Giacomo Bongiorni ucciso a botte a Massa, il terzo ragazzo fermato è un 17enne campione di boxe

È un ragazzo di 17 anni il giovane fermato domenica scorsa dai carabinieri di Massa con l'accusa di concorso in omicidio aggravato da futili motivi. L'adolescente, promessa della boxe toscana, avrebbe sferrato un pugno a Giacomo Bongiorni, il carpentiere massese di 47 anni caduto a terra e morto sotto gli occhi della compagna Sara e del figlio 12enne. Il ragazzo avrebbe causato la caduta della vittima, provocandone di fatto il decesso. Il 17enne è stato interrogato dai magistrati della Procura di Genova che, dopo l'interrogatorio, hanno decretato per lui l'ingresso in una comunità.
L'adolescente ha raccontato ai magistrati di aver "reagito" dopo "aver ricevuto una testata sul naso" da Bongiorni. Il 47enne si trovava con il cognato, Gabriele Tognocchi, che aveva rimproverato il minorenne insieme ai due giovani di 19 e 23 anni che stavano lanciando delle bottiglie e dei bicchieri sul marciapiede. Da questo rimprovero sarebbe partita la discussione che ha poi portato alla morte di Bongiorni, caduto a terra con un pugno sferrato proprio dal 17enne. Dopo altri colpi sferrati al carpentiere, il gruppetto si è dato alla fuga.
La versione difensiva del 17enne è al vaglio degli investigatori, che stanno cercando di approfondire tramite la visione delle telecamere di sicurezza se ci sia stata o meno un'aggressione da parte del 47enne deceduto. Nel frattempo, restano in carcere con la medesima accusa il 23enne Ionut Alexandru Miron e Eduard Alin Carutasu, di 19 anni.
L'adolescente promessa della boxe si era qualificato alla seminale di boxe dei campionati giovanili italiani e con i suoi 52 chili, secondo chi indaga, era perfettamente conscio della sua forza e dell'effetto che un suo pugno avrebbe avuto sul 47enne. Fino al 2023, il 17enne aveva militato nella Pugilistica Massese che ha preso le distanze dal gesto del ragazzo lanciando sui propri canali social la propria partecipazione alla fiaccolata in ricordo di Bongiorni.
Le forze dell'ordine hanno sequestrato i vestiti che i tre ragazzi indossavano la sera dell'aggressione. Sotto sequestro anche il cellulare del ragazzo: si cercano infatti indizi nelle chat e sui canali social del 17enne.