Per eleggere il nuovo presidente della Commissione Affari Costituzionali in Senato serve l’ok di Arianna Meloni
Finito il repulisti al governo post-referendum, completata la rosa dei nuovi sottosegretari, trovata la quadra sulle poltrone delle grandi partecipate di Stato, ora il faro delle nomine si sposta sul parlamento, in particolare sul Senato. A palazzo Madama infatti c'è da sostituire l'ormai ex presidente della Commissione Affari Costituzionali, il meloniano Alberto Balboni, promosso al ruolo di sottosegretario alla Giustizia.
Il posto alla guida dell'organismo parlamentare spetta a Fratelli d'Italia. La votazione dovrebbe avvenire la prossima settimana, ma la quadra ancora non c'è. I due principali papabili sono i senatori di Fdi Marco Lisei e Andrea De Priamo, entrambi però già presidenti di due commissioni d'inchiesta bicamerali: Lisei quella sul Covid, De Priamo quella sulla scomparsa di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori. Non sarebbe solo questo l'ostacolo per trovare una soluzione Secondo quanto rivelato a Fanpage.it da fonti interne a palazzo Madama, per arrivare alla nomina servirebbe il semaforo verde di Arianna Meloni, sorella della premier e responsabile della segreteria politica del partito della Fiamma.
Ma cosa c'entra Arianna Meloni con l'elezione del presidente della Commissione parlamentare di un ramo del parlamento, dove lei non ha incarichi? A quanto apprende Fanpage.it, a suscitare l'interesse della dirigente di Fdi non sarebbe tanto il ruolo cruciale della Affari Costituzionali nei lavori parlamentari (da qui dovrebbe passare, tra l'altro, l'esame della nuova legge elettorale ora in discussione alla Camera). L'attenzione della sorella della premier sarebbe dovuta soprattutto alla volontà di tutelare il ruolo di una persona, che oggi è ufficialmente – l'avverbio è cruciale, vedremo perché – in forza nella segreteria del presidente uscente della Commissione Balboni.
Un carabiniere in Senato
Il soggetto in questione si chiama Diego Ruocco, un ufficiale dei Carabinieri in comando presso il Senato da giugno 2024 e inserito nell'organico segreteria del presidente della Commissione Affari Costituzionali a gennaio 2025. Dicevamo che questa è la sua posizione ufficiale a palazzo Madama, secondo quanto risulta a Fanpage.it, ma anche dallo stesso profilo Linkedin dello stesso Ruocco. Eppure, quando lo abbiamo cercato al numero fisso interno della Commissione, la persona che ci ha risposto è sembrata cadere dalle nuvole e ci ha detto che nella segreteria della presidenza "non c'è nessun Diego Ruocco".
Insomma, sembrerebbe che il carabiniere sia stato inserito nello staff della Commissione Affari Costituzionali (con tanto di stipendio pagato dal Senato), ma a chi lavora presso l'organismo parlamentare non risulti esercitare lì alcuna funzione. Nei corridoi del palazzo si dice, invece, che lo si vede più spesso al seguito della senatrice Giovanna Petrenga, eletta con Fratelli d'Italia e poi "distaccata" nel gruppo di Civici con l'Italia/Noi Moderati/Maie, la quarta gamba della maggioranza. Con Petrenga, Ruocco condivide la provenienza geografica, dalla provincia di Caserta.
Va bene, ma cosa c'entra Arianna Meloni con tutta questa storia? Non risulta un'affiliazione politica di Ruocco a Fratelli d'Italia. Anzi, nel 2022 l'ufficiale dell'Arma è stato candidato alle politiche con Italexit di Paragone. Sarebbero da cercare altrove i motivi dell'interessamento della maggiore delle sorelle Meloni per salvaguardare il posto di lavoro dell'uomo, anche dopo il cambio al vertice della Commissione Affari Costituzionali, almeno a quanto raccontano fonti del Senato Madama a Fanpage. E cioè nel rapporto stretto da Arianna con la pubblico ministero di Santa Maria Capua Vetere Annalisa Imparato.
Imparato è salita all'onore delle cronache nelle settimane di campagna elettorale per il referendum sulla giustizia, dove ha rappresentato il volto dei magistrati che dicevano Sì alla riforma Nordio, poi bocciata nelle urne. Pochi mesi prima, a dicembre 2025, era stata sul palco di Atreju insieme ad Arianna Meloni, nel corso di un panel sulla parità di genere. Ancor prima, nell'estate 2024, era stata al centro delle critiche dei colleghi dell'Anm, per aver detto che "non si sarebbe stupita" se fosse uscito un fascicolo d'indagine sulla sorella della premier. Un'ipotesi in quei giorni paventatada un articolo di Alessandro Sallusti e rilanciata in chiave anti-magistrati da Fratelli d'Italia, ma mai poi verificatasi nella realtà.
Oltre ai legami con Arianna, di Annalisa Imparato si registrerebbe una lunga conoscenza professionale con Diego Ruocco. L'ufficiale infatti ha svolto in passato il ruolo di comandante del Primo Nucleo Investigativo di Caserta, portando a termine importanti e meritorie inchieste sulla criminalità organizzata. Come noto, le indagini sul territorio della provincia di Caserta sono di competenza della procura di Santa Maria Capua Vetere, dove presta servizio la pm Imparato. Sul web si trova traccia anche di diversi convegni a cui hanno partecipato insieme come relatori Ruocco e Imparato, l'ultimo solo pochi giorni fa.
Ecco quindi che – raccontano le fonti a Fanpage.it – da questa catena di rapporti sarebbe nato l'interessamento di Arianna Meloni per la posizione di Ruocco in Senato. E la richiesta di garanzie, prima di dare il via libera alla scelta del nuovo presidente in quota Fratelli d'Italia nella Commissione Affari Costituzionali. Chiunque sarà il prescelto, dovrà garantire che l'ufficiale in comando presso palazzo Madama posso mantenere il suo ruolo nella segreteria di presidenza.
La replica di Diego Ruocco
Dopo la pubblicazione dell'articolo, abbiamo ricevuto una lettera dall'avvocato Rocco Curcio, nell'interesse del Tenente Colonnello Diego Ruocco. Pubblichiamo qua integralmente il testo
In relazione all'articolo pubblicato in data 24 aprile 2026, dal titolo "Per eleggere il nuovo presidente della Commissione Affari Costituzionali in Senato serve l'ok di Arianna Meloni', apparso sulla testata online Fanpage.it, si rileva la presenza di plurime affermazioni gravemente inesatte, suggestive e lesive dell'onore, del decoro professionale e della reputazione istituzionale del Ten. Col. Diego Ruocco.
Senza entrare nel merito delle valutazioni politiche contenute nell'articolo, ciò che rileva in questo sede è la non veridicità delle informazioni riferite al ruolo, alla posizione amministrativa e alle funzioni svolte dall'Ufficiale dell'Arma dei Carabinieri. Il Ten. Col. Diego Ruocco presta servizio "in comando" presso il Senato della Repubblica in forza di regolari determinazioni adottate dalle competenti Amministrazioni, secondo le ordinarie procedure previste dall'ordinamento.
Tale collocazione è frutto di valutazioni esclusivamente istituzionali, basate sul profilo professionale dell'Ufficiale, sulle competenze possedute e sull'utilità funzionale del suo impiego presso l'organo richiedente. È pertanto destituita di ogni fondamento l'insinuazione secondo cui la nomina del futuro Presidente della Commissione Affari Costituzionali sarebbe subordinata alla necessità di ‘salvaguardare il posto di lavoro' del predetto Ufficiale.
Si tratta di rappresentazione arbitraria. priva di riscontro normativo e soprattutto fattuale, essendo l'Ufficiale in posizione di Comando già determinata fino al termine della XIX Legislatura. Tuttavia, quanto rappresentato può generare -chiaramente- nel lettore una percezione falsa di indebiti privilegi o di interferenze personali nella libera determinazione da parte delle Pubbliche Amministrazioni.
L'istituto del comando presso altra amministrazione è disciplinato dalla normativa vigente e non dipende da avvicendamenti politici contingenti, salvo specifici e formali provvedimenti adottati dagli organi competenti. Qualsiasi diversa ricostruzione integra una narrazione suggestiva e fuorviante.
Parimenti lesiva è l'espressione riferita allo "stipendio pagato dal Senato", formulata con evidente sottinteso denigratorio. Il trattamento economico del personale comandato presso altra amministrazione è regolato dalla legge e costituisce ordinaria conseguenza del relativo assetto organizzativo. Nessun vantaggio indebito, anomalia o beneficio extra ordinem è mai stato riconosciuto al Ten. Col. Ruocco.
Ugualmente censurabili risultano i riferimenti a presunti rapporti personali, geografici o professionali con parlamentari o magistrati, evocati senza alcun serio interesse pubblico concreto e mediante accostamenti insinuanti, privi di riscontri oggettivi e idonei soltanto a ledere il prestigio del destinatario. Si contesta inoltre la veridicità delle ulteriori affermazioni relative a convegni, relazioni pubbliche e presenze professionali attribuite al Ten. Col. Ruocco, non risultando le stesse suffragate da adeguata verifica giornalistica né da documentazione certa.
È principio consolidato che il diritto di cronaca trovi tutela esclusivamente ove concorrano i requisiti della verità dei fatti, della continenza espressiva e della rilevanza pubblica della notizia. Nel caso di specie, tali presupposti appaiono gravemente compromessi. Si sottolinea, altresì, che l'articolo in oggetto ha minato grandemente la reputazione professionale dell'Ufficiale, non escludendo che lo stesso possa pregiudicare irrimediabilmente lo sviluppo di carriera. di un'Istituzione che pone al centro l'immagine propria e del proprio personale.