La nuova cerimonia degli inni ai Mondiali 2026 sarà un’americanata: “L’idea l’ha avuta Del Piero”

La cerimonia che precede l'inizio delle partite dei Mondiali cambia e in modo sostanziale. È un'altra delle novità per la Coppa del Mondo 2026. Una novità per i calciatori ma anche per gli appassionati che vedono cambiare un protocollo che ormai da tempo faceva parte della ritualità degli incontri delle nazionali. Un'americanata che ha voluto Infantino, che alla viglia di Messico-Sudafrica ha spiegato che l'idea, in parte, gliel'ha data Alessandro Del Piero, leggendario calciatore che vent'anni fa esatti vinse i Mondiali.
Rivoluzionata la cerimonia degli inni nazionali prima delle partite dei Mondiali
La novità era stata già annunciata nei giorni scorsi. Cambia la cerimonia d'inizio partita per gli incontri dei Mondiali di calcio. La novità è reale. Al momento degli inni nazionali in campo ci saranno tutti i calciatori a disposizione e tutti assieme saranno presenti sul rettangolo verde, saranno posti esattamente al limite del rispettivo cerchio di centrocampo al momento degli inni nazionali.
Sulle rispettive metà campo dei bandieroni giganti che renderanno chiaro, a chi non lo sapesse, quali sono le squadre in campo. La FIFA in un comunicato aveva presentato così la novità: "Una nuova e audace versione di tutta la procedura che avviene prima del calcio d’inizio, in modo da rafforzare il legame tra giocatori e tifosi, esaltando al contempo un momento già di per sé carico di significati".
I calciatori entreranno in campo passando attraverso un tunnel e passeranno sotto un arco, poi si collocheranno nella rispettiva metà campo e si porranno sul cerchio di centrocampo, saranno faccia a faccia con gli avversari, e così ascolteranno gli inni nazionali. Per la partite della fase calda ci saranno anche fuochi d'artificio. Procedura stravolta. Infantino aveva detto: "Volevamo continuare a innovare il modo in cui si vive il gioco".
Del Piero ha suggerito l'idea a Infantino
Alla vigilia del Mondiale, Gianni Infantino parlando delle novità nella cerimonia degli inni nazionali ha svelato che l'idea, o almeno una parte di essa, è opera di Alessandro Del Piero. Proprio lui, l'ex numero 10 della Juventus, che ha suggerito al numero 1 della FIFA di far ascoltare sul terreno di gioco l'inno a tutti i calciatori e non solo ai titolari: "Vogliamo sempre fare qualcosa di nuovo, non si tratta in questo caso di un'idea legata al business. Tutto è nato da una conversazione con Alessandro Del Piero. Qualche mese fa mi ha detto: ‘Perché non fate entrare tutti i giocatori in campo per l'inno? Facciamo tutti parte della stessa squadra'".
Poi scherzando Infantino ha aggiunto: "Non so se me l'ha detto perché ha realizzato un gol storico, contro la Germania ai Mondiali 2006, partendo dalla panchina. A me è sembrata un'idea interessante, l'abbiamo proposta a giocatori e allenatori: tutti si sono detti favorevoli. Nel calcio di oggi abbiamo undici titolari, con cinque o sei sostituzioni. Ma tutta la rosa può scendere in campo ed è positivo che tutti i calciatori possano vivere il momento dell'inno".