Il sovraffollamento dei centri, con le alte temperature estive, e l'emergenza sanitaria, stanno stanno creando problemi di sicurezza per le comunità locali, e per il governo, intento a cercare soluzioni immediate per gestire l'ondata di arrivi, soprattutto dalla Tunisia. Il problema non sembra più legato unicamente all'isola di Lampedusa, prima meta d'arrivo dei barconi, ma è ormai esteso a diverse strutture della Penisola, impegnate a gestire numeri di ospiti superiori alla capienza prevista. E diverse fughe si sono registrate nel corso della giornata. 

A partire dalla tensostruttura di Porto Empedocle, che ospita al momento 370 migranti, ma che già domani mattina dovrebbe essere svuotata. Lo ha deciso la prefettura di Agrigento che sta varando un piano di trasferimenti fra i vari centri di accoglienza della Sicilia. Saranno trasferiti al Cara di Pian del Lago di Caltanissetta.

"A Caltanissetta arriveranno altri 80 militari dell'esercito a protezione del Cara – ha annunciato il sindaco Roberto Gambino – e due squadre della Polizia di Stato. Sono sempre troppo pochi, così non va bene. La struttura sarà evacuata come ho chiesto ma aspettiamo altri arrivi. Quasi tutti gli ospiti hanno chiesto asilo politico e seguiranno il loro iter".

"Nel corso del Comitato ordine e sicurezza in Prefettura – ha aggiunto il sindaco – ho fatto presente che non è possibile gestire un'emergenza senza uomini, forze, sicurezze, garanzie. È umano immedesimarsi nella situazione di ciascuno di loro, storie, vite, famiglie. Porto Empedocle è al collasso, l'ho visto con i miei occhi, è una situazione di accoglienza ai limiti della sopravvivenza, quasi da girone dantesco. Ma la mia città va tutelata, l'ho detto dinnanzi le più alte cariche dello Stato e lo ribadisco adesso".

Dalla struttura di Porto Empedocle, che in realtà dovrebbe essere un centro adibito alla prima accoglienza, e non certo alla lunga permanenza, oggi sono scappate in tutto 60 persone. I migranti, molti dei quali sono stati già individuati dalle forze dell'ordine, dovevano essere trasportati a bordo della nave quarantena Azzurra, che questa sera è partita da Porto Empedocle. Il natante dopo otto ore e mezza di navigazione alle 5 circa di domani sarà nelle acque davanti a Lampedusa, e ospiterà la maggior parte dei migranti presenti nell'hotspot. Nella struttura ci sono circa 900 persone e la nave ne può contenere al massimo 700. Anche l'imbarco del personale sanitario e dei volontari della Croce Rossa, che dovranno creare percorsi di isolamento, avverrà direttamente a Lampedusa.

Sono stati invece fermati dai carabinieri i tre migranti che si erano allontanati dall'hotspot dell'isola siciliana. I tre sono stati notati e fermati da una pattuglia dei carabinieri nelle vicinanze del molo Favaloro. I militari, comandati dal luogotenente Giuseppe Frenna, dopo avere fermato i profughi, hanno subito chiamato il personale che lavora all'interno del centro affinché li riportassero nella struttura.

Altri cinque migranti sono scappati invece dall'hotspot di Messina. Ne dà notizia il sindaco Cateno De Luca: "Ho appreso che altri cinque migranti sono fuggiti dall'hotspot di Bisconte, gli stessi del gruppo dei trenta che qualche notte fa è arrivato in città. Tutto ciò mi amareggia perché ho dato la mia disponibilità al Prefetto di Messina affinché si potesse continuare a utilizzare la struttura in sicurezza, nelle more che venga chiusa. Avevo infatti preteso che tutto ciò andava bene a patto che non si verificassero più situazioni incresciose come quella di qualche settimana fa. Ricordo che ancora ci sono una ventina di migranti a piede libero, di cui non si ha nessuna traccia. A questi si aggiungono gli altri cinque. A questo punto dico basta perché la pazienza ha un limite. Invito il Prefetto ad alzare la voce per non consentire più che i migranti siano dirottati all'interno dell'hotspot di Bisconte, il quale ribadisco essere abusivo e inadeguato. La invito anche a sollecitare chi di dovere per giungere alla conclusione dell'istruttoria e mettere un punto su questa spiacevole vicenda. Darò una settimana di tempo, oltre la quale non sopporterò più tali soprusi. Se le cose non cambieranno, lunedì ci sarò io all'interno dell'hotspot e non mi muoverò fino a quando non raggiungerò l'obiettivo: la chiusura definitiva".

Un grido d'aiuto è stato lanciato anche dal sindaco di Campomarino, dove oggi sono fuggiti dal centro 83 migranti: "Non era il momento giusto per far arrivare gli immigrati a Campomarino. Siamo nel pieno della stagione turistica con una popolazione di circa 60 mila persone", ha detto il primo cittadino Pierdonato Silvestri, a proposito dell'arrivo il 31 luglio del gruppo di migranti economici, di giovane età, provenienti tutti della Tunisia.

"Questi ragazzi sono dei migranti economici, quindi non hanno nessuna possibilita' di ottenere il permesso di soggiorno – ha proseguito -. Loro ne sono consapevoli e per questo motivo si sono allontanati dalla struttura ‘Sweet-Dreams'. Le forze dell'ordine sono impegnate nella loro ricerca in modo serrato". Silvestri, attraverso l'avvocato Massimo Romano, ha presentato un ricorso al Tar Molise contro l'arrivo del nutrito gruppo di stranieri nel centro. "Sarebbero dovuti arrivare dopo la quarantena e non prima – ha proseguito Silvestri – con il Lido pieno di turisti. Campomarino conta 8mila residenti ma durante l'estate arriva a 60mila dimoranti per via dei numerosi villeggianti che trascorrono qui il periodo di vacanza. Ribadisco, non era certo il momento giusto". Intanto il Commissariato di Termoli è al lavoro per trovare il gruppo che si è allontanato nella notte.