Dopo una giornata di polemiche, il ministro dell'Interno Salvini e quello della Difesa Trenta si sono ritrovati fianco a fianco sullo stesso palco in occasione delle celebrazioni per l'anniversario della polizia penitenziaria in piazza del Popolo a Roma. I due si sono sfiorati, ma senza nemmeno incrociare lo sguardo, segno evidente delle tensioni ancora non sopite.

Ad accendere la miccia era stato Salvini. Il leader leghista aveva sostenuto di essere stato lasciato solo nella sua battaglia contro le Ong che soccorrono i migranti nel Mediterraneo, non sostenuto né dal ministro della Difesa (che controlla le navi della Marina) né da quello dell'Economia (sotto il cui controllo ricadono le motovedette della Guardia di Finanza).

Dalle pagine dei giornali, Trenta ha ribattuto di aver offerto l'aiuto delle navi della Marina per trasbordare a Malta i migranti della nave Alex  – protagonista dell'ultimo braccio di ferro innescato da Salvini – ma di non aver ricevuto risposta dal Viminale. La titolare del dicastero della Difesa ha anche criticato il collega leghista per essersi opposto al rinnovo della missione Sophia, l'iniziativa europea di pattugliamento navale nel Mediterraneo.

"Se ho rifiutato l'aiuto della Marina? Sì, a me non serve un'operazione di trasporto dei migranti nel Mediterraneo", dice Salvini a margine dell'evento romano. E prosegue: "La Ong pretendeva di avere un servizio di trasporto taxi rimanendo al di fuori delle acque territoriali maltesi per non incorrere in sanzioni, ma le navi dell'esercito italiano non forniscono servizio taxi"

Sul tema interviene anche il capo politico del M5S Luigi Di Maio, anche lui presente alle celebrazioni della polizia penitenziaria. "Se Salvini si sente solo, vorrà dire che gli manderemo un peluche", dice Di Maio che all'arrivo sul palco autorità scambia con il leader del Carroccio solo qualche breve convenevole, prima che entrambi si rifugino nei propri cellulari in attesa dell'inizio della manifestazione.