Giornate di sbarchi e soccorsi in mare. Nel Mediterraneo il flusso di migranti che partono dalle coste libiche è in aumento nelle ultime ore, così come le operazioni di soccorso in mare da parte delle Ong. La nave Ocean Viking, delle Ong Sos Mediterranee e Medici senza Frontiere, ha recuperato 90 persone a bordo di un gommone. Il gommone era in avaria ed era partito dalla Libia il 19 novembre: le operazioni di ricerca sono durate circa 24 ore. A bordo della Ocean Viking c’erano già 125 migranti soccorsi in altre due operazioni. Ma nel Mediterraneo l’emergenza continua, come sottolinea Alarm Phone, che ha raccolto un altro sos. Nel pomeriggio il centro di assistenza telefonico è stato contattato da una novantina di persone partite dalla Libia e “in grave pericolo”. Tra di loro anche 13 donne e alcuni bambini che hanno bisogno di soccorso immediato.

Quasi 300 migranti soccorsi in mare in poche ore

In totale, considerando anche le 73 persone salvate da Open Arms, sono quasi 300 i migranti soccorsi nelle ultime ore e adesso a bordo delle diverse imbarcazioni. Proprio i migranti sulla Open Arms sono quelli che sembrano essere stati salvati da una situazione maggiormente complicata: alcuni di loro hanno anche ferite da armi da fuoco. Erano su una barca alla deriva e tra di loro ci sono anche quattro donne, due bambini di 3 e 4 anni e ben 24 minorenni.

Migranti, riprendono gli sbarchi a Lampedusa

A Lampedusa riprendono invece gli sbarchi: nel pomeriggio sono arrivati autonomamente 14 migranti a bordo di una piccola imbarcazione. I carabinieri li hanno accompagnati nell’hotspot dell’isola. Prima, in mattinata, c’era stato un altro sbarco autonomo, di ben 74 persone. I migranti hanno dichiarato ai soccorritori di provenire dal Bangladesh: sono stati aiutati dai carabinieri e anche loro portati nell’hotspot, vuoto dopo tre settimane di tregua per gli sbarchi. Per una imbarcazione che approda in Italia, però, ce n’è anche una che riprende il largo e torna a offrire il suo aiuto ai migranti in mare: la Alan Kurdi, infatti, ha lasciato oggi il porto di Taranto “ed è in viaggio verso l’area di ricerca e salvataggio: la violenta tempesta e le autorità italiane hanno ritardato la partenza. Ora siamo tornati”, scrive l’Ong Sea Eye su Twitter.