Nella lotta alla pandemia di coronavirus, il governo di Mario Draghi seguirà la linea impostata dal Conte bis: prudenza e ancora massimo rigore sulle norme anti-contagio. Questo quanto emerge dal primo decreto Covid del nuovo esecutivo. Provvedimento in cui le principali novità sono due: dalla proroga del blocco degli spostamenti tra Regioni (anche in zona gialla) fino a fine marzo, al divieto degli spostamenti verso le abitazioni private in zona rossa. Ma ricapitoliamo quali sono le misure di contenimento del virus e le regole da rispettare con il nuovo decreto Covid, il primo dell'esecutivo Draghi.

Come abbiamo accennato, la prima novità riguarda la proroga del divieto di spostamento tra Regioni su tutto il territorio nazionale (quindi anche in zona gialla) fino al prossimo 27 marzo, a meno che non si abbiano motivo di lavoro, salute o necessità, che andranno comprovati attraverso il modulo di autocertificazione. Rimane sempre consentito fare rientro presso la propria residenza, abitazione o domicilio.

La seconda importante novità è la cancellazione della possibilità, un'eredità del decreto Natale, di recarsi presso altre abitazioni private anche in zona rossa. Ora queste, permesse una volta al giorno e in un massimo di due persone, non saranno più consentite. Solo in zona gialla sarà permesso recarsi a fare visita ad amici e parenti all'interno della propria Regione e in zona arancione all'interno del proprio Comune (o nel raggio di 30 chilometri per chi abita in un Comune con meno di 5 mila abitanti). Il tutto nel rispetto del coprifuoco, quindi tra le 5 del mattino e le 22 di sera.

Per il governo di Mario Draghi è fondamentale tenere ancora alta la guardia. Per cui non ci dovrebbero essere cambiamenti sostanziali (almeno per il momento) all'impianto normativo anti-Covid. Rimane la divisione del Paese in tre zone, con regole diverse a seconda dei livelli di rischio legati alla situazione epidemiologica, anche se le Regioni chiedono di semplificare i parametri per cui si apre e si chiude.