Grazia a Minetti, l’adozione, le feste nel ranch, la madre biologica scomparsa: cosa non torna nel caso

Proseguono le indagini sul caso della grazia a Nicole Minetti, su cui sta effettuando approfondimenti anche la giustizia uruguaiana. Ieri il Quirinale ha precisato di aver chiesto nuovi accertamenti "d'intesa con il Ministero della Giustizia", alla luce delle ricostruzioni di stampa che prospettano "condizioni di fatto molto diverse da quelle rappresentate alla base della domanda di grazia e del parere che l'accompagnava". Fonti del Colle hanno poi precisato che "Adesso è doveroso che si attenda con rispetto il sollecito svolgimento di queste verifiche da parte della Magistratura".
I punti oscuri: la madre biologica del bambino scomparsa e l'avvocata morta carbonizzata
Nelle ultime ore è giunta, tramite Interpol, una richiesta di informazioni dall'Italia all'Uruguay che riguarda la procedura di adozione del minore, affetto da una grave patologia, da parte di Nicole Minetti e dell'imprenditore Cipriani, secondo quanto ha reso noto il media uruguaiano Telenoche. La richiesta – prosegue lo stesso media – include anche informazioni sulla madre biologica del bambino, i María de los Ángeles González Coline, che risulta scomparsa. L'ultimo avvistamento risale a febbraio a Maldonado. La donna ha a suo carico diversi precedenti penali, tra cui un omicidio del 2015. Per le leggi uruguaiane questo renderebbe incompatibile con la custodia del figlio.
Si indaga anche sull'avvocata della famiglia d'origine del bambino, Mercedes Nieto, morta in un rogo insieme al marito, in circostanze misteriose. La coppia è stata ritrovata senza vita il 15 giugno 2024 nella casa vacanze di Garzon in Uruguay. L'incendio sarebbe divampato da una stufa difettosa, ma l'indagine è ancora aperta per duplice omicidio.
Nel mirino degli investigatori ci sono anche le feste con escort nel ranch dell'imprenditore Cipriani, compagno di Minetti. Nell'istanza di grazia si parla infatti di un cambio di vita radicale di Minetti. Ma secondo alcune testimonianze avrebbe preso parte a feste in Spagna e in Uruguay, in situazioni in cui avrebbero partecipato anche ragazze minorenni. Una dinamica che ricorderebbe le vecchie feste ad Arcore. L'Uruguay non avrebbe un termine prestabilito per l'elaborazione e la risposta a questo tipo di richieste.
Gli interrogativi aperti sulla procedura di adozione: cosa non torna
Soprattutto sulla questione dell'adozione, oltre che sullo stile di vita dell'ex igienista dentale di Berlusconi, si stanno concentrando le verifiche. Anche perché ieri è spuntata la notizia di una coppia uruguaiana, che avrebbe cercato di ottenere l'adozione del bambino, senza poi riuscirci.
Secondo quanto ha ricostruito ieri la tv uruguaiana Telenoche, il minore avrebbe vissuto per due anni, seppur a tempo parziale, con un'altra coppia di Maldonado. La tv ha anche raccolto la testimonianza della coppia che smentirebbe dunque la tesi che il bambino non avesse alcuna famiglia disponibile ad adottarlo, a eccezione della ex consigliera regionale lombarda, che poi appunto lo ha adottato insieme al milionario Cipriani.
Da quanto è emerso dalla sentenza di adozione del Tribunale di Maldonado in Uruguay, del 2023, pubblicata ieri dal Fatto Quotidiano, il minore non "era stato abbandonato dalla nascita", come sostenuto da Minetti e come era stato riportato nell'istanza di grazia, ma aveva due genitori biologici, a cui è stata tolta la patria potestà dopo una causa civile durata tre anni, iniziata da Cipriani e Minetti proprio al fine di ottenere l'adozione piena del minore.
Nell'unica nota stampa inviata ai giornali, Minetti e Cipriani avevano al contrario specificato di non aver mai fatto causa ai genitori biologici per avere l'affido del minore: "Smentisco categoricamente di aver mai intrapreso contenziosi con i genitori biologici di mio figlio, che non ho mai conosciuto", aveva detto l'ex consigliera regionale, sottolineando che "l’intero percorso adottivo si è svolto nel pieno rispetto della legge".
Anche la ricostruzione cure e sulle condizioni di salute del minore potrebbe rivelarsi in parte falsa. Dopo la questione degli ospedali di Padova e Milano, che hanno dichiarato di non aver avuto in cura il minore, affetto da una grave patologia, la coppia Cipriani-Minetti ha spiegato di essersi rivolta privatamente a medici di fiducia. Qualcosa non torna anche sulla malattia del bambino: in un referto dell’aprile 2025 di Boston, dove il bambino sarebbe stato operato, si segnalerebbe una "forte preoccupazione per una possibile recidiva". Ma un controllo successivo della medesima clinica a dicembre 2025, quando l'istanza di grazia era già stata depositata, smentisce l'urgenza: i risultati sono definiti "rassicuranti", non risultano peggioramenti e i medici confermano che non servono altri interventi chirurgici, ma solo normali controllio ogni sei mesi.
Sono tutti elementi questi che potrebbero ribaltare le affermazioni contenute nell'istanza di grazia di Minetti. Che rischia di essere revocata dal Quirinale.
Inau: "Adozione da parte di Minetti-Cipriani avvenne nel rispetto della legge"
Secondo l'ex presidente dell'Inau, l'ente uruguaiano che gestisce le adozioni, oggi deputato nazionalista Pablo Abdala, l'adozione da parte della coppia Minetti-Cipriani sarebbe stata "condotta con successo" e "nel rispetto della legge".Nel caso, ha aggiunto: "sono intervenuti diversi magistrati, poiché a un certo punto è stato persino presentato un ricorso per tutela costituzionale". Per Abdala "c'è stato un intervento della magistratura in merito all'affidamento provvisorio del bambino alla famiglia adottiva" e infine "la sentenza che ha decretato la separazione dalla famiglia biologica e l'adozione piena".
"Sono presidente dell'Inau dall'aprile 2020. Questa situazione ha avuto inizio nel 2018, quando il bambino è stato dichiarato adottabile ed è stato affidato all'ente", ha aggiunto. Abdala ha precisato che "nel corso del 2019 si è instaurato un legame tra il bambino e la famiglia adottiva, accompagnato da sentimenti di affetto".
"Questo è quanto emerge dalla sentenza e ha portato al processo di adozione". L'ex direttore dell'Inau ha quindi precisato che il legame "è nato in seguito alla visita della coppia alla casa famiglia dell'istituto nel 2019" e che "i bambini ospitati nella casa famiglia andavano a trovare i genitori adottivi nel loro ranch", dove "trascorrevano un pomeriggio, accompagnati dagli educatori e dal personale della casa famiglia. Questa – ha sottolineato – è una pratica comune per i bambini affidati all'Inau nell'ambito di vari progetti".