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Omicidio Giacomo Bongiorni a Massa, il padre del 19enne arrestato: “Non è un criminale, si sono difesi”

Il padre di uno dei ragazzi arrestati per l’omicidio di Giacomo Bongiorni difende il figlio: “Non è un criminale, siamo una famiglia di lavoratori. Non doveva succedere e siamo disperati ma si sono difesi”.
A cura di Antonio Palma
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immagine di repertorio
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“Siamo distrutti, non doveva finire così ma i ragazzi son stati aggrediti e si sono difesi”, è la versione del padre di uno dei ragazzi indagati per l’omicidio di Giacomo Bongiorni, il 47enne aggredito dal branco in strada e picchiato fino la morte davanti al figlioletto 11enne. In tutto son cinque i ragazzi identificati dalle forze dell’ordine grazie alle immagini di videosorveglianza e alle testimonianze dei presenti nella serata di sabato in piazza Felice Palma dove si è consumata la tragedia.

Per tutti loro l’accusa è gravissima e parla di concorso in omicidio volontario. Si tratta di tre minorenni, due 16enni e un 17 enne, e due maggiorenni, il 23enne Ionut Alexandru Miron e il 19enne Eduard Alin Carutasu, finiti in cella con un provvedimento della magistratura domenica scorsa. Il 19enne è figlio di un imprenditore edile di origine romena che da 25 anni è in Italia. Il giovane è nato e cresciuto in Toscana e vive coi genitori nell'abitazione di famiglia dove è stato raggiunto arrestato e condotto in carcere.

“Da quello che sappiamo noi, anche i ragazzi sono stati aggrediti e si sono difesi. Non doveva assolutamente finire così. È una tragedia. Perché Alin è bravo, non è un criminale. Siamo una famiglia di lavoratori. Siamo disperati, la nostra vita è rovinata” ha dichiarato l’uomo a La Stampa proponendosi anche di “pagare una borsa di studio ai figli del signor Bongiorni”. “Siamo stati aggrediti. È partita una testata, allora abbiamo reagito” avrebbero raccontato infatti gli indagati nei primi interrogatori. In particolare il 17enne avrebbe detto di essere stato colpito al setto nasale e quindi di aver reagito. Secondo il Corriere della Sera, anche il 23enne avrebbe dato un racconto analogo.

Una versione diametralmente diversa da quella ricostruita finora dagli inquirenti secondo i quali il 47enne, che era coi familiari, aveva solo chiesto al gruppo di non gettare bottiglie contro una vetrata di un negozio e per questo sarebbe stato circondato e picchiato fino alla morte insieme al cognato, attualmente ricoverato in ospedale.

"Non è stato un solo colpo a provocare il decesso. Ci sono diversi colpi, al momento non siamo in grado di dire quale è quello che ha certamente provocato la morte" ha dichiarato il procuratore di Massa Piero Capizzoto in una conferenza stampa. Dalle immagini delle telecamere della zona si vedrebbe uno dei giovani, il 17enne attualmente in stato di fermo, colpire Bongiorni con un pugno, facendolo cadere a terra. Successivamente sarebbero stati inferti ulteriori colpi.

“Hanno smesso di colpirlo solo quando è morto” ha dichiarato la compagna di Giacomo Bongiorni che ha assistito all’intera scena. Fondamentale per accertare quale sia stato il colpo fatale sarà l’autopsia sul corpo del 47enne che dovrà accertare in modo definitivo le cause del decesso.

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