Grazia a Minetti, ora si indaga sull’adozione del bimbo in Uruguay: la difesa del compagno Cipriani

La vicenda della grazia concessa a Nicole Minetti continua a evolversi, sul piano mediatico ma soprattutto su quello legale. L'attenzione della Procura generale di Milano, che sta approfondendo gli accertamenti effettuati in prima battuta, si concentra sull'adozione da parte della coppia di un bambino in Uruguay.
È proprio quel bambino – o meglio, le cure mediche continue di cui ha bisogno, e quindi la necessaria presenza di un genitore – che ha spinto alla richiesta e alla concessione della grazia. Giuseppe Cipriani, compagno di Minetti, ha difeso le ragioni dell'ex consigliera regionale lombarda (e le proprie) sostenendo che tutto sia avvenuto in modo legale. In Uruguay, intanto, le autorità indagano sulla morte dell'avvocata che ebbe il ruolo di tutrice del bambino, deceduta in un incendio insieme al marito nel 2024.
Cipriani: "Notizie false, nostro figlio deve essere seguito dalla mamma"
Discutendo dell'adozione del bambino, Cipriani ha parlato al Corriere della sera di "notizie false", dicendo: "Tutta la vicenda non ha gambe per camminare, è una cosa pazzesca". In particolare, "ci abbiamo messo quasi quattro anni, per rispettare la procedura: giudici, assistenti sociali, psicologi… L’Uruguay non è un Paese delle banane, è un posto serio dove vengono fatte le cose seriamente".
La questione è nata, stando a Cipriani, perché Minetti "doveva stare a Milano per tre anni. Ma questo bimbo doveva essere monitorato personalmente da lei: se avesse avuto l’affidamento in prova, non sarebbe potuta andare all’estero, né stare con suo figlio". Infatti, il bambino ha una malattia per cui deve essere portato negli Stati Uniti "ogni sei mesi, per i controlli. E sarà così fino ai 18 anni. Questa malattia è come togliere un chewing gum dai capelli: devi tirare, sperando di non strappare tutto. E quindi dev’essere assolutamente controllato, serve una persona sempre con lui: la mamma è la persona più vicina a un bambino".
"Le carte sono chiare", ma gli inquirenti indagano in Spagna e Uruguay
Insomma, ha insistito Cipriani, "tutte le carte che abbiamo mandato erano chiare", "bastava guardare le carte presentate in Uruguay, al ministero della Giustizia e alla presidenza della Repubblica". Proprio quelle carte, però, ora sono tornate all'attenzione degli inquirenti.
La Procura generale di Milano ha chiesto accertamenti ulteriori in Spagna e in Uruguay, che potrebbero dare un primo riscontro già nelle prossime ore. L'Interpol si occupa di verificare se l'atto di adozione abbia davvero seguito le procedure indicate, fin dall'inizio: ad esempio, se il bambino fosse davvero stato affidato all'Inau (l'ente uruguaiano per le adozioni). Si scava anche su eventuali altri procedimenti penali a carico di Minetti – al momento non ne risultano, tranne quelli per i quali è arrivata la grazia. Se emergessero dei dubbi, il parere sulla grazia dato dalla Procura potrebbe anche cambiare.
Il caso dell'avvocata morta in un incendio
Un'altra questione che ha attirato l'attenzione, per quanto al momento non sia ufficialmente collegata al caso Minetti in alcun modo, è la morte dell'avvocata Mercedes Nieto, deceduta nell'incendio della propria abitazione insieme al marito Mario Cabrera a giugno del 2024. Nieto era la tutrice del minore.
Ora gli inquirenti che stanno indagando in Uruguay hanno chiesto di acquisire il fascicolo sull'adozione di Minetti e Cipriani, stando a quanto riportato dai media locali. I familiari di Nieto e Cabrera hanno sempre sostenuto che non si sia trattato di un incidente, mentre alcune indagini tecniche non l'hanno escluso: i due si trovavano vicini alla stufa. Come detto, comunque, non è stato dimostrato alcun legame tra la morte dei due e l'adozione del bambino.