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Tra sette giorni l’Italia sarà il Paese europeo in cui il gasolio costerà di più

Il 1° maggio scadrà il taglio delle accise temporaneo varato dal governo Meloni. Lo sconto di 24,4 centesimi su benzina e gasolio, pur criticato da tecnici ed economisti, ha avuto un effetto parziale sui prezzi. Se sparirà di colpo, il costo del diesel alla pompa diventerà il più alto in Europa: oltre 2,30 euro al litro. Rinnovare il taglio, però, costerebbe moltissimo.
A cura di Luca Pons
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Il taglio delle accise sui carburanti sta per arrivare al termine. Il governo Meloni lo aveva rinnovato fino al 30 aprile, dunque dal 1° maggio 2026 il prezzo di benzina e diesel tornerà quello ordinario.

Considerando che il taglio vale 24,4 centesimi, i prezzi alla pompa del diesel potrebbero diventare i più alti in tutta Europa: la Super costerebbe circa 1,98 euro al litro, mentre il gasolio potrebbe andare a oltre 2,30 euro al litro. Gli esperti consigliano di cancellare il taglio, ma non sarà semplice per il governo prendere questa decisione.

Quanto costano oggi benzina e diesel, il confronto Italia-Ue

Fare una previsione precisa sui prezzi è impossibile. Da qui a una settimana, quando il taglio delle accise smetterà di avere effetto, il prezzo dei carburanti potrebbe cambiare molto. Nelle ultime settimane c'è stato un calo, anche a causa delle reazioni del mercato alla tregua raggiunta in Iran. Oggi, per esempio, la benzina costa in media 1,736 euro al litro. Il diesel è a 2,062 euro al litro. Si parla sempre di self service e fuori dalle autostrade, dove le tariffe si alzano di circa cinque centesimi.

Il ministero delle Imprese ha rivendicato che dall'inizio della guerra in Iran l'Italia è "il Paese con la crescita più contenuta dei prezzi dei carburanti tra le principali economie europee". Questo in realtà è in buona parte dovuto al taglio delle accise, che ha tenuto i prezzi artificialmente più bassi. Tra le grandi economie a cui fa riferimento il governo, solo la Spagna ha fatto lo stesso.

È vero, comunque, che al momento con il taglio delle accise in vigore i prezzi in Italia sono nella media europea, o anche leggermente più bassi. La media della benzina calcolata dalla Commissione europea al 20 aprile era di 1,827 euro al litro. Quella del gasolio a 2,007 euro al litro. Ovvero, già oggi la media è più bassa del prezzo italiano (mentre invece la media nei Paesi che usano l'euro è quasi identica al dato dell'Italia).

La mappa dei prezzi del gasolio nell’Unione europea, aggiornata al 20 aprile. Fonte: Commissione europea
La mappa dei prezzi del gasolio nell’Unione europea, aggiornata al 20 aprile. Fonte: Commissione europea
La mappa dei prezzi della benzina nell’Unione europea, aggiornata al 20 aprile. Fonte: Commissione europea
La mappa dei prezzi della benzina nell’Unione europea, aggiornata al 20 aprile. Fonte: Commissione europea

Quanto aumentano i prezzi se il governo non rinnova il taglio delle accise

Il problema è cosa succederebbe se di colpo il taglio delle accise sparisse. Le accise hanno un effetto immediato sui prezzi del carburante. Dunque, approssimando, si può stimare che se oggi le imposte tornassero a pieno regime la benzina costerebbe circa 1,98 euro al litro. Il gasolio, invece, salirebbe fino a 2,30 euro al litro.

Sarebbe un colpo per entrambi, ma il diesel in particolare schizzerebbe a un livello che, ad oggi, non si registra da nessuna parte. Nei Paesi Bassi il costo è a 2,29 euro al litro, ed è il prezzo più alto in assoluto. In Francia il gasolio costa 2,24 euro al litro, in Germania 2,13 euro, in Spagna 1,80 euro al litro.

Insomma, l'Italia si troverebbe a passare di colpo da un prezzo nella media al più alto del continente, con tutta probabilità. Per questo il governo Meloni potrebbe valutare di prolungare il taglio delle accise. Il problema è che la misura costa moltissimo, e in media aiuta di più le famiglie a reddito più alto. Lo hanno sottolineato moltissimi esperti. La politica, però, deve fare i conti con chi si trova il prezzo alla pompa in aumento.

Salvini dà la colpa all'Europa, i soldi scarseggiano

La decisione andrà presa nei prossimi giorni. Finora dall'esecutivo non sono arrivate prese di posizioni, se non quella di Matteo Salvini che a Dritto e rovescio ha detto: "Noi riteniamo che sia impensabile che la benzina aumenti di botto di 20-30 centesimi, soprattutto per chi la usa per lavoro. Il governo italiano ha pronti i soldi per aiutare, piccolo problema: le regole europee ci impediscono di aiutare gli italiani in difficoltà".

Più che un impegno a rinnovare il taglio delle accise, è sembrato un modo per scaricare la responsabilità sull'Europa. Anche perché non ci sono molte prove che il governo abbia "pronti i soldi" per il rinnovo. Dal 19 marzo alla fine di aprile, il taglio delle accise è costato quasi un miliardo di euro. Nel frattempo, restano sul tavolo altre misure promesse dall'esecutivo, come il Piano casa e il decreto Primo maggio per le buste paga.

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