
Il presidente Donald Trump ha dichiarato di non avere intenzione di usare armi nucleari contro l'Iran: "Perché dovrei usarle quando abbiamo decimato Teheran in modo convenzionale? A nessuno dovrebbe essere consentito utilizzarla". Poi sull'accordo con l'Iran ha sottolineato: "Voglio un accordo che duri, non ho fretta". Secondo la Cnn, le forze armate statunitensi stanno preparando piani di emergenza per colpire le difese iraniane nello stresso di Hormuz se dovesse saltare il cessate il fuoco. Secondo Axios, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie ha disseminato altre mine nello Stretto. Il cessate il fuoco tra Israele e Libano è stato esteso di tre settimane. Reuters: "Pentagono ipotizza sospensione Spagna da Nato dopo il no alla guerra in Iran". Meloni vede presidente del Libano, Trump ha annunciato di voler incontrare i leader di Israele e Libano nelle prossime due settimane per definire un accordo di pace permanente entro l'anno.
Petroliera arrivata al terminal di Bassora, in Iraq
Una petroliera è arrivata oggi ai terminal petroliferi dell'Iraq nella provincia meridionale di Bassora. Lo ha dichiarato un funzionario delle autorità portuali all'Afp. Si tratta del secondo annuncio di questo tipo dall'interruzione, dovuta al conflitto, dello Stretto di Hormuz. L'ufficio stampa delle autorità portuali ha affermato che "i porti iracheni stanno ricevendo nuove petroliere" e sono "impegnati a fornire i migliori servizi marittimi a tutte le navi commerciali e petrolifere in arrivo". Il funzionario ha riferito all'Afp che l'Iraq "ha ricevuto una sola petroliera" venerdì, e un video condiviso dalle autorità portuali mostrava una nave con il nome Helga.
L'incontro di Araghchi con gli USA verrà valutato dopo bilaterale con Pakistan
"La possibilità di un incontro trilaterale con gli Stati Uniti verrà valutata dopo il nostro faccia a faccia con Abbas Araghchi". Lo ha reso noto ad Axios un funzionario pakistano, precisando che i colloqui con il ministro iraniano, in programma oggi e domani a Islamabad, si concentreranno sul rilancio dei negoziati con l’amministrazione del presidente Donald Trump.
Secondo le stesse fonti, Araghchi dovrebbe poi proseguire il suo viaggio verso Muscat, in Oman, e successivamente a Mosca, rendendo incerta la tempistica di un eventuale incontro con gli emissari statunitensi. Due fonti indicano tuttavia che un faccia a faccia potrebbe tenersi lunedì, dopo che Jared Kushner e Steve Witkoff avranno condotto separati colloqui bilaterali con i mediatori pakistani.
Trump: "L'Iran vuole presentare offerta che soddisfi nostre richieste"
L'Iran vuole presentare un'offerta che possa soddisfare le richieste degli Stati Uniti. Lo ha dichiarato il presidente americano Donald Trump alla Reuters, citata da Sky News, aggiungendo che i funzionari statunitensi che stanno negoziando con l'Iran hanno ora a che fare con "le persone attualmente al comando".
Media: "Il ministro degli Esteri iraniano è arrivato a Islamabad"
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è arrivato a Islamabad, dove si terrà nel fine settimana un secondo round di negoziati indiretti con gli Usa. Lo scrivono i media pachistani. Araghchi è accompagnato da una piccola delegazione e dovrebbe incontrare il primo ministro del Pakistan Shehbaz Sharif e il maresciallo di Campo Generale Syed Asim Munir.
Casa Bianca, cessate il fuoco in Libano prova del lavoro di Trump
La Casa Bianca ha definito il prolungamento del cessate il fuoco tra Israele e Libano "un'altra vittoria per il mondo e per gli Stati Uniti". "Ed è ancora una volta la prova che il presidente Trump e il suo team stanno facendo un lavoro straordinario nel negoziare la pace in tutto il mondo", ha detto la portavoce Karoline Leavitt, parlando a Fox News.
Media Teheran: "Araghchi non ha in agenda incontro con gli USA"
"Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi non terrà alcun negoziato con gli americani a Islamabad". Lo ha riferito l’agenzia di stampa iraniana Tasnim, citando una dichiarazione ufficiale che accusa i media statunitensi di diffondere notizie false sul presunto nuovo ciclo di colloqui. La Casa Bianca ha confermato la partenza per il Pakistan degli inviati speciali americani, Steve Witkoff e Jared Kushner. Nel comunicato, intitolato "I media americani mentono ancora", si afferma che "funzionari e media statunitensi inventano storie su nuovi contatti da oltre dieci giorni" e che un negoziato con Washington "non è attualmente all’ordine del giorno". Secondo la stessa fonte, Araghchi discuterà invece con le autorità pakistane le "valutazioni dell’Iran sulla fine della guerra".
Casa Bianca: "Visti progressi da parte dell'Iran"
Gli Stati Uniti "hanno constatato negli ultimi giorni alcuni progressi da parte dell'Iran e sperano che ulteriori progressi siano realizzati durante i colloqui di questo fine settimana". Lo ha dichiarato la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt.
Casa Bianca: "Jd Vance in Pakistan solo se necessario"
"Vedremo cosa hanno da dire gli iraniani". Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, parlando a Fox News alla vigilia della partenza per Islamabad degli inviati di Donald Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner. A proposito dell'assenza di Jd Vance: "il vicepresidente, per quanto ne so, è in standby e sarebbe disposto a essere inviato in Pakistan se ritenessimo necessario un impiego del suo tempo".
La Casa Bianca: "Gli inviati di Trump domani partiranno per il Pakistan"
Gli inviati di Donald Trump Steve Witkoff e Jared Kushner partono per il Pakistan domani. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, in un'intervista a Fox News. Secondo Cnn inoltre, il vicepresidente JD Vance sarà pronto a recarsi a Islamabad qualora i colloqui dovessero progredire.
Witkoff e Kushner si recheranno in Pakistan nei prossimi giorni
L'inviato della Casa Bianca, Steve Witkoff, e Jared Kushner, dovrebbero recarsi in Pakistan nei prossimi giorni per incontrare il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi. Lo ha riferito il sito d'informazione Axios, citando due funzionari statunitensi. Araghchi è atteso stasera a Islamabad, prima tappa di un tour diplomatico che lo vedrà impegnato successivamente a Muscat, in Oman, e poi a Mosca.
Dall'inizio della guerra in Libano 2.491 morti e 7.719 feriti
Secondo il Ministero della Salute libanese, il bilancio delle vittime dall'inizio degli scontri tra l'esercito israeliano e Hezbollah, il 2 marzo, è salito a 2.491 morti e 7.719 feriti.
Media: "Araghchi non vedrà gli Usa ma consegnerà le proposte"
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, non vedrà gli americani durante la visita a Islamabad, presentata come tappa di una missione che lo porterà anche a Muscat e Mosca. Lo ha riferito l'agenzia Reuters. Secondo l'agenzia, Araghchi non ha in programma di incontrare funzionari statunitensi. La visita saraà breve e ha lo scopo di esaminare le proposte dell'Iran per i negoziati con gli Stati Uniti, che il Pakistan trasmetterà a Washington in qualità di mediatore.
Media: "Trump invierà Witkoff e Kushner in Pakistan"
Il presidente statunitense Donald Trump "invierà Steve Witkoff e Jared Kushner per i colloqui in Pakistan con il ministro degli Esteri iraniano". A riferirlo è la Cnn, citando due funzionari statunitensi.
Netanyahu: "Stiamo cambiando il volto del Medio Oriente, piena cooperazione con Trump"
"Vi avevo promesso che avremmo cambiato il volto del Medio Oriente, ed è esattamente quello che stiamo facendo. Innanzitutto, per quanto riguarda l'Iran: ho avuto un'ottima conversazione con il presidente Trump. Sta esercitando una pressione molto forte sull'Iran, sia economicamente che militarmente. Stiamo operando in piena cooperazione". Lo ha detto il premier israeliano Benyamin Netanyahu in un video.
Consigliere Khamenei: "Il mondo sentirà il rumore delle ossa rotte degli Usa"
Il mondo sentirà presto il clangore delle ossa degli Stati Uniti spezzate dall'Iran nel Golfo Persico. Ad assicurarlo è stato Mohsen Rezaee, consigliere militare dall'ayatollah Mojataba Khamenei "L'Iran è unito, coeso e monolitico, mentre gli Stati Uniti sono afflitti da confusione e da continui errori strategici", ha scritto su X. "Grazie alla mano potente dei valorosi figli dell'Iran e le file compatte della nazione, il suono delle ossa spezzate del potere americano risuonerà agli orecchi del mondo dal Golfo Persico e dal Mar di Oman", ha aggiunto.
Per Hormuz pronta anche una fregata italiana oltre ai cacciamine
C'è anche una fregata tra i mezzi approntati dalla Difesa, attualmente in porto in Italia, disponibili ad essere inviati nel caso di un eventuale intervento di bonifica con due cacciamine e una nave logistica nello Stretto di Hormuz. Affinché si verifichi l'invio – che avverrà solo in sicurezza – saranno necessarie tre condizioni: una tregua, quindi la cessazione delle ostilità nella stessa area, un mandato internazionale e infine l'autorizzazione del Parlamento. Lo si apprende da fonti informate.
Tre portaerei USA per la prima volta da decenni contemporaneamente in Medio Oriente
"Per la prima volta da decenni, tre portaerei operano contemporaneamente in Medio Oriente". È quanto conferma il Comando centrale Usa (Centcom). In un post su X viene precisato che con la Uss Abraham Lincoln, la Uss Gerarld R. Ford e la Uss George H.W. Bush si contano "oltre 200 velivoli e 15.000" unità.
Ursula von der Leyen: "Con la guerra la nostra spesa per i combustibili aumentata di 25 miliardi di euro"
"Dopo 54 giorni di conflitto in Medio Oriente, l'impatto è tangibile. Dall'inizio di questo conflitto, la nostra spesa per i combustibili fossili importati è aumentata di oltre 25 miliardi di euro". Lo ha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nella conferenza stampa al termine del Consiglio europeo informale a Nicosia, Cipro. "La strategia a medio termine di cui abbiamo discusso nelle ultime settimane e negli ultimi mesi è molto chiara: dobbiamo ridurre la nostra eccessiva dipendenza dai combustibili fossili importati, perché ci rendono vulnerabili alle crisi, e dobbiamo potenziare le nostre fonti energetiche interne, economiche e pulite, ovvero tutte le forme di energia rinnovabile e, naturalmente, il nucleare come fonte di base", ha aggiunto. "Entrambe le fonti energetiche ci garantiscono indipendenza e stabilità. Sono prodotte qui nell'Unione Europea e sono più economiche" ha concluso von der Leyen.
Von der Leyen: "Ridurre dipendenza da stretto Hormuz"
"Siamo pronti a collaborare con i Paesi del Golfo per diversificare le infrastrutture per l'esportazione, riducendo la dipendenza dal solo collo di bottiglia dello Stretto di Hormuz". Lo ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen in una conferenza stampa al termine del Consiglio europeo informale a Cipro. "È giunto il momento di promuovere progetti di connettività promettenti come l'IMEC, il corridoio economico India-Medio Oriente. – ha proseguito – gli eventi del mese scorso ci hanno insegnato una dura verita': la nostra sicurezza non è solo correlata, è intrinsecamente legata. Una minaccia a una nave mercantile nello Stretto di Hormuz equivale a una minaccia a una fabbrica, ad esempio, in Belgio".
Costa: "Dalla guerra in Iran conseguenze disastrose per le persone e per l'economia globale"
"La guerra in Medio Oriente ha già avuto conseguenze disastrose per le persone, per le infrastrutture e per l'economia globale, e con ogni giorno che passa senza una soluzione, la situazione non fa che peggiorare". Lo ha dichiarato il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, in conferenza stampa al termine del Consiglio europeo informale a Nicosia, Cipro. "La situazione attuale evidenzia chiaramente quanto la sicurezza dell'Europa sia strettamente legata a quella del Medio Oriente e quanto sia diventata vitale la nostra cooperazione in materia di sicurezza e difesa", ha sottolineato Costa.
Iran, von der Leyen: "Obiettivo negoziare fine duratura guerra"
"Il nostro obiettivo comune è ora quello di negoziare una fine duratura della guerra, che include il ripristino della piena e permanente libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz". Lo ha detto la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen nella conferenza stampa al termine del Consiglio europeo informale a Nicosia. "Senza entrambi, – ha aggiunto – è altrettanto chiaro che qualsiasi accordo di pace dovrà affrontare il programma nucleare e missilistico balistico iraniano. Gli eventi delle ultime sette settimane hanno dimostrato il reale pericolo che un Iran dotato di armi nucleari possa isolare il mondo".
Israele: "Hezbollah ha abbattuto nostro drone nel sud del Libano"
L'esercito israeliano ha fatto sapere che uno dei suoi droni è stato abbattuto da Hezbollah nel sud del Libano. "Poco fa, un velivolo a pilotaggio remoto delle forze armate è stato abbattuto nel sud del Libano in seguito al lancio di un piccolo missile terra-aria da parte dell'organizzazione terroristica Hezbollah", si legge in una nota dell'Idf, che sta conducendo un'indagine in merito.
Hegseth: "Colloqui di Francia e Gb su Hormuz chiacchiere inutili"
"Chiacchiere inutili". Così Pete Hegseth ha liquidato le discussioni tra quasi 50 paesi, ospitate la scorsa settimana a Parigi da Francia e Gran Bretagna, su come ristabilire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. "So che ci sono molte discussioni, avete visto la conferenza – che definirei sciocca – che si è tenuta in Europa la settimana scorsa, dove si sono riuniti per parlare di parlare, di fare forse qualcosa in futuro, quando le cose saranno sistemate. Non si tratta ancora di sforzi seri" ha detto, aggiungendo: "L'Europa e l'Asia hanno beneficiato della nostra protezione per decenni, ma il tempo di approfittarne gratuitamente è finito".
Iran International, Ghalibaf lascia i negoziati per disaccordi interni
Il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, capo della squadra negoziale iraniana con gli Stati Uniti, si è dimesso per i disaccordi interni. Lo riporta Iran International in un'esclusiva. Ghalibaf è stato criticato per aver tentato di includere la questione nucleare nei colloqui con Washington ed è stato costretto a dimettersi. La figura intransigente Saeed Jalili, rappresentante ultraintegralista della Guida Suprema presso il consiglio supremo di sicurezza nazionale, potrebbe sostituirlo, scrive Iran International, mentre anche il ministro degli Esteri Abbas Araghchi cerca di assumere la guida dei colloqui.
Media Teheran confermano: "Araghchi in missione a Islamabad, Muscat e Mosca"
Il ministro degli Esteri iraniano Ababs Araghchi si recherà in visita a Islamabad. Lo ha confermato l'agenzia di stampa iraniana Irna, dopo che fonti pachistane avevano dato notizia di un suo arrivo a Islamabad in giornata. La stessa Irna precisa che Araghchi si recherà anche a Muscat e a Mosca, mentre non viene specificato se in occasione di queste visite incontrerà anche rappresentanti americani.
La Svizzera riapre gradualmente l'ambasciata a Teheran.
Il governo svizzero ha dichiarato di star riaprendo gradualmente la propria ambasciata in Iran e di aver inviato sul posto una piccola delegazione di diplomatici questa settimana. L'ambasciata a Teheran è stata temporaneamente chiusa l'11 marzo per motivi di sicurezza legati alla guerra tra Stati Uniti e Israele. La Svizzera, che da tempo persegue una politica di neutralità armata, ha sospeso tutte le nuove licenze di esportazione di armi verso Stati Uniti e Israele e ha limitato il proprio spazio aereo alle operazioni militari statunitensi.
L'esercito israeliano ha emesso un ordine di evacuazione per una città nel sud del Libano
Secondo Reuters, l'esercito israeliano ha emesso un ordine di evacuazione per la città di Deir Amess, nel Libano meridionale, a nord di quella che definisce la "zona di sicurezza", in quanto è previsto un attacco in quella zona.
Emirati: "Ci vorrà un'eternità per ricostruire fiducia con l'Iran"
Ricostruire la fiducia tra Abu Dhabi e Teheran richiederà "eternità", ha dichiarato il consigliere presidenziale degli Emirati Arabi Uniti, Anwar Gargash, dopo che l'Iran ha preso di mira gli Emirati Arabi Uniti durante il conflitto in Medio Oriente. "Non puoi essere attaccato con 2.800 missili e droni e poi parlarmi di fiducia. Ci vorrà un'eternità", ha detto Gargash a una Conferenza di politica mondiale nella città di Chantilly, vicino a Parigi, mentre i colloqui di pace per porre fine alla guerra scatenata a fine febbraio dagli attacchi israeliani e statunitensi contro l'Iran sono in bilico.
Hegseth: “Teheran ha opportunità storica di un accordo serio o colpiremo di nuovo"
Il segretario alla Difesa americano, Pete Hegseth, è tornato a chiedere a Teheran di cogliere l'occasione di un'intesa con gli Stati Uniti. "L'Iran ha un'occasione storica di fare un accordo serio", ha detto nel corso di una conferenza stampa. In mancanza di un'intesa, ha ribadito il segretario alla difesa, l'esercito americano è pronto a colpire di nuovo. "Abbiamo tutto il tempo del mondo, come ha detto il presidente Trump", ha aggiunto Hegseth. "L'Iran non avrà l'atomica", ha poi ribadito.
Netanyahu rivela si essere guarito da tumore alla prostata: "Grazie a Dio, ho sconfitto anche questo"
“Ho avuto un piccolo problema medico alla prostata che è stato trattato completamente. Grazie a Dio, è alle mie spalle” così il Premier israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato oggi pubblicamente di essere guarito da un tumore alla prostata scoperto in fase precoce durante alcuni controlli di routine. La malattia e la radioterapia risalirebbe a diversi mesi fa ma per tutto il tempo il 76enne Premier israeliano ha tenuto segreta la vicenda per evitare ripercussioni sulla guerra in Iran.