"Il ministro della Difesa dovrebbe difendere. La missione Sophia ha preso 40mila immigrati in giro per il Mediterraneo e aveva come unico obiettivo di portarli in Italia. Secondo voi io continuo a finanziare una missione che porta gli immigrati tutti in Italia? Mica c'ho scritto scemo in fronte…", ha ribadito il ministro degli Interni Matteo Salvini, a Quarta Repubblica, su Rete 4, in onda questa sera, rispondendo a una domanda sui rapporti con la ministra pentastellata Elisabetta Trenta, rapporti che sembrano essersi incrinati dopo il caso della Alex, il veliero della piattaforma umanitaria Mediterranea.

Dopo lo sbarco dei migranti della Alex, che era stato ‘scortato' in porto da Guardia di Finanza e Guardia Costiera, Salvini aveva puntato il dito proprio contro i militari, che dipendono appunto dalla Difesa: "Devono bloccare le navi che vogliono portare i clandestini in Italia e non aiutarle nel trasporto". A queste accuse la Difesa aveva risposto mostrando insofferenza, dopo aver offerto, senza successo, supporto al Viminale e messo a disposizione le navi della Marina militare per trasbordare i migranti dal veliero dell'ong e condurli a Malta.

Sul duello a distanza tra Difesa e Viminale è poi intervenuto anche il vicepremier Luigi Di Maio: "Se il ministro dell'Interno dice di sentirsi solo sul tema dei migranti, vorrà dire che se non gli possiamo neanche rispondere che ci sono strade di medio e lungo termine alternative per risolvere questo problema per sempre, vorrà dire che gli mandiamo un peluche", ha detto, alludendo alla lunga diretta Facebook, in cui Salvini, dopo l'attracco a Lampedusa della Alex – poi confiscata – aveva detto di sentirsi "solo".

"Alla fine tra Salvini e Trenta non si tratta di distanze, secondo me. Sono due questioni separate – ha detto ancora Di Maio – Una sono le missioni nel Mediterraneo per fare in modo che le ong non agiscano più. Un altro è una ong che ti arriva a pochi metri dalle coste e pretende di sbarcare sapendo che sono atti provocatori. Credo che questi due modi di agire possano coesistere".

"A onor del vero – ha aggiunto poi Salvini a Quarta Repubblica – oggi al tavolo del ministero lo stato maggiore della difesa ha dato idee assolutamente utili su come utilizzare mezzi aerei per intercettare gli scafisti…", ha detto, riferendosi all'incontro di oggi al Viminale, durante il Comitato nazionale per l'ordine pubblico e la sicurezza, e durante il quale sono state decise nuove misure per il contrasto dell'immigrazione e per ostacolare l'operato delle navi delle ong.

Intanto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha convocato un vertice sugli sbarchi dei migranti per mercoledì alle 19, con i ministri competenti Salvini, Trenta, Tria, Toninelli e Moavero. La riunione", si apprende, "è stata convocata per fare in modo che ci sia un'azione coordinata dei vari ministeri e per evitare che possano ingenerarsi sovrapposizioni o malintesi, che finirebbero per nuocere all'efficacia della azione di governo".

Cosa si è deciso al Comitato per l'ordine pubblico e la sicurezza

I casi Sea Watch 3 e Alex, le navi delle ong che hanno violato il divieto di ingresso in acque italiane, e la vicenda della Alan Kurdi, hanno messo in allerta il Viminale, spingendo Salvini a convocare oggi il Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza. Durante l'incontro è stato deciso che le navi della Marina e della Guardia di finanza verranno schierate per "difendere i porti italiani", impedendo quindi fisicamente alle navi delle ong di avvicinarsi e, contemporaneamente, saranno impiegate per ridurre le partenze dal Nordafrica, attraverso radar, mezzi aerei e navali.

Domani si aprirà anche una trattativa diplomatica con la Tunisia, per migliorare e aumentare i rimpatri e limitare le fughe dal Paese. Lo ha confermato anche il capo di Stato maggiore della Difesa, Enzo Vecciarelli, che su indicazione della ministra Trenta, ha partecipato alla riunione. Sempre con l'obiettivo di frenare le partenze, entro l'estate poi il Viminale invierà dieci motovedette italiane da consegnare alla Guardia costiera libica. Inoltre Salvini sta lavorando a emendamenti al Decreto Sicurezza Bis, che serviranno ad aumentare le pene per scafisti e trafficanti.