Il Viminale ha appena assegnato un porto sicuro ad Open Arms, la nave della ong spagnola che ha a bordo 363 migranti salvati in 5 interventi di soccorso nei giorni scorsi al largo della Libia. Il via libera per lo sbarco delle persone a bordo a Pozzallo (Ragusa) è arrivato in seguito all'attivazione del meccanismo europeo per la ripartizione dei migranti, come previsto dal preaccordo di Malta.

La nave si trova in questo momento proprio al largo del porto di Pozzallo, in attesa dell'attracco Dopo il rifiuto di Malta di indicare un porto sicuro nell'Isola dei Cavalieri, l'Open Arms si era apunto diretta verso il porto siciliano per sbarcare i naufraghi. Secondo alcune fonti lo sbarco dovrebbe avvenire domani mattina intorno alle 8.

La nave nelle scorse ore aveva lanciato un nuovo appello a Italia e Malta: "La situazione a bordo si fa sempre più complicata man mano che passano i giorni. La stanchezza dei migranti unità alla scarsità di viveri, che sono sufficienti per due giorni al massimo, ci obbliga a chiedere urgentemente un porto dove sbarcare". Open Arms aveva anche sottolineato che Malta aveva già negato lo sbarco 3 volte, mentre l'Italia non aveva ancora risposto. "È urgente avere un porto dove sbarcare le persone – aveva ribadito l'ong – Abbiamo bisogno di un porto sicuro subito, per umanità e perché ne hanno diritto".

La Commissione europea si è adoperata per coordinare la ripartizione dei migranti soccorsi dalla Open Arms, e si è già messa in contatto con vari Stati membri.

"Dopo il rifiuto reiterato di Malta, Italia assegna Pozzallo come porto sicuro per sbarco  363  persone soccorse da #OpenArms in acque internazionali.  Uno sforzo enorme proteggere così tante vite umane", ha commentato su Twitter l'equipaggio della nave Open Arms.

Proprio negli stessi minuti il premier Conte, intervenendo alla presentazione del saggio "Essere mediterranei", edito da "La Civiltà cattolica", ha detto: "L'Italia rimane costantemente impegnata affinché l'Europa sappia finalmente attuare tali principi ed agire in modo coeso per il salvataggio di vite umane e per l'accoglienza di coloro che hanno diritto alla protezione internazionale e all'asilo, così come il nostro Paese ha fatto anche nei momenti più drammatici ed acuti della crisi migratoria nel Mediterraneo. Il ‘Mare Nostrum', rappresenta la cartina di tornasole della capacità dell'Unione Europea non solo di salvare vite umane, rispettando i propri valori fondanti, ma anche di governare i flussi migratori contrastandone la componente illegale. Qualche progresso, grazie alla nostra incessante azione, è stato effettivamente compiuto, ma c'è ancora un buon tratto di strada da compiere".