalking ai danni di una ex adepta e un processo per diffamazione. Dopo questo articolo, però, Ripepi lancia una vera e propria crociata contro Tripodi, quella che per lui è la “figlia di Satana”, il cui compito, dopo essere stata addirittura reclutata dal demonio, è quello di “distruggere Massimo Ripepi perché Dio lo vuole sindaco per cambiare una città gestita dai figli di Satana”.

Le parole di Ripepi vengono ripetute dai suoi adepti, che si scagliano anche loro contro la giornalista con minacce e insulti. Lui si ritiene una vittima, racconta di essere “al centro di una gogna mediatica” e si dice “preparato per questo combattimento”. Lanciando così il suo avvertimento: “Quando non sarò più segretario di questo partito scenderò in piazza a dire l’indicibile: quando non avrò più la responsabilità di Fratelli d’Italia, questi si devono preoccupare, farò in modo che tutta questa gogna mediatica serva per innalzare Gesù Cristo”.